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Conte: “Si firma Memorandum Cina”

Conte: “Si firma Memorandum Cina”

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Vertice risolutivo questa mattina a Palazzo Chigi, dopo lo scontro nel governo sul Memorandum of understanding, l’intesa per far entrare ufficialmente l’Italia nella nuova Via della Seta. Secondo quanto viene riferito da fonti di governo del M5S, il Memorandum è passato senza modifiche. La Lega, spiegano le stesse fonti, avrebbe accettato l’impostazione data dal Mise. Via libera dunque alla firma. Alcuni paletti del Carroccio però restano. Secondo la posizione espressa dalla Lega “è fondamentale aiutare le aziende italiane a crescere ed esportare all’estero, per raggiungere i numeri di Francia e Germania, e per questo ringraziamo per il grande lavoro fatto Conte, Di Maio e Geraci. Ovviamente la sicurezza nazionale viene prima di tutto e quindi su alcuni settori strategici per noi e per gli alleati (telecomunicazioni, energia, porti e infrastrutture) stiamo facendo tutte le verifiche e le valutazioni necessarie: prima viene la sicurezza degli italiani, poi l’interesse economico”. Al vertice erano presenti il premier Giuseppe Conte, i due vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini, il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, e il ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi.

CONTE – “Si firma il Memorandum che è un accordo quadro non vincolante” con la Cina, ha detto Conte al termine del vertice. “Sarebbe stato un po’ eccentrico non partecipare a questo importante progetto infrastrutturale che richiama la Via della Seta di cui l’Italia è l’approdo naturale” ha aggiunto il presidente del Consiglio. Con la firma dell’accordo quadro, ha rimarcato, “non mettiamo a repentaglio nessun asset strategico. Si sta facendo molta confusione. Una cosa è la tutela degli asset strategici, una cosa è la sottoscrizione di un accordo programmatico non vincolante”. Inoltre, ha spiegato il premier, con questo accordo quadro “non ci impegniamo a nulla. E’ un’intesa programmatica che di volta in volta sarà arricchita dalla sottoscrizione di singoli accordi che verranno valutati uno per uno”. “E’ una grande opportunità – ha sottolineato ancora – anche per riequilibrare la bilancia commerciale con la Cina. Vogliamo potenziare il nostro export”.

Conte ha inoltre puntualizzato che “l’Italia, dei tredici Paesi che hanno già sottoscritto questo Memorandum e aderito al progetto infrastrutturale della Via della Seta, è l’unico Paese che ha preteso e imposto, rispetto alla versione originaria del Memorandum elaborato dalla parte cinese, principi e regole europee“. “L’Italia ha una forza propulsiva per quanto riguarda gli standard europei e dà un contributo a tutta l’Unione europea affinché questa infrastruttura molto importante sia compatibile e adeguata agli standard europei”, ha detto il premier.

Poi, a una domanda sulla posizione di Matteo Salvini sulla Via della Seta, Conte ha risposto: “So che i giornali ci descrivono sempre in lite furibonda, ma in realtà quando ci vediamo al tavolo il confronto è assolutamente sereno. Siamo tutte persone ragionevoli e abbiamo l’obiettivo di sottoscrivere accordi che siano di tutela degli interessi nazionali”. “Delle volte – ha proseguito – si può ragionare sulle misure più idonee per raggiungere un obiettivo ma poi alla fine si converge”.

DI MAIO -“ Oggi vince il Made in Italy, con il Bri l’Italia ha deciso di essere più sovrana. Non è un’intesa politica con la Cina ma un’opportunità commerciale, gli Usa restano infatti il nostro principale alleato e la Nato la nostra casa naturale” ha detto Di Maio parlando a margine del vertice. “La Via della Seta aumenterà l’export delle nostre eccellenze nel mercato euroasiatico, cresceranno i nostri imprenditori, le nostre aziende e aumenterà il lavoro. Questo è uno scatto in avanti dell’Italia, un cambio di passo verso il futuro”, ha aggiunto il capo politico M5S.

“La ’Via della Seta’ si firmerà – ha poi ribadito Di Maio parlando con i cronisti -. E’ un memorandum che permetterà alle nostre imprese di esportare più Made in Italy nel mondo e quindi anche in Cina. E questa è una buona occasione per la nostra economia e le nostre aziende”. Ho letto che gli Stati Uniti sono preoccupati” per l’intesa ma “non hanno ragione di preoccuparsi perché restano il nostro principale alleato. Anzi: io ho apprezzato a suo tempo Trump quando ha detto ’America First’. Allora io dico adesso ’Italia First’: miriamo a tutelare gli interessi dei nostri imprenditori che vogliono portare il Made in Italy nel mondo. Facciamolo firmando degli accordi commerciali che non sono accordi politici, ma restiamo alleati degli Usa, restiano nella Nato e all’interno del Patto dei Paesi occidentali” ha aggiunto il vicepremier, che ha poi smentito lo “scambio” con la Lega tra la firma del memorandum con la Cina e il via libera agli F35. “Il dossier F35 è nelle mani del presidente Conte e della ministra Trenta”, ha sottolineato il capo politico del M5S.

IL DOSSIER 5G – Nel corso del vertice di questa mattina è stato discusso rapidamente anche il dossier 5G, capitolo che, viene spiegato da fonti di governo M5S, “è assolutamente sconnesso” dal Memorandum sulla Via della Seta. E’ stato trovato un accordo per la Golden Power. “Siamo molto preoccupati anche noi, insieme agli Usa. Sulle telecomunicazioni saremo vigili”, ha assicurato Di Maio. “Rafforzeremo la golden power per rafforzare gli interessi nazionali” ha affermato Conte. La partita del 5G non riguarda solo gli operatori cinesi ma tutti gli operatori ed “è una partita che stiamo seguendo. Stiamo adottando tutte le contromisure” ha spiegato il premier, ribadendo che “sono questioni molto sensibili per l’interesse nazionale e richiederemo, imporremmo tutte le cautele, tutte le misure proattive. E’ un asset strategico”.

Reddito, stretta su genitori single e conviventi

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Via libera alla stretta su genitori single e conviventi che cambiano i dati anagrafici, ai fini della richiesta del reddito di cittadinanza. Le commissioni Lavoro e Affari sociali della Camera hanno approvato l’emendamento delle relatrici al decreto legge Rdc e Quota 100 che introduce l’obbligo di presentare l’Isee dei genitori di minorenni insieme anche se non risultano vivere nella stessa residenza.

La stretta riguarda anche coloro che vivono sotto lo stesso tetto ma hanno modificato i dati anagrafici per non risultare conviventi. Le modifiche, si spiega nella relazione che accompagna il provvedimento, si rende necessaria per evitare “comportamenti opportunistici”. Nella notte sono stati approvati due emendamenti del governo, sul reddito di cittadinanza per i disabili e sulle assunzioni nei beni culturali.

ASSUNZIONI PER I CONTROLLI – Allo scopo di potenziare le attività di controllo e di monitoraggio’’, affidate alla Guardia di finanza sul reddito di cittadinanza, ’’la relativa dotazione organica del ruolo ispettori è incrementata di 100 unità’’. E’ quanto prevede un emendamento al decreto legge, presentato delle relatrici nelle commissioni Lavoro e Affari sociali d ella Camera. “Incrementeremo di 100 unità il ruolo degli Ispettori della Guardia di Finanza, al fine di potenziare le attività di monitoraggio e controllo legate all’attuazione del Reddito di Cittadinanza” ha detto il sottosegretario di Stato all’Economia e delle Finanze, Laura Castelli. “Come noto, il governo – sottolinea- intende garantire il rispetto di tutte le disposizioni contenute ed il contrasto ad ogni forma di abuso. Dimostreremo, anche attraverso questa nuova previsione normativa, che il Reddito di Cittadinanza ha l’obiettivo di reinserire le persone nel mondo del lavoro, e non lasciarle sul divano, come invece qualcuno ama raccontare”.

DOMANDE E PATRONATI – I patronati potranno ricevere le domande dei redditi di cittadinanza. Le commissioni Affari sociali e Lavoro della Camera hanno approvato un emendamento al decreto legge Rdc e Quota 100, presentato dalle relatrici, che include tra le richieste che potranno essere presentate negli istituti, oltre a quelle già previste per le pensioni di cittadinanza, anche quelle relative al reddito.

Salvini ’blinda’ i marchi storici

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Una norma per la tutela dei marchi italiani, quelli storici, con oltre 50 anni. E’ la proposta di legge presentata oggi da Matteo Salvini alla Camera, insieme al capogruppo del Carroccio a Montecitorio, Riccardo Molinari e alla presidente delle Commissione per le Attività produttive, Barbara Saltamartini. “Se vuoi continuare a usare quel marchio storico, che è un valore aggiunto, devi mantenere la produzione in Italia” spiega il vicepremier.

“Se poi vuoi aprire con il nome della Pernigotti o della Borsalino aziende in Russia o Cina, devi comunque mantenere la produzione in Italia per conservare il marchio storico”, aggiunge Salvini. Parlando della proposta, il vicepremier la definisce “uno strumento di difesa del made in Italy e delle aziende italiane, che dobbiamo difendere con le unghie, con i denti e con il buon senso”. “Se produci cioccolato in Turchia – dice riferendosi al caso della Pernigotti, azienda piemontese rilevata da gruppi di quel paese – ci metti allora una etichetta così grande dove scrivi ’Made in Turchia’, cosa che oggi l’Europa impedisce”.

“L’etichettatura obbligatoria dei prodotti, quando andremo al governo, dell’Europa sarà una delle nostre prime preoccupazioni, gli equilibri che verranno fuori dopo il 26 maggio metteranno al primo posto il lavoro”, conclude il leader leghista.

L’Aquila, si dimette sindaco Biondi

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“Con la serenità, il senso di responsabilità e il rispetto che si deve alla comunità aquilana, ho deciso di rassegnare le dimissioni da sindaco. Il governo nazionale, ma anche le forze politiche locali, sembrano non dare la dovuta attenzione all’Aquila e al suo territorio, nonostante il decennale del sisma sia alle porte”. Lo sottolinea in una nota il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondiannunciando le sue dimissioni. “Una ricorrenza che segna una fase estremamente delicata della rinascita, che ha più che mai bisogno di impegni chiari, di prospettive e di uno sforzo condiviso, che faccia prevalere l’interesse della collettività, rispetto a quello dei singoli”, aggiunge.
“Accolgo con dispiacere la notizia delle dimissioni del sindaco de L’Aquila, Pierluigi Biondi. Ma lo invito a non scaricare sul governo responsabilità che non ci appartengono“, dichiara Vito Crimi, sottosegretario per la ricostruzione post Terremoto. “Proprio ieri ho personalmente garantito che la prossima settimana sarà varato il decreto sisma, il quale prevede un finanziamento di 10 milioni di euro a copertura delle minori entrate del comune aquilano. Spero che la scelta del sindaco non sia una scusa per nascondere i problemi di maggioranza interna all’amministrazione locale’’.

Ristrutturazione 5S in stand by

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(Ileana Sciarra) – Si allungano i tempi della ’ristrutturazione’ del M5S, il restyling annunciato da Luigi Di Maio subito dopo la debacle in Abruzzo e la frenata alle urne in Sardegna. “Nei prossimi giorni avvieremo una raccolta delle proposte degli iscritti che durerà una settimana”, aveva annunciato il capo politico del Movimento in una conferenza stampa definita ’storica’ dai suoi stessi organizzatori. Ma da allora 16 giorni sono trascorsi e sulla piattaforma Rousseau della discussione degli attivisti grillini non c’è alcuna traccia.

Ma anche se la ristrutturazione appare in stand-by, dietro le quinte del Movimento qualcosa si muove. A quanto apprende l’AdnKronos, ci sarebbe innanzitutto un confronto “aperto e costruttivo” tra Di Maio e il presidente della Camera Roberto Fico sul futuro del M5S, ovvero sulla metamorfosi annunciata dal vicepremier – a partire dall’apertura alle liste civiche – in un post sul blog delle stelle datato 13 febbraio. Anche Fico, considerato una ’colonna storica’ del Movimento e di quella visione ’ortodossa’ della prima ora, si interroga sulla mutazione che potrebbe investire la creatura di Grillo e Casaleggio nei mesi a venire e, su questo, si starebbe confrontando in modo franco con Di Maio. C’è chi parla addirittura di una controproposta di Fico, anche se dal suo entourage smentiscono seccamente.

Sotto traccia, poi, il lavorio del quartier generale del M5S, riconducibile all’associazione Rousseau ’di stanza’ a Milano. Lunedì scorso l’ultima riunione operativa, subito prima – nel weekend – il confronto tra Di Maio e Davide Casaleggio, che in merito alla ’rivoluzione’ del Movimento non ha mai nascosto i propri dubbi. Anche se, viene assicurato, i ritardi nella consultazione della base sarebbero legati all’appuntamento del villaggio Rousseau dello scorso fine settimana e la volontà di non oscurare l’evento.

Sta di fatto, viene spiegato dai beninformati, che i tempi della riorganizzazione saranno lunghi, molto lunghi. “La struttura non la metti in piedi dall’oggi al domani”, è il ragionamento. E mentre Di Maio appare più pragmatico, complice un Movimento che per lo più grava sulle sue spalle, Casaleggio junior vorrebbe recuperare l’anima più movimentista dei 5 Stelle, che in parte appare smarrita dall’esperienza di governo.

E’ poco convinto il presidente dell’associazione Rousseau – ora assieme a Di Maio fondatore della neo associazione M5S – che una riforma radicale del Movimento sia la mossa giusta per uscire dall’angolo. Piuttosto è portato a pensare – anche da un’attenta analisi dei dati elettorali – che la perdita di consenso registrata alle ultime consultazioni non sia legata a carenze strutturali, ma indichi la necessità di recuperare l’anima del Movimento, puntando su quei temi -e in questo Grillo sarebbe d’accordo con lui- che hanno costituito l’ossatura dei 5 Stelle.

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16 Marzo 2019