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Fondi per il muro, vittoria di Trump

Fondi per il muro, vittoria di Trump

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Importante vittoria di Donald Trump alla Corte Suprema che ha ritenuto legittima la sua decisione di stornare i fondi del Pentagono per la costruzione del Muro. Con una decisione presa a maggioranza, cinque voti favorevoli e quattro contrari, la Corte ha infatti rovesciato le precedenti sentenze di un giudice federale e di una Corte d’appello che avevano impedito all’amministrazione Trump di usare 2,5 miliardi di dollari del bilancio della Difesa per avviare la costruzione del controverso Muro sul confine meridionale.

L’intervento della Corte – dove ora vi è una maggioranza di giudici di orientamento conservatore, due dei quali nominati da Trump – è arrivato su richiesta degli avvocati dell’amministrazione che hanno chiesto un intervento d’urgenza perché dopo il 30 settembre prossimo, fine dell’anno fiscale in corso, questi fondi non sarebbero stati più a disposizione.

La maggioranza conservatrice della Corte ha rovesciato le sentenze di grado inferiore che avevano accolto i ricorsi dell’associazione ambientalista Sierra Club e delle comunità locali che affermavano che lo storno dei fondi del Pentagono sarebbe stata una violazione della legge federale. Ora invece la maggioranza della Corte ha stabilito che l’amministrazione “ha provato in modo sufficiente” la legittimità della sua decisione.

Subito dopo l’annuncio della sentenza, Trump ha esultato via Twitter: “una grande vittoria per la sicurezza sul confine ed lo stato di diritto!”. Ma per la coalizione che si oppone alla costruzione del Muro la “lotta non è finita”. “Noi chiederemo alle corti d’appello di velocizzare i processi in corso per fermare i danno irreversibile ed imminente costituito dal Muro di Trump”, ha dichiarato Dror Ladin, legale dell’American Civil Liberties Union sottolineando come a rischio vi sia lo stesso principio costituzionale della separazione tra potere esecutivo e legislativo, che ha l’autorità di stanziare i fondi.

Dello stesso tenore la dichiarazione della Speaker della Camera, Nancy Pelosi, che ha sottolineato come la decisione della Corte permetta all’amministrazione Trump di “rubare i fondi ai militari per spenderli per l’inutile spreco della costruzione di un Muro bocciata dal Congresso”.

Libia, raid di droni Haftar su Misurata

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L’aviazione dell’autoproclamato Esercito nazionale libico(Lna) guidato dal generale Khalifa Haftar ha condotto all’alba raid aerei con l’utilizzo di droni contro l’accademia dell’aeronautica a Misurata . Lo ha riferito il portale d’informazione ’Libya Observer’, precisando che si tratta dei primi raid aerei contro la città dall’inizio dell’offensiva lanciata da Haftar contro Tripoli a inizio aprile. I raid, secondo il portale, sono la risposta agli attacchi aerei condotti dal governo di concordia nazionale sulla base aerea di al-Jufra.

Le forze fedeli all’uomo forte della Cirenaica, sempre secondo ’Libya Observer, hanno annunciato di aver distrutto “droni turchi” ed un “sistema di difesa aereo”. Fonti dell’Accademia dell’aeronautica di Misurata hanno dichiarato invece che i raid non hanno provocato danni. Una fonte dell’Esercito nazionale libico ha affermato al portale di informazione ’Libyan Address’, ritenuto vicino a Haftar, che sono stati eseguiti raid contro posizioni di “milizie estremiste”. La fonte ha confermato che nel bombardamento è stata presa di mira la “Sala delle Operazione turca nella base aerea di Misurata” dove, sottolinea ’Libyan Address’, “ufficiali turchi azionano i droni”.

“Nessun militare italiano è rimasto coinvolto” nell’attacco della notte scorsa contro l’aeroporto di Misurata. Lo sottolinea lo Stato Maggiore della Difesa, precisando che “le infrastrutture in uso al contingente militare italiano non hanno subito danni”. Il contingente italiano in Libia opera nell’ambito della missione bilaterale di assistenza e supporto (Miasit) al Paese nordafricano “in armonia con le linee di intervento definite dalle Nazioni Unite. Il contingente comprende personale con compito di assistenza e supporto sanitario, formazione, addestramento, consulenza e mentoring. A Tripoli – viene rilevato – opera, inoltre, una nave della Marina Militare con compiti di supporto tecnico logistico alle forze marittime libiche nell’ambito dell’operazione nazionale ’Mare Sicuro’”.

Filippine, morti e feriti per sisma

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E’ di almeno otto morti è 60 feriti il bilancio provvisorio di una serie di forti scosse sismiche registrate oggi nel nord delle Filippine. Il primo terremoto si è avuto poco dopo le 4 del mattino, ore locali, con l’epicentro nei pressi di Itbayat, nella provincia di Batanes, a circa 700 chilometri a nord di Manila. Tre ore dopo nella stessa area la seconda scossa, di magnitudo 5,9, alla quale ha fatto seguito, due ore dopo, un’altra, della stessa intensità, con epicentro nei pressi della vicina cittadina di Basco.

Si contano cinque vittime della prima scossa, rimaste sepolte sotto le macerie delle proprie abitazioni, e tre delle successive. Molti gli edifici e le abitazioni danneggiate e gran parte dei residenti della cittadina, circa 3mila persone, hanno lasciato le proprie case. “Il luogo più sicuro dove stare è fuori dalle proprie case, la maggior parte delle persone rimaste uccise stavano dormendo e sono rimaste sepolte nei crolli”, ha dichiarato Roldan Esdicul, a capo della protezione civile della regione.

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28 Luglio 2019