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Musulmani lanciano oggetti, disordini a Spianata Moschee

Musulmani lanciano oggetti, disordini a Spianata Moschee

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Diversi fedeli musulmani che celebrano oggi l’Eid al-Adha, Festa del sacrificio, sono rimasti feriti durante i disordini con la polizia israeliana scoppiati sulla Spianata delle Moschee, il Monte del Tempio per gli ebrei, a Gerusalemme. Il quotidiano israeliano ’Ha’aretz’ parla di 61 feriti ricoverati in ospedale. In previsione di possibili tensioni nella giornata di oggi – che vede coincidere la festività dell’Eid-al-Adha con il giorno di lutto e digiuno per gli ebrei, il Tisha B’Av, la polizia aveva chiuso la Spianata delle Moschee ad ebrei e turisti.

I disordini – riferisce ’Ha’aretz’ citando le forze dell’ordine – sono scoppiati quando i fedeli musulmani hanno iniziato a lanciare oggetti. Gli agenti hanno fatto uso di granate stordenti e di gas lacrimogeni. Intanto la decisione di chiudere il Monte del Tempio agli ebrei ha fatto insorgere esponenti della destra nazionalista israeliana: il ministro dei Trasporti Bezalel Smotrich ne ha chiesto la riapertura “dopo la rimozione dei terroristi”.

Intanto, un terrorista armato di Gaza si è avvicinato al confine israeliano e ha sparato verso i militari israeliani. I militari hanno risposto al fuoco e lo hanno ucciso. E’ quanto riferisce l’Israel Defense Forces (Idf). In seguito i carri armati israeliani hanno preso di mira un obiettivo del Hamas, riferisce sempre l’Idf. E’ la seconda volta consecutiva in cui terroristi armati cercano di passare il confine.Ieri, infatti, quattro miliziani palestinesi sono stati uccisi dall’esercito israeliano mentre da Gaza tentavano di penetrare nel territorio di Israele.

Non ci sarebbero feriti da parte israeliana. Un portavoce del ministero della Salute a Gaza ha detto poco dopo che il corpo di un palestinese di 26 anni di Beit Hanun nella Striscia di Gaza settentrionale era stato portato in ospedale.

Esplosione in base militare russa, cresce paura radiazioni

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L’esplosione registrata giovedì nella base militare di Nynoksa, nella regione di Arkhangelsk, sul Mar Bianco, ha causato la morte di sette esperti della Rosatom (l’agenzia nucleare russa) e il ferimento di altri tre dipendenti che, secondo quanto riportato stamani dall’agenzia Tass, stavano testando “fonti di energia isotopiche destinate al motore a combustibile liquido”. In precedenza si era parlato di 2 morti.

Le autorità locali della vicina Severodvinsk (a trenta chilometri dalla base) hanno registrato anche un breve picco di radioattività. Livelli che sono stati definiti “normale”, ma che – secondo quanto denuncia Greenpeace che riporta i dati del ministero delle Emergenze russo – sono stati superiori di “20 volte” ai dati normali.

Tant’è che quasi tutte le farmacie di Severodvinsk, cittadina in cui vivono 185mila persone, hanno esaurito le scorte di iodio, che protegge la tiroide da radiazioni, dopo che la gente ne ha fatto incetta. I feriti inoltre sarebbero stati portati a Mosca, nell’ospedale speciale di Burnazyan dove sono stati curati anche i liquidatori di Cernobyl, da personale protetto da tute speciali per la protezione da radiazione e agenti chimici, ha reso noto il canale Telegram Vaza.

Secondo quanto ipotizzano esperti americani di controllo degli armamenti, l’esplosione si potrebbe essere verificata durante la prova del nuovo missile da crociera a propulsione nucleare di cui aveva parlato il presidente Putin lo scorso anno, il 9M730 “Burevestnik” (Ssc-X9 “Skyfall” nella terminologia Nato). Lo .

Giovedì è stata avvistata al largo di Ninoksa la nave ’Serebryanka’ per il trasporto di combustibili e rifiuti radioattivi in mare, ha spiegato Jeffrey Lewis, direttore dell’East Asia Non-Proliferation Program del Middlebury Institute of International Studies, citando, in un tweet, l’ipotesi di un incidente relativo a un Burevestnik e “il possibile tentativo fallito di recupero in cui è stata coinvolta la Serebryanka”.

Fotografie scattate da satelliti avrebbero inoltre dimostrato che, lo scorso anno, la base per il test del missile era stata trasferita dalla penisola di Novaya Zemlya a Nynoksa. E’ una base “altamente segreta” che ora rimarrà chiusa per un mese così come rimarrà chiuso alla navigazione un grande tratto del Mare Bianco, sottolinea l’esperto di difesa e sicurezza in Russia, l’americano Mark Galeotti, in una intervista all’Express.

“Malgrado quello che assicurano le autorità, deve esserci stata una qualche fuga radioattiva e vogliono che la gente non sia esposta ma anche che non possa avvicinarsi con contatori geiger per misurare. Il ministero della difesa vuole sminuire l’incidente, ma chiaramente c’è sotto qualcosa di più grosso di quello che stanno dicendo”, ha spiegato Galeotti.

Usa, incendio in un asilo: cinque bimbi morti

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Tragedia a Erie in Pennsylvania, dove cinque bambini di età compresa tra 8 mesi e sette anni sono morti a causa di un incendio sviluppatosi in un asilo infantile. Le cause del rogo sono ancora in fase di accertamento.

Atomik, la vodka che viene da Cernobyl

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Scienziati dell’Università di Portsmouth, in Gran Bretagna, e in Ucraina hanno distillato una vodka da grano raccolto in una zona abbandonata nei dintorni della centrale nucleare di Cernobyl, teatro nel 1986 di uno dei più gravi incidenti della storia dello sfruttamento civile dell’energia nucleare. Anche l’acqua usata proviene dalla ’Zona di esclusione’.

La vodka ’Atomik’ non sarà messa in commercio subito. Per il momento ne è stata prodotta un’unica bottiglia, per valutare gli effetti della contaminazione radioattiva sui raccolti. La buona notizia è che Atomik non è radioattiva, a 33 anni dall’incidente, grazie al processo di distillazione, che riduce le impurità, anche se “tracce di radioattività sono state misurate nel grano” usato per produrla, hanno commentato i ricercatori in un comunicato diffuso dall’università di Portsmouth nei giorni scorsi.

Il programma è quello di mettere in vendita Atomik. A farlo sarà la cooperativa “The Cernobyl Spirit Company”, che donerà il 75 per cento dei profitti agli ucraini che vivono ancora nei dintorni della Zona di esclusione, nella ’Zona di alienazione’ dove sono stati costretti a trasferirsi. La produzione, ancora sperimentale, preannuncia la Bbc, inizierà il prossimo anno.

Tenta di recuperare il telefonino, donna dispersa nel Danubio

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Una donna di 31 anni risulta dispersa dopo essere entrata nelle acque del Danubio a Neu-Ulm, nel sud della Germania, per recuperare il suo telefono cellulare. Testimoni hanno riferito alla polizia che il telefono era caduto in acqua nella notte e la donna era entrata nel fiume in prossimità di un ponte ferroviario per cercare il dispositivo. La donna ha nuotato attorno ai piloni del ponte, prima di sparire improvvisamente. Una sua amica ha quindi allertato la polizia.

La corrente del fiume, nel tratto di confine tra la Baviera e il Baden-Wuerttemberg è molto forte. La polizia non è ancora certa se la donna sia annegata o alla fine sia riuscita a trarsi in salvo. Nella notte, i vigili del fuoco hanno impegnato i sommozzatori alla ricerca della donna, mentre la polizia ha impiegato nelle ricerche un elicottero e un’imbarcazione dotata di sonar.

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12 Agosto 2019