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Gilet gialli, silurato prefetto di Parigi

Gilet gialli, silurato prefetto di Parigi

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Il prefetto di Parigi, Michel Delpuech, verrà sostituito nei prossimi giorni. Lo ha annunciato il premier francese Edouard Philippe. La decisione arriva dopo le violenze che sabato hanno sconvolto la capitale durante le proteste dei gilet gialli.

Oltre alla rimozione del prefetto, che potrebbe essere formalizzata mercoledì quando si riunirà il governo, Philippe ha annunciato un giro di vite nella gestione dell’ordine pubblico. “Da sabato prossimo, ogni volta che sarà necessario, proibiremo manifestazioni” promosse “dai gilet gialli, nelle zone che sono già state gravemente danneggiate, non appena capiremo che sono presenti elementi radicalizzati pronti ad atti di violenza”. Le misure potrebbero quindi riguardare “gli Champs-Élysées di Parigi, Place Pey-Berland a Bordeaux, Place du CapitoleCapitole a Tolosa”, dove “procederemo alla dispersione immediata di tutti gli assembramenti”.

Isis: “Ucciso crociato italiano”

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Il sedicente Stato islamico (Is) ha annunciato di aver ucciso un “crociato” italiano durante la battaglia a Baghuz, località della Siria nordorientale teatro dello scontro tra l’organizzazione jihadista e le Forze democratiche siriane (Fds), alleanza curdo-araba sostenuta dagli Stati Uniti.

In una serie di immagini diffuse online e ’firmate’ al-Barakah, l’area della Siria orientale che era sotto il controllo dell’Is, la formazione jihadista pubblica alcuni documenti che sostiene appartengano all’uomo ucciso, Lorenzo Orsetti : si tratta di una tessera sanitaria e di una carta di credito. L’Is pubblica anche una foto, in bianco e nero, che ritrae l’uomo senza vita. Negli ultimi tempi numerosi volontari stranieri si sono uniti alle Fds per combattere i soldati del ’califfato’.

LO STRAZIO DEI GENITORI – “Mi ha telefonato il suo comandante curdo e mi ha detto che Lorenzo è morto insieme a tutti quelli del suo gruppo in un contrattacco dell’Isis stamani – ha detto il padre Alessandro Orsetti -. Lorenzo è caduto in battaglia. Sembra che il suo gruppo sia stato accerchiato: era con una unità araba, ma non so cosa significhi esattamente da un punto di vista militare. Li hanno uccisi tutti”. “Spero adesso che questa sua morte voglia poter dire qualcosa per la causa dei curdi – ha aggiunto il padre – Lorenzo cercava una causa in cui coinvolgersi, non sopportava di stare, come diceva lui, nel menefreghismo. Desiderava dare una svolta alla sua vita e già tre-quattro anni fa si interessava dei curdi e della loro condizione. Così è andato via per una causa, noi siamo contenti per lui, perché in fondo ha fatto una scelta importante”. “Certamente noi eravamo contrari alla sua scelta – ha affermato Alessandro Orsetti – non gli si poteva dire ’vai, è bello’, però abbiamo capito che per lui era una scelta per dei valori in cui credeva. E il popolo curdo merita che si faccia qualcosa nella sua lotta contro l’Isis e il fascismo. L’ultima volta che lo abbiamo sentito gli abbiamo detto ’torna a casa, la battaglia è finita, vieni via, il tuo lo hai fatto”. “Ora l’unica cosa che mi resta da fare è andare a riprendere la salma di Lorenzo, perché voglio che mio figlio sia seppellito qui, a Firenze”, ha aggiunto la mamma di Lorenzo.

CHI ERA LORENZO ORSETTI – Fiorentino classe 1986, aveva lasciato il lavoro nell’alta ristorazione, dopo 13 anni, per seguire la causa curda. E’ stato cameriere, sommelier e cuoco. L’uomo, che militava tra le Forze siriane democratiche (Fds), aveva rilasciato di recente alcune interviste, usando il cognome ’Dellatullo’ e presentandosi con il nome di battaglia ’Tekoser’ (lottatore).

In un’intervista al ’Corriere Fiorentino’, l’anno scorso, aveva raccontato così la motivazione della sua decisione di partire per la Siria al fianco dei curdi: “Mi chiamo Lorenzo, ho 32 anni, sono nato e cresciuto a Firenze. Ho lavorato per 13 anni nell’alta ristorazione: ho fatto il cameriere, il sommelier, il cuoco. Mi sono avvicinato alla causa curda perché mi convincevano gli ideali che la ispirano, vogliono costruire una società più giusta più equa. L’emancipazione della donna, la cooperazione sociale, l’ecologia sociale e, naturalmente, la democrazia. Per questi ideali sarei stato pronto a combattere anche altrove, in altri contesti. Poi è scoppiato il caos ad Afrin e ho deciso di venire qui per aiutare la popolazione civile a difendersi”.

ORSETTI SU FB, ’CERTO DI STARE DALLA PARTE GIUSTA’ – “E mentre in Italia provano a trattarci da terroristi, noi continuiamo con il nostro lavoro – scriveva coì sui social Lorenzo Orsetti -, ogni giorno sempre più certi di stare dalla parte giusta”. “Meglio aggiungere vita ai giorni che giorni alla vita”, il motto che aveva scelto per raccontarsi. Su Facebook ’Orso Dellatullo’, in foto in mimetica mentre imbraccia un kalashnikov, raccontava la sua ’battaglia’ per la causa curda con lunghi post dal fronte. “Partiamo in fretta e furia – scriveva il 28 febbraio il 33enne fiorentino che combatteva con le Forze siriane democratiche (Fds) – del resto in accademia c’è stato insegnato che in un minuto e mezzo dobbiamo esser pronti a tutto. Mi ero fidato di ’livemap’, credendo fosse Marashidah l’ultima città rimasta, invece scopro che è a Baghoz che si chiuderà questa storia. Ci ritroviamo nel solito quartier generale, a fianco dell’hotel dismesso nel centro di Hajin. Mangiamo e beviamo con i comandanti, mentre c’illustrano i progressi fatti su un tablet. Neanche il tempo di finire che entra Marwuan: ’Allora noi andiamo’ dice al comandante di zona. Colgo l’occasione al volo, ’posso andare con loro?’ domando. Si scambiano un’occhiata, poi Marwuan fa cenno di sì con la testa. “Uao! è stato facile a ’sto giro” penso tra me e me””. Il suo ultimo post è del 12 marzo. “A quanto pare diverse case-trincee-tunnel sono rimaste. Non me lo faccio dire due volte – scriveva – se tutto va bene domani riparto!”. Ora sono centinaia i messaggi di addio a commento del suo ultimo messaggio affidato ai social. “Ciao orso”, scrivono in tanti, “grazie per il tuo coraggio, non scorderemo mai quello che hai fatto”, “Non ci sono parole! Grazie per il coraggio che hai dimostrato per portare avanti i nostri ideali!”.

IL TESTAMENTO – “Ciao, se state leggendo questo messaggio è segno che non sono più a questo mondo – scrive Orsetti in un messaggio testamento diffuso su Fb da un suo amico Davide Grasso -. Beh non rattristatevi più di tanto, mi sta bene così; non ho rimpianti, sono morto facendo quello che ritenevo più giusto, difendendo i più deboli e rimanendo fedele ai miei ideali di giustizia, uguaglianza e libertà. Quindi nonostante questa prematura dipartita, la mia vita resta comunque un successo e sono quasi certo che me ne sono andato con il sorriso sulle labbra. Non avrei potuto chiedere di meglio”. “Vi auguro tutto il bene possibile e spero che anche voi un giorno (se non l’avete già fatto) decidiate di dare la vita per il prossimo – continua il messaggio di Lorenzo Orsetti – perché solo così si cambia il mondo. Solo sconfiggendo l’individualismo e l’egoismo in ciascuno di noi si può fare la differenza. Sono tempi difficili, lo so, ma non cedete alla rassegnazione, non abbandonate la speranza; mai! neppure un attimo. Anche quando tutto sembra perduto, e i mali che affliggono l’uomo e la terra sembrano insormontabili, cercate di trovare la forza, di infonderla nei vostri compagni. È proprio nei momenti più bui che la vostra luce serve. E ricordate sempre che ’ogni tempesta comincia con una singola goccia’. Cercate di essere voi quella goccia. Vi amo tutti spero farete tesoro di queste parole. Serkeftin!” Il termine “Serkeftin” è la parola curda che significa “vittoria”. Il messaggio è firmato ’Orso, Tekoser, Lorenzo”.

Utrecht, spari sul tram: arrestato sospetto

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Paura a Utrecht, in Olanda, dove un uomo ha sparato sui passeggeri a bordo di un tram. Tre morti e 5 feriti – di cui 3 gravi – secondo quanto riferisce il sindaco, Jan von Zanen, è il bilancio accertato. Il presunto autore della sparatoria è stato arrestato dalla polizia.

In una conferenza stampa, tenuta prima che fosse diffusa la notizia dell’arresto di Gökmen Tanis, 37enne di origine turca, il procuratore ha affermato che non sono state ancora accertate con certezza le motivazioni dell’uomo e che avrebbe potuto agire per “ragioni familiari”. Dopo l’arresto del principale sospetto dell’attacco, i responsabili dell’anti-terrorismo olandese hanno abbassato il livello di allerta nella città da 5, che è il massimo, a 4, come il resto del Paese.

Rutger Jeuken, dell’ufficio del Procuratore, ha confermato che si sta lavorando alla pista terroristica ma non si escludono altre possibili altre piste. “Sulla base delle dichiarazioni e delle prove raccolte stiamo prendendo in considerazione il movente terroristico – ha detto – ma non possiamo escludere altri moventi”. Anche il primo ministro olandese, Mark Rutte, ha indicato che il movente del killer “non è ancora del tutto chiaro”. E “vi sono molte domande e voci” ha ammesso il premier.

foto notizia v Secondo quanto riportato dall’agenzia turca Anadolu, citando familiari del sospetto, l’uomo avrebbe sparato per uccidere una donna per “motivi personali” e avrebbe poi sparato sulle altre persone che cercavano di soccorrere la vittima. Un processo per stupro, relativo a fatti avvenuti nel 2017, a suo carico è iniziato appena due settimane fa: era già stato accusato di minacce verso una donna, abusi verbali verso una donna, minacce alla polizia, oltre che a furto e rapina

LA DINAMICA– La sparatoria è avvenuta alle 10:45 mentre il tram si trovava nella piazza 24 Oktoberplein, dove vi sono numerosi capolinea di mezzi pubblici. La dinamica, tuttavia, non è stata ancora chiarita. Secondo quanto raccontato da un testimone citato dal sito ’Nu.nl’, “un uomo ha cominciato a sparare all’impazzata”. Un’altra persona ha raccontato all’emittente ’Nrc’ che mirava alla gente seduta sul tram. Il conducente, ha raccontato, non riusciva ad aprire le porte “ma due persone vicino a me hanno rotto i finestrini, così sono potuto uscire fuori”.

Tarrant vuole difendersi da solo

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Brenton Tarrant, il 28enne australiano accusato di aver ucciso 50 persone in due moschee di Christchurch, intende difendersi da solo in tribunale. Lo ha riferito Richard Peters, il legale che sabato ha rappresentato Tarrant alla sua prima comparizione in aula.

Intervistato dal New Zealand Herald, Peters ha detto di non essere più l’avvocato del suprematista bianco. Tarrant vuole difendersi da solo, ha spiegato il legale, aggiungendo di ritenere che il suo ex cliente non sia mentalmente instabile.

Il proposito di Tarrant fa temere che voglia usare la sua prossima comparizione in tribunale per proclamare il suo manifesto ideologico, proprio come fece uno dei suoi modelli, il norvegese Anders Breivik, che uccise 77 persone nel 2011. A ogni modo, Tarrant comparirà davanti all’Alta corte della Nuova Zelanda il prossimo 5 aprile.

Tra i dettagli emersi nelle ultime ore c’è poi l’acquisto da parte del killer di quattro armi con un’ordinazione via mail nella catena di neozelandese Gun city- Tra queste, tuttavia, non vi è l’arma automatica con la quale il 28enne ha sparato sulla folla. Secondo quanto ha riferito il direttore manageriale di Gun city, David Tipple, Tarrant ha comprato munizioni e quattro armi “con un processo di ordinazione via mail verificato dalla polizia”. “Non avevamo notato nulla di particolare rispetto a questo detentore di una licenza” per il porto d’armi, ha aggiunto Tipple, sottolineando che la vendita è avvenuta nel rispetto delle leggi vigenti in Nuova Zelanda.

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19 Marzo 2019