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Recuperato il corpo di Simon

Recuperato il corpo di Simon

E’ stato recuperato il corpo di Simon Gautier, l’escursionista francese morto dopo essere precipitato in un dirupo nella zona di Belvedere di Ciolandrea. Sulla salma si effettuerà, secondo quanto disposto dalla Procura della Repubblica di Vallo della Lucania, l’autopsia all’obitorio dell’ospedale di Sapri (Salerno). Vigili del Fuoco e soccorso Alpino hanno lavorato tutta la notte con operazioni di recupero rese complicate dalla conformazione del territorio.

Intanto il comune di San Giovanni a Piro – dove è stato ritrovato domenica sera il corpo del 27enne, scomparso dal 9 agosto scorso dalla zona del Golfo di Policastro – ha proclamato per martedì il lutto cittadino.

PARIGI – Il ministro degli Esteri francese, Jean-Yves Le Drian, ha espresso “grande tristezza” e ha quindi espresso le sue “più sincere condoglianze alla famiglia”. Un ringraziamento è stato quindi rivolto alle “autorità italiane che si sono impegnate per il suo ritrovamento”.

PROCURA – “E’ bene fare chiarezza e approfondire alcuni aspetti che riguardano le operazioni di soccorso, questo nel rispetto dei familiari e di tutti gli italiani – ha detto il procuratore capo di Vallo della Lucania, Antonio Ricci, secondo quanto riporta ’Repubblica Napoli’ -. Insieme al procuratore di Lagonegro valuteremo la strada da percorrere”.

GLI AMICI – “Il nostro caro Simon se ne è andato… Il nostro dolore è senza limiti”. Lo scrivono su Facebook gli amici di Simon Gautier, l’escursionista francese morto nel Golfo di Policastro, nel salernitano, il cui corpo senza vita è stato ritrovato ieri in un fondo ad un burrone. “Vogliamo ringraziare tutti voi per le vostre donazioni”, scrivono gli amici che avevano lanciato una raccolta di fondi da utilizzare per venire in Italia a cercare il turista francese 27enne, spiegando che i contributi arrivati fino ad ora saranno utilizzati per “tornare a casa con la famiglia di Simon”.”Siamo tutti fisicamente e psicologicamente esausti – dicono – E’ ora per noi di tornare dalle nostre famiglie e dai nostri amici. Grazie all’infinito per tutti i vostri messaggi e il supporto che stiamo ancora ricevendo. Sentiamo tutto l’amore e la forza che ci state mandando per il nostro amico che sarà sempre nel nostro cuore”.

I PILOTI – “Usciamo sconfitti da una battaglia durata giorni, da una infinita fatica”. Claudio Ruocco e Giusy Cella sono i piloti dell’azienda “AltaProspettiva” di Agropoli (Salerno) che ha messo a disposizione i droni per le ricerche di Simon Gautier, lavorando in sinergia con la Croce Rossa negli ultimi giorni nel Golfo di Policastro. “Abbiamo avuto le speranze fino all’ultimo – spiegano in un post su Fb – Speravo che ti avremmo trovato in un cunicolo a proteggerti dal sole, sì, ferito sicuramente, ma non morto”. “Ti chiediamo scusa – proseguono – ma soprattutto ti chiediamo scusa da parte di tutta la nostra nazione che non ha saputo intervenire nel modo e nei tempi giusti”. “Grazie – concludono – a tutti i volontari e alla Croce Rossa ma soprattutto al Soccorso Alpino”.

Vulcano Stromboli “in stato di apparente instabilità”

“Lo Stromboli, dopo l’esplosione del luglio scorso, si è mantenuto in stato di apparente instabilità, con esplosioni di ampiezza media o alta nei crateri sommitali. E’ un vulcano in attività persistente e ciò determina la presenza di un rischio vulcanico costante”. Lo afferma Eugenio Privitera, direttore dell’Osservatorio etneo dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), in un video sul sito web dello stesso istituto.

“Abbiamo assistito anche ad alcune piccole colate laviche per trabocco sulla parte medio-alta della sciara del fuoco – prosegue – e a piccole frane, con il rotolamento di blocchi incandescenti che finiscono in mare”. Esplosioni come queste, chiamate parossistiche, sono sporadiche e “non sono prevedibili, e non hanno fenomeni precursori”. “E’ la seconda volta – dice Privitera – che osserviamo questo tipo di fenomeno. C’è una piccola deformazione del suolo che è possibile riconoscere solo a posteriori e vedremo in futuro se potrà essere un precursore utile, anche se per una brevissima allerta”.

Lo Stromboli è un vulcano in attività persistente. “Questo determina – continua l’esperto – la presenza di un rischio vulcanico sempre costante, dovuto non solo all’attività esplosiva dei crateri sommitali, ma anche alla possibilità che possa franare la sciara del fuoco e come conseguenza vi sia uno tsunami sulle coste dell’isola”. L’isola comunque “è bellissima – conclude Privitera – Godiamocela, tenendo però sempre in mente che c’è un rischio vulcanico da considerare”.

Gimondi, l’ultimo abbraccio al campione

L’ultimo abbraccio al campione è fino alle 20 di questa sera, quando chiuderanno i battenti della camera ardente. Oltre ai parenti, a salutare Felice Gimondi, scomparso venerdì scorso, una piccola folla di amici, appassionati e ciclisti anche arrivati in bici. Domani i funerali si terranno nella chiesa di S. Alessandro Martire a Paladina, celebrati da don Vittorio Rossi, il parroco del paese e trasmessi in diretta da Raisport. Assieme a Paladina, terranno le bandiere a mezz’asta in segno di lutto Sedrina e Almè.

La figlia Norma lo ha ricordato con una lettera così come faceva da piccola quando vedeva il suo papà partire per il Giro: ’’Scrivo questa lettera, quella che più ho temuto di dover scrivere, perché oggi più che mai io, mamma e Federica abbiamo bisogno che tu sia con noi. Con le tue poche parole ma con i tuoi tanti fatti ci hai amato immensamente. Così abbiamo fatto noi e oggi non ci sembra vero vederti in questa camera mortuaria. Vorrei poterti dire: alzati papà, ci sono tanti che fanno il tifo per te’’.

Bergamo ricorderà il campione erigendo una statua. Ad annunciarlo il sindaco Giorgo Gori. “Sono convinto – ha detto – che onorare Gimondi, per Bergamo, voglia dire di più che celebrarne la grandezza sportiva. Felice Gimondi ha rappresentato la migliore sintesi dei valori della nostra terra, quelli nei quali vogliamo ancora oggi ritrovarci e che desideriamo che i nostri figli facciano loro e tramandino’’.

“Gimondi è il primo campione della mia vita e me lo tengo dentro: era giusto passare oggi. Ha saputo entrare nell’immaginario” le parole di Giancarlo Giorgetti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega allo sport, presente a Paladina alla camera ardente. “Il primo ricordo di un bambino che ritagliava e disegnava la maglietta di Gimondi – ha aggiunto commosso Giorgetti a Sky – E poi ho due immagini: la sua vittoria ai Mondiali (nel 1973, ndr), con la tv in bianco e nero; e ancora la sua maglietta bianca e celeste, della Bianchi”.

Discriminata e insultata, nuova denuncia per la spiaggia ’fascista’

Insultata, provocata fino a essere costretta ad allontanarsi dalla spiaggia. E’ successo il pomeriggio di Ferragosto a una ragazza di colore residente a Padova, nata e cresciuta in Italia da genitori originari dell’Africa occidentale che, infastidita da musiche e provocazioni “razziste” amplificate con l’aiuto di un megafono, secondo quanto da lei stessa raccontato ai carabinieri, ha deciso di ripiegare l’asciugamano e andarsene verso altri lidi. A finire nuovamente al centro delle cronache è lo stabilimento Punta Canna a Sottomarina, in provincia di Venezia.

La spiaggia, che all’ingresso detta le regole di ’ordine, pulizia e disciplina’ ed è zona ’inadeguata per bambini e buzzurri’ non è più gestita dal 66enne già due anni fa balzato agli onori delle cronache per i cartelli inneggianti a Mussolini e ora denunciato in stato di libertà dai carabinieri di Chioggia per violenza privata aggravata da finalità di discriminazione razziale, ingiuria e apologia del fascismo.

Fabio Camilli è figlio di Domenico Modugno

“Finalmente!”. Fabio Camilli non trattiene la gioia nel giorno in cui la I sezione civile della Corte Suprema di Cassazione lo ha riconosciuto figlio legittimo di Domenico Modugno e ha messo la parola fine a 18 anni di battaglie legali. Un riconoscimento che arriva pochi giorni dopo il venticinquesimo anniversario della scomparsa del grande cantautore di Polignano a Mare, morto il 6 agosto del 1994.

Fabio, nato il 10 agosto del 1962 dalla relazione tra Modugno e la ballerina, coreografa e regista triestina Maurizia Calì (nome d’arte di Maurizia Camillli), la ’bellissima Kalì’ di Pasqualino Maragià, uno dei numerosi successi di Modugno, non nasconde la soddisfazione per la fine di un percorso molto lungo e doloroso: “Ho dovuto fare una battaglia per poter affermare chi era mio padre – dice -. È stato un viaggio faticoso ed estenuante, anche perché il procedimento di riconoscimento di paternità della durata media di 4-5 anni si è trasformato per me in un percorso a ’ostacoli’ lungo (e credo sia un record) 18 anni. Comunque ce l’ho fatta, è finita. Sono molte le persone che dovrò ringraziare per essermi state vicine in questi anni, ma tra i primi vorrei abbracciare il mio amico e avvocato Gianfranco Dosi che in tutti questi anni ha saputo tenere la barra dritta durante questa lunghissima tempesta giuridica riuscendo alla fine a condurci in porto vivi e vittoriosi”.

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20 Agosto 2019