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Tav, “voto mozione non è su operato governo e premier”

Tav, “voto mozione non è su operato governo e premier”

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’’La votazione sulla mozione Tav, in programma domani al Senato, non prefigura in alcun modo un sindacato sull’operato del Governo né tantomeno sull’operato del presidente del Consiglio’’. E’ quanto si apprende da fonti di palazzo Chigi al termine del Consiglio dei ministri. Alla vigilia del voto previsto domani al Senato sulla mozione Tav proposta dal Movimento 5Stelle, si ricorda che ’’il tentativo di revisione del progetto Tav si è rivelato infruttuoso per la determinazione della Francia di proseguire nella realizzazione dell’opera e per la disponibilità della Commissione europea a integrare il finanziamento già stanziato’’.

Il Governo, si ricorda ’’in ragione degli accordi bilaterali già sottoscritti con la Francia e ratificati dal Parlamento italiano, non è in condizione di sottrarsi, con determinazione autonoma e unilaterale, agli impegni già assunti’’. ’’Ovviamente il Parlamento, nelle sue prerogative sovrane, potrà valutare diversamente, assumendosi la responsabilità di intraprendere un percorso finalizzato a impedire, in maniera unilaterale, la realizzazione dell’opera’’.

Salvini scrive a Conte: “Portare in Ue nostra strategia sui rimpatri”

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“Caro Giuseppe, il recente voto favorevole sul cosiddetto Decreto sicurezza bis rappresenta un indubbio successo per il Governo, ma soprattutto per il Paese, e premia l’impegno e la determinazione con la quale abbiamo perseguito questo obiettivo”. Lo scrive il ministro dell’Interno Matteo Salvini, in una lettera inviata al premier Giuseppe Conte, sul decreto sicurezza Bis e sui rimpatri.

“Tra gli aspetti più qualificanti del nuovo provvedimento normativo – rileva Salvini – vi è la creazione del fondo per le politiche di rimpatrio, istituito nello stato di previsione del ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Si tratta di uno strumento la cui attuazione potrà rivelarsi cruciale per l’affermazione del principio, più volte da noi condiviso, di premiare, anche attraverso idonee forme di cooperazione, quei Paesi terzi che collaborano nella riammissione di soggetti irregolari presenti sul territorio nazionale. Sono, peraltro, convinto che l’impostazione da noi seguita possa costituire un valido modello da esportare a livello di Unione europea, per ottenere quel salto di qualità nei rapporti di collaborazione sui rimpatri con i Paesi terzi, invocato da tutti gli Stati membri, ma ancora privo di concreti strumenti operativi”.

“In questa prospettiva, ritengo opportuna un’azione coordinata e sinergica del Governo in ogni sede europea, incluso il Consiglio europeo, per valorizzare la strategia italiana e favorire una sua riproduzione a livello di Unione – conclude – Ti sarei, in particolare, grato per gli interventi che riterrai opportuno intraprendere al fine di sensibilizzare ed orientare in questa direzione la nuova Commissione europea, la cui azione dovrà aprire la strada, da subito, ad un nuovo approccio verso le questioni migratorie. L’occasione mi è gradita per porgerti un cordiale saluto”.

Via libera a decreti su imprese e scuola

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Via libera del Consiglio dei ministri al decreto legge imprese, che contiene le misure per i rider e per le crisi aziendali. Il provvedimento, secondo quanto riferiscono fonti di governo M5S, sarà pubblicato in Gazzetta ufficiale il 28 agosto.

Via l’immunità e introduzione di un piano di tutele legali a ’scadenza’ è il contenuto della norma che riguarda l’ex Ilva. Secondo quanto si apprende il provvedimento ’’obbliga Mittal a rispettare il piano ambientale e risponderà della sicurezza dei lavoratori’’. Il piano di tutele legali ’a scadenza’, spiegano le fonti, sarà ’’strettamente vincolato al rispetto del piano ambientale’’, da parte dell’azienda, ’’secondo precise prescrizioni’’. Quindi ’’solo se l’azienda rispetterà le tempistiche, i criteri e le modalità di esecuzione del piano ambientale potrà usufruire di suddette tutele’’. ’’Rimane inalterata la responsabilità penale, civile e amministrativa conseguente alla violazione di norme poste a tutela della salute e delle questioni inerenti la sicurezza dei lavoratori – spiegano le fonti – Non sarà dunque prevista alcuna forma di tutela straordinaria per l’azienda, che risponderà di ogni incidente dovesse verificarsi secondo le norme e i principi di diritto penale ordinariamente applicabili nel nostro Paese’’.

“Abbiamo individuato una norma di equilibrio, che rivede la precedente forma di immunità generalizzata in un sistema di tutele a scadenza vincolate al rispetto del piano ambientale, in questo modo Mittal potrà operare ma sarà obbligata a rispettare le prescrizioni’’ ha affermato il ministro per lo Sviluppo economico, Luigi Di Maio, secondo quanto si apprende, nel corso del Cdm. ’’Se qualcuno pensava di riprendersi l’immunità rimarrà deluso, ma io non do l’immunità a chi ricatta i lavoratori e l’Italia’’, ha aggiunto il ministro, sottolineando che ’’Mittal non ha pagato, pochi giorni fa, 40 milioni di euro di canone, sta assumendo un atteggiamento ambiguo nonostante l’impegno del governo’’. ’’Non solo – ha proseguito Di Maio – non si sono presentati al sopralluogo del forno. Noi non possiamo accettare ricatti. La nostra norma è di equilibrio: salva lavoratori e ambiente e ora ci aspettiamo collaborazione”.

Dura la reazione dei Cinque stelle per il comizio di Matteo Salvini in concomitanza con il Cdm. ’’Mentre il governo è riunito a palazzo Chigi per approvare importanti provvedimenti che daranno sostegno a imprese e lavoratori, come ad esempio il decreto imprese, il ministro Salvini sta facendo un comizio ad Arcore. E’ assurdo’’ hanno riferito fonti del Movimento 5 Stelle. A stretto giro la replica del ministro dell’Interno: “Certo che se i Consigli dei ministri li convocassero per tempo, non cambiassero orario nella stessa giornata perché uno si prende i suoi impegni. Ma comunque l’importante è quello che si fa in Cdm”.

ASSUNZIONI SCUOLA – Stasera in Consiglio dei ministri è stato inoltre approvato il decreto legge scuola “salvo intese. Sono contento perché diamo una risposta forte al problema del precariato – ha detto il ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, uscendo dal Cdm – Avvieremo dei percorsi abilitanti speciali per tutti i docenti che negli ultimi 8 anni hanno svolto almeno 36 mesi di insegnamento e avvieremo delle procedure concorsuali”. Il provvedimento “permetterà a queste persone di avere un progetto di vita e quindi delle certezze e delle sicurezze”.

“Nella riunione di questa sera, il Consiglio dei ministri ha deliberato l’autorizzazione all’assunzione di nuove unità di personale del comparto scuola e Afam, richieste del ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca’’ affermano in una nota congiunta i ministri per la Pubblica amministrazione e dell’Istruzione, dell’università e della ricerca, Giulia Bongiorno e Marco Bussetti. L’autorizzazione riguarda, per l’anno scolastico 2019/2020, l’assunzione a tempo indeterminato di 53.627 unità di personale docente, 2.117 dirigenti scolastici, 7.646 unità di personale Ata e 355 unità di personale educativo. È stata autorizzata anche la trasformazione a tempo pieno di contratti a tempo parziale di 226 unità di personale Ata. Per le esigenze del comparto Afam, il ministero dell’Istruzione potrà inoltre procedere all’immissione in ruolo di 191 unità di personale tecnico-amministrativo e di 1 unità di direttore amministrativo ep/2. ’’La Lega crede fermamente nella pubblica amministrazione, e la scuola, l’università e la ricerca sono settori chiave per il futuro del Paese – affermano i ministri – Risorse stanziate, assunzioni mirate, iniziative precise per migliorare i servizi: questa la nostra azione, questi i fatti concreti”.

Pernigotti è salva, Di Maio: “Niente esuberi”

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“Raggiunto un accordo storico” per la Pernigotti: “La produzione continua a Novi Ligure e nessun esubero” riferiscono fonti del Mise. L’intesa, si sottolinea, “è frutto di mesi di lavoro sinergico del ministro Luigi Di Maio”. Soddisfatto lo stesso ministro: “È stato raggiunto un accordo in tempi record. Non ci saranno esuberi tra i lavoratori” ha detto Di Maio al termine del tavolo che ha presieduto al Mise e al quale hanno partecipato i rappresentanti delle aziende coinvolte, l’advisor Sernet, i sindacati e gli enti locali. Secondo quanto prevede l’accordo, per Pernigotti scendono in campo due nuovi investitori: la cooperativa torinese Spes, che rileverà il ramo d’azienda che produce il cioccolato e il torrone, e l’imprenditore Giordano Emendatori che rileverà, invece, il ramo relativo ai preparati per i gelati.

Al tavolo “sono stati presentati – riferisce il Mise in una nota – gli accordi siglati tra le parti che costruiscono i presupposti del piano industriale per il mantenimento delle produzioni a Novi Ligure e la salvaguardia dei dipendenti. Frutto del lavoro portato avanti in questi mesi in modo sinergico dall’advisor e dal Ministero, che ha permesso l’individuazione di due nuovi investitori”. “Si tratta – prosegue il Mise – della cooperativa torinese Spes che rileverà il ramo d’azienda che produce il cioccolato e il torrone, e dell’imprenditore Giordano Emendatori che rileverà, invece, il ramo relativo ai preparati per i gelati”

“L’accordo – si legge ancora nella nota – è stato raggiunto a meno di un anno di distanza dall’annuncio da parte della proprietà turca Toksoz di voler fermare le attività del sito piemontese, mettendo a rischio il futuro dei lavoratori. Il Ministro Di Maio è subito intervenuto per far fronte all’emergenza, incontrando sia la proprietà che i lavoratori per lavorare all’individuazione di una soluzione della crisi”.

Sara Palazzoli, segretaria nazionale Flai Cgil spiega che l’obiettivo è di costituire una newco, un soggetto aziendale unico per gestire la produzione. “Il contratto definitivo dovrà essere sottoscritto entro il 30 settembre per garantire la reindustrializzazione del sito. – afferma -. Ora la tappa successiva per noi è quella di entrare nel merito del Piano Industriale per conoscere i dettagli che riguardano la produzione e l’assetto occupazionale”.

“A settembre si tornerà al ministero per una valutazione complessiva, anche tenendo conto di quanto noi sosteniamo da tempo, e che oggi è stato ribadito anche dal ministro Di Maio, cioè l’importanza dei lavoratori Pernigotti che rappresentano una eccellenza di professionalità e competenze che non si può disperdere”. “Oggi intanto – conclude Palazzoli- è stato raggiunto l’obiettivo di avere due aziende importanti che hanno dichiarato di voler produrre a Novi Ligure. Noi ci siamo, ci sono i lavoratori, che da mesi lottano per difendere un sito e una produzione importanti”.

Ok definitivo a legge sullo sport

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La legge dello sport ora è realtà. Non è bastato il monito del Cio, che in una lettera a Giovanni Malagò è arrivato a paventare il rischio di una sospensione del Coni, per spingere il governo a un’ulteriore riflessione a tempo quasi scaduto. Dopo il sì della Camera, il disegno di legge riportante ’deleghe al governo e altre disposizioni in materia di ordinamento sportivo, di professioni sportive nonché di semplificazione’, è stato approvato oggi anche dal Senato con 154 voti favorevoli, 54 contrari e 52 astenuti.

Nell’acceso dibattito politico in aula che ha preceduto la votazione non sono però mancate polemiche da parte dell’opposizione e riferimenti ai pesanti rilievi arrivati sul tavolo del Coni da Losanna. Nella missiva il Cio ha manifestato a Malagò la sua “seria preoccupazione” per alcune disposizioni, sottolineando che la legge “intaccherebbe chiaramente l’autonomia del Coni”. Il rischio è “la sospensione o il ritiro del riconoscimento del comitato olimpico”, una minaccia che se attuata potrebbe avere clamorose conseguenze già alle Olimpiadi di Tokyo 2020 (niente bandiera o inno sul podio, squadre fuori e atleti in gara come indipendenti). Per il Cio “il Coni “non dovrebbe essere ’riorganizzato’ mediante decisioni unilaterali da parte del governo”, il suo perimetro non dovrebbe essere “strettamente limitato alle ’attività olimpiche’” ma riguardare anche lo “sport per tutti”. E ancora, no a un “controllo specifico del governo su enti e federazioni” e no a organi territoriali con sole “funzioni di rappresentanza istituzionale”.

“Sorprende tutto questo interesse del Cio per una singola parte del provvedimento che riguarda il potere politico del Coni”, è stata la prima reazione del governo, che ha anche definito “un po’ frettolosa” la presa di posizione del Cio perché “i decreti attuativi che saranno emanati nel prossimo anno recepiranno le osservazioni”. La controreplica del Cio è un richiamo a quanto avvenuto il 24 giugno a Losanna prima dell’assegnazione a Milano-Cortina delle Olimpiadi 2026, con il presidente del Cio Thomas Bach che si è rivolto al premier Giuseppe Conte per avvisarlo dei rischi legati alla riforma. Ma il governo tira dritto e il cosiddetto ’collegato sport’ passa l’esame del Parlamento (contro Leu e Pd, astenuti Fi e Fdi). E pazienza se dal Pd gridano al “colpo di mano della Lega e di Giorgetti”, copyright della senatrice Daniela Sbrollini che poi rivolgendosi al capogruppo leghista Massimiliano Romeo ha rimarcato: “La lettera del Cio non è una letterina, ma la lettera di un organismo internazionale di cui l’Italia fa parte. E’ una lettera chiarissima e dice che ora l’Italia rischia di uscire dal Comitato olimpico internazionale”. Non solo, perché un’eventuale sanzione del Cio al Coni potrebbe far tremare anche Milano-Cortina. La sospensione dell’Italia potrebbe infatti spingere la Svezia, candidata sconfitta con Stoccolma-Are, a un ricorso al Tas di Losanna per riaprire la partita. Scenari forse ancora lontani e improbabili per il governo, non per il mondo dello sport.

“Felice per quest’approvazione, anche il Senato come la Camera ha detto sì con un’ampia maggioranza a una legge che fa l’interesse di migliaia di associazioni dilettantistiche che assicurano lo sviluppo dello sport di base e garantiscono decine di migliaia di lavoratori che avranno un inquadramento giuridico”. E’ quanto ha detto in serata il sottosegretario con delega allo sport Giancarlo Giorgetti sul disegno di legge riportante ’deleghe al governo e altre disposizioni in materia di ordinamento sportivo, di professioni sportive nonché di semplificazione’, approvato oggi in via definitiva dal Senato. “Ora c’è la seconda parte del lavoro da fare con il Parlamento per i decreti legislativi e attuativi. Un lavoro che sarà svolto con equilibrio, misura e realismo per lo sviluppo e il bene del sistema sportivo. In questa sede saranno chiariti anche i dubbi che nascono da un fraintendimento come dimostra la lettera del funzionario del Cio”.

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7 Agosto 2019