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Trump svela per sbaglio accordo col Messico

Trump svela per sbaglio accordo col Messico

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Pressato dai giornalisti sull’esistenza di un accordo segreto sui migranti col Messico, Donald Trump ha rivelato per sbaglio parte del suo contenuto. Il presidente americano ha sventolato i fogli davanti ai reporter, permettendo a un fotografo di catturarne le immagini.

Secondo quanto è apparso dalle foto, riferiscono i media, l’accordo “segreto” prevede che il Messico riveda le sue leggi in modo da essere identificato come “paese sicuro”. Sarebbe così possibile esaminare le richieste di asilo in questo paese invece che negli Stati Uniti. C’è anche un riferimento ad un piano regionale per le richieste di asilo che dovrebbe coinvolgere diversi paesi dell’America latina.

In realtà, il presidente Trump ha letteralmente sventolato il foglio davanti ai giornalisti, tenendolo in alto affinché le telecamere potessero riprenderlo. “Questa è una pagina – ha detto – una pagina di un accordo molto lungo e molto buono sia per il Messico che per gli Stati Uniti. Senza i dazi non avremmo ottenuto nulla”. Da giorni il presidente deve contrastare le critiche di chi sostiene che l’annunciato accordo con il Messico per una maggiore collaborazione sul fronte dell’immigrazione è in effetti solo un’intesa già raggiunta tra i due Paesi.

Trump invece continua a proclamare la vittoria ottenuta solo grazie alla sua minaccia di dazi, affermando anche che l’accordo costringerà il Messico ad acquistare maggiori quantità di prodotti agricoli Usa. Una parte dell’accordo che i messicani non ha confermato. La ’scenetta’ del foglio sventolato è avvenuta dopo che Trump ha twittato che “la parte maggiore dell’accordo con il Messico non è stato ancora rivelato”.

E ai giornalisti che gli chiedevano maggiori dettagli dell’accordo, il presidente ha affermato che questo “entrerà in vigore quando lo vorrò io”. Secondo un ingrandimento della foto del documento, twittata da un fotografo del Washington Post, sembra che Trump si riferisse al fatto che il Messico potrebbe essere costretto a cambiare le sue leggi sull’immigrazione se gli Stati Uniti “a loro discrezione” stabiliranno, dopo 45 giorni dall’annuncio dell’accordo, “che non sono stati raggiunti risultati sufficienti per contrastare il flusso dei migranti”.

Macron si sfila e lascia il Parlamento a Philippe

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Emmanuel Macron si sfila e lascia che sia il suo premier Edouard Philippe a parlare di fronte all’Assemblea nazionale e al Senato delle grandi linee della politica del governo, a partire dalla legge sull’estensione del diritto alla procreazione assistita a tutte le donne, incluse le donne single e omosessuali che sarà presentata in consiglio dei ministri entro luglio, e dal bando nell’Amministrazione pubblica di tutti i prodotti in plastica monouso.

Philippe ha parlato questo pomeriggio di fronte all’Assemblea nazionale, che ha votato la fiducia al discorso programmatico con 363 voti a favore e 163 contro, e domattina riproporrà lo stesso discorso al Senato. Il presidente francese, che aveva annunciato in campagna elettorale la sua intenzione di riunire il Parlamento in Congresso a Versailles a luglio, ha rinunciato, sulla scia delle proteste dei Gilet Gialli e del clima politico non più a suo totale favore.

Philippe ha anche anticipato la possibilità di sottoporre a referendum misure di transizione ecologica, dopo che a innescare la protesta dei Gilet Gialli era stata l’introduzione, poi revocata, di aumenti delle accise sui carburanti. E assicurato che nella riforma delle pensioni non si toccherà l’età di 62 anni ma si introdurranno incentivi per chi sceglie di lavorare più a lungo.

Missile contro aeroporto in Arabia Saudita

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Un razzo lanciato dai ribelli Houthi è caduto nella notte sulla sala arrivi dell’aeroporto internazionale di Abha, nel sud dell’Arabia Saudita, provocando 26 feriti, tutti civili. Lo ha reso noto la coalizione militare a guida saudita che sostiene le forze governative nel conflitto in Yemen. La notizia dell’attacco era stata annunciata nelle scorse ore da ’Al-Masirah Tv’, l’emittende degli Houthi, secondo la quale i ribelli che controllano la capitale yemenita Sana’a avevano lanciato un attacco con un missile da crociera contro l’aeroporto di Abha.

Il portavoce della Coalizione a guida saudita, il colonnello Turki al-Maliki, ha parlato di un “atto terroristico” e ha spiegato che dalla sala arrivi dello scalo di Abha “transitano ogni giorno migliaia di passeggeri e di cittadini di varie nazionalità”. Secondo al-Maliki, citato dal sito ’Arab News’, tra i 26 feriti si contano tre donne (una saudita, un’indiana e una yemenita) e due minorenni sauditi.

“Le forze militari e di sicurezza stanno lavorando per determinare il tipo di proiettile usato nell’attacco terroristico, mentre le milizie Houthi, attraverso i loro media, hanno rivendicato la piena responsabilità di questo atto terroristico”, ha dichiarato il portavoce, secondo il quale quanto accaduto all’aeroporto di Abha “potrebbe equivalere a un crimine di guerra”. Al-Maliki ha quindi evidenziato come la “qualità” delle armi in possesso dei ribelli dimostri che “il regime iraniano continua a sostenere il terrorismo”.

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13 Giugno 2019