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“Non avrò pace finché tutti bimbi non saranno a casa”

“Non avrò pace finché tutti bimbi non saranno a casa”

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’’E’ evidente che non vengo qui per attaccare Renzi o Zingaretti, non mi interessa il colore politico, qui ci sono da salvare dei bimbi’’. Così il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha concluso la girandola di risposte ai cronisti che lo hanno incalzato a margine dell’intervento pubblico in piazza del Municipio, a Bibbiano. ’’Non avrò pace fino a che l’ultimo bambino in Italia sottratto ingiustamente alle famiglie non tornerà a casa da mamma e papà’’, aveva esordito Salvini. Oggi, come riporta la Gazzetta di Reggio, quattro piccoli, coinvolti nell’inchiesta ’Angeli e Demoni’ sono tornati a casa, nelle loro famiglie naturali, per disposizione del tribunale dei Minori di Bologna.’’Non mi interessa fare un ragionamento di partito – aggiunge -. Temo che con la commissione di inchiesta, schifezze, falsità, truffe emergeranno in tante città italiane, in tante case famiglia italiane”. “Conosco tante realtà cattoliche che trattano questi figli come se fossero i loro figli – puntualizza Salvini – che effettivamente vengono portati via da situazioni di degrado e violenza. Non bisogna fare di tutta l’erba un fascio’’. Dunque il passaggio sulla condizione dell’infanzia nei villaggi attrezzati per rom. ’’Ogni volta che vado a visitare un campo rom – dice Salvini – mi domando perché i tribunali dei Minori non vadano nei campi rom a portare via quei bimbi. I servizi sociali sono implacabili con i genitori italiani che hanno perso il lavoro e hanno qualche problema a pagare le bollette, mentre per chi educa i figli al furto fin da quando hanno un anno è tutto normale così’’.

“Spero che nei prossimi mesi Bibbiano torni a essere un Comune che uno cerca per i valori, per il lavoro” auspica il vicepremier Salvini. “Non meritate di essere conosciuti nel mondo come la comunità degli orchi o dei ladri di bambini. Ma se qualcuno ha sbagliato sulla pelle di un bambino deve pagare doppio”. “In un Paese civile – ha aggiunto Salvini – prima di portare via un bimbo da casa le devi aver provate tutte – assicura – Mentre ho visto che grazie all’interrogazione della Lega in Regione, solo negli ultimi anni, in Emilia Romagna sono stati 10mila i bambini portati via dai loro genitori. Andremo fino in fondo. Chi è stato portato via con l’inganno e con la truffa da mamma e papà deve poter tornare da loro”. Su questo, “spero che la politica si unisca”, invoca Salvini. In Senato, aggiunge, “tutti hanno sostenuto la commissione di inchiesta”. “Mi vengono segnalazioni di abusi anche da parte di altre città, da Nord a Sud. Va rivisto il diritto di famiglia e l’affido condiviso – è il parere del ministro dell’Interno – vanno rimessi al centro i bambini. Sicuramente qui più di una mamma o un papà mi hanno detto, ’si sapeva’. Chiedo a chiunque sia a conoscenza di altri abusi, in qualunque parte d’Italia, di segnalarli al ministero dell’Interno, anche dietro anonimato e faremo tutte le verifiche del caso”. “Ho sentito il presidente della commissione Giustizia del Senato: entro la pausa estiva, entro i primi giorni d’agosto, verrà approvata dal Senato una commissione d’inchiesta sulle case famiglia in tutta Italia – assicura -. C’è un ddl della presidente della commissione parlamentare sull’Infanzia” Licia Ronzulli “e anche questo sta procedendo”.

Il passaggio del ministro dell’Interno Matteo Salvini nel paese al centro dell’inchiesta ’Angeli e demoni’ sui presunti affidi pilotati di bambini si è concluso con un bagno di folla. Terminato il discorso pubblico, il ministro dell’Interno è stato acclamato dai genitori dei bimbi vittime del sistema illecito di gestione degli affidi scoperchiato dall’operazione dalla procura e dai carabinieri. ’’Matteo, Matteo, vogliamo giustizia’’, invocano le madri e i padri di Bibbiano oltre le transenne. Salvini si avvicina. Li ascolta ancora, stringe decine di mani. Finché un’anziana non si sporge e lo bacia sulla guancia.

In serata l’altro vicepremier Luigi Di Maio da Napoli ha detto che presto sarà a Bibbiano con “il ministro Bonafede”. Il ministro “illustrerà la squadra speciale che si occupa di tutela dei minori. E’ veramente vergognoso il silenzio del Partito democratico. Renzi dice che gli faccio schifo, a me fa schifo il loro silenzio sul caso Bibbiano”.

“La proposta di legge a mia firma affronta e risolve tutte le criticità della legge attuale” promette Licia Ronzulli, presidente della commissione bicamerale Infanzia e vicepresidente dei senatori di Forza Italia, in una intervista a SkyTg24. “Sono norme che tutelano anche gli operatori del settore perché non lasciano spazio a dubbi o incertezze, chiudono il business che ha dato vita a episodi corruttivi e mette fine all’incredibile fenomeno dei bambini allontanati dalle famiglie perché queste sono povere, quando poi i Comuni pagano rette altissime per mantenere quegli stessi bambini nelle case famiglia o presso famiglie affidatarie”.

Sicurezza bis, governo pone fiducia

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Il governo ha posto la fiducia sul decreto sicurezza bis in Aula, alla Camera, nel testo approvato dalle commissioni. Lo ha annunciato il ministro dei Rapporti con il Parlamento, Riccardo Fraccaro.
La Camera voterà la fiducia domani pomeriggio, secondo quanto stabilito dalla conferenza dei capigruppo di Montecitorio. L’aula riprenderà l’esame del decreto dalle 16 e intorno alle alle 17.15 è previsto l’avvio della chiama per il voto di fiducia che, quindi, si terrà nel tardo pomeriggio.
Slitterà così a giovedì il voto finale sul provvedimento. La Camera si riunirà dalle 9, ma dalle 11 alle 13.30 è già prevista una pausa dei lavori in coincidenza con la Conferenza programmatica di Fratelli d’Italia. Infine, la capigruppo ha previsto una deroga per consentire lo svolgimento domani alle 15 previsto ’premier time’, le interrogazioni a risposta immediata del presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

“Abolizione canone distruggerebbe la Rai”

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La proposta di legge sull’abolizione del canone Rai targata M5S “potrebbe distruggere quel poco di buono rimasto del servizio pubblico ed è stata fatta in segreto”. Lo dice all’Adnkronos il senatore del M5S Alberto Airola, che ha rassegnato le sue dimissioni da membro della Commissione di Vigilanza. “Una proposta del genere – osserva il parlamentare piemontese – si fa dopo una riforma della governance, dopo una riforma della Rai che miri a sostenerla in parte con la pubblicità e in parte no, altrimenti è un fulmine a ciel sereno per il servizio pubblico, la cui indipendenza economica è fondamentale”.

“In questo momento, mentre abbiamo un nuovo amministratore delegato che ha proposto finalmente una riforma che potrebbe portare la Rai verso la famosa media company, arriva questa mazzata, che di fatto affosserebbe il progetto, rendendo la Rai una tv commerciale e costringendola a fare programmi per fare audience”, rimarca ancora Airola puntando il dito contro una sua collega di partito.

“Questa proposta arriva da Maria Laura Paxia, la quale non ne ha parlato con noi. L’ha elaborata con Luigi Di Maio”. Lo scopo della legge? “Sicuramente – risponde il senatore M5S – il canone è una delle tasse più invise, quindi l’abolizione porta consenso. Ma così la Rai non si riforma. Un’operazione del genere spalancherebbe le porte a una privatizzazione”.

Le dimissioni sono state annunciate dallo stesso Airola all’Adnkronos, precisando che si tratta di “dimissioni ancora sospese perché diversi miei colleghi mi chiedono di rimanere”. La decisione, spiega il grillino, è dovuta a due motivi: “Il primo è che la Vigilanza non serve a nulla, altrimenti non avremmo più Fazio in tv, visto che in passato abbiamo fatto un atto di indirizzo per chiedere alla Rai di non comprare da agenti esterni. Ma queste indicazioni vengono interpretate e gestite come vogliono loro. La seconda ragione è che, adesso che governiamo, pensavo di poter incidere maggiormente. Sicuramente con una legge sulla governance, che era da fare immediatamente, avrei potuto dare il mio contributo per proteggere l’ad dall’attacco dei partiti. Purtroppo non sono stato mai interpellato su nulla, evidentemente non servo”.

“Al via abbattimento sopraelevata tangenziale Tiburtina”

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“Un’attesa lunga vent’anni e che ora è giunta a conclusione. Lunedì 5 agosto inizieranno i lavori, che porteranno all’abbattimento del tratto sopraelevato di circa 500 metri della Tangenziale Est, davanti alla stazione Tiburtina. È un intervento storico per la città di Roma”. Lo afferma la sindaca di Roma Virginia Raggi in post sul suo profilo Facebook.

“Nei 450 giorni di lavoro, previsti divisi in dodici fasi – prosegue – saranno chiusi gli accessi alle rampe del tratto interessato dai cantieri, davanti allo scalo ferroviario. È stata già predisposta la viabilità locale alternativa per le auto, che potranno raggiungere San Giovanni o lo stadio Olimpico, utilizzando le complanari laterali o la Circonvallazione Interna, ovvero il tratto sotterraneo della Tangenziale Est. Nei prossimi giorni saranno fornite ulteriori informative ai cittadini e verranno realizzati cartelloni sulla realizzazione dei lavori”.

“Il progetto sull’abbattimento della Tangenziale Est ha un’origine lontana, risalente al 2000 – ricorda la sindaca – essendo previsto nell’accordo di programma sul piano di assetto della Stazione Tiburtina. Lungaggini burocratiche, volontà politiche, difficoltà di progettazione e realizzazione hanno rischiato di far naufragare l’intervento. Ora l’area sarà sottratta al degrado, riqualificata e restituita ai cittadini con un volto nuovo”.

“Decisione gip su Carola errata”

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(Elvira Terraova) – La scarcerazione di Carola Rackete, la comandante della nave Sea watch, decisa dal gip di Agrigento Alessandra Vella, per la Procura di Agrigento è una “conclusione contraddittoria, errata e non adeguatamente motivata”. Ecco, quanto scrivono il Procuratore Luigi Patronaggio e i pm della Procura, nel ricorso presentato in Cassazione contro la mancata convalida dell’arresto della capitana tedesca, che nel frattempo è tornata in Germania. Nel documento, di cui è in possesso l’Adnkronos, i magistrati spiegano i motivi per i quali Carola Rackete avrebbe dovuto restare agli arresti domiciliari.

Secondo i pm, il gip nella sua ordinanza del 2 luglio “avrebbe dovuto verificare se rispetto alla condotta contestata” alla comandante “il dovere di soccorso invocato potesse avere efficacia scriminante”. Carola Rackete era stata arrestata il 29 giugno dopo avere disatteso l’ordine della Guardia di Finanza di entrare nel porto di Lampedusa.

Il gip, per la Procura, “si è limitato ad affermare tout court che legittimamente Carola Rackete avesse agito poiché spinta dal dovere di soccorrere i migranti. L’impostazione offerta dl gip – scrivono i pm – sembra banalizzare gli interessi giuridici coinvolti nella vicenda e non appare condivisibile la valutazione semplicistica offerta dal giudicante”. Per la Procura la scarcerazione “è errata in ragione della tipologia di controllo che egli è chiamato ad effettuare in sede di valutazione di legittimità dell’arresto in flagranza operato dalla Polizia giudiziaria”.

“Nel caso di resistenza operata da Carola Rackete – scrive la Procura – si dubita che l’adempimento el dovere di soccorso dei migranti possa giungere a scriminare anche la condotta del 29 giugno scorso”. Ma i magistrati dicono anche di essere “consapevoli della complessità delle questioni sollevate”, ma sottolineano che “l’ordinanza di non convalida dell’arresto del gip è risultata essere viziata per violazione di legge, mancanza e contraddittorietà della motivazione, in quanto, dopo avere operato complesse valutazioni in diritto, non ha provveduto correttamente a valutare gli elementi di fatto e di diritto relativi alla configurabilità della causa di giustificazione, né ha motivato adeguatamente le ragioni per le quali ha ritenuto di applicarla nel caso di specie”.

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24 Luglio 2019