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Dl crescita, ecco la bozza

Dl crescita, ecco la bozza

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Misure fiscali per la crescita economica; tutela del made in Italy; rilancio degli investimenti privati. Sono 8 i capitoli contenuti nella bozza del decreto legge crescita, visionato dall’Adnkronos, con cui il governo intende invertire la rotta dell’economia in Italia. Il provvedimento comprende, inoltre: interventi per semplificazione e promozione del sistema produttivo; interventi in materia di energia; misure per promuovere l’internazionalizzazione delle imprese e l’attrazione degli investimenti; programmazione e pianificazione degli investimenti; nuova finanza per l’impresa. Ecco, nel dettaglio, i punti più significativi della bozza:

Nuove risorse per il Fondo di garanzia per la prima casa – Il rifinanziamento ammonta a 200 milioni nel 2019. La norma prevede la riduzione degli accantonamenti a copertura del rischio passando dal 10% all’8% dell’importo garantito.

Bonus per la valorizzazione dell’edilizia – Le imprese di costruzione o di ristrutturazione immobiliare che acquistano e, entro i successivi 10 anni, demoliscono e ricostruiscono l’edificio potranno beneficiare di diversi incentivi: una tantum di 200 euro per l’imposta di registro e le imposte ipotecaria e catastale; possibilità di variazione volumetrica e alienazione rispetto al fabbricato preesistente.

Stop sfruttamento Italian sounding – Pizzerie ’Mafia’, magliette ’Marina’, formaggi ’Parma’. Arriva la stretta sulle parole che fanno pensare all’Italia, e che vengono utilizzate proprio per attirare possibili clienti. La norma mira a tutelare maggiormente i segni riconducibili alle forze dell’ordine e alle forze armate e i nomi di regioni e comuni. In particolare si vieta la registrazione di marchi d’impresa che contengano parole ’italian sounding’ e, più in generale, di figure o segni lesivi dell’immagine o della reputazione dell’Italia.

Nasce marchio storico di interesse nazionale – Le persone fisiche o giuridiche con marchi d’impresa vecchi di almeno mezzo secolo, o per le quali sia possibile dimostrare l’uso continuativo da almeno cinquanta anni, si potranno iscrivere nell’apposito registro. Le aziende in crisi potranno essere aiutate dallo Stato, che scenderà in campo se le imprese si troveranno in difficoltà. L’intervento mira a disincentivare iniziative che prevedano la chiusura dei relativi stabilimenti produttivi con eventuale delocalizzazione all’estero. Le imprese dovranno cercare un acquirente per lo stabilimento in difficoltà e, nel caso di fallimento, il marchio sarà amministrato dallo Stato, per essere riassegnato.

Contributi ai comuni per energia e sviluppo sostenibili – ’Contributi ai comuni per interventi di efficientamento energetico e sviluppo territoriale sostenibile’ è il titolo di un articolo, contenuto nella bozza del decreto che consente al ministero dello Sviluppo economico di procede all’assegnazione automatica, in favore delle amministrazioni comunali, di contributi, nel limite massimo di 600 milioni di euro per l’anno 2019. Gli interventi e le forniture devono essere avviati entro il 15 ottobre 2019. Le risorse dovranno essere destinate alla realizzazione di progetti per: l’efficientamento dell’illuminazione pubblica; il risparmio energetico negli edifici di proprietà pubblica o destinati all’uso pubblico; l’installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili. Gli enti locali dovranno utilizzare le risorse anche per lo sviluppo territoriale sostenibile, ivi compresi interventi per l’adeguamento e la messa in sicurezza di scuole, edifici pubblici e patrimonio comunale, per l’abbattimento delle barriere architettoniche, nonché progetti in materia di mobilità sostenibile.

Nascita delle Sis – Nasce un nuovo tipo di veicolo societario: la Società di investimento semplice. Le Sis potranno investire esclusivamente in start up non quotate, e potranno beneficiare del vantaggio fiscale dell’esenzione dalle tasse dei redditi di capitale. Le nuove società si costituiscono con capitale fino a 25 milioni, raccolto presso investitori professionali o anche tramite business angels. La nuova forma giuridica, si legge nella norma, ha come ’’oggetto esclusivo l’investimento collettivo del patrimonio raccolto in Pmi non quotate su mercati regolamentati”, che si trovano nella fase “di sperimentazione, di costituzione e di avvio dell’attività”. Dunque di startup.

Incentivi a imprese che si finanziano con obbligazioni – Incentivi in arrivo per le imprese che si finanziano attraverso canali alternativi, rispetto al tradizionale prestito bancario, come l’emissione di obbligazioni. La norma mira a sostenere progetti di sviluppo aziendale, un contenuto strategico per il sostegno alla crescita e alla competitività del Paese e da una rilevante dimensione finanziaria, caratterizzati da una soglia prevista da 2,5 a 10 milioni di euro. Le risorse destinate alla misura ammontano a 70 milioni di euro.

Piano per il Sud – Nasce il ’Piano sviluppo e coesione’, da finanziare attraverso il ’Fondo per la progettazione degli interventi infrastrutturali’. Il governo pensa a un intervento complessivo per aiutare il sud, che dovrebbe trovare spazio del decreto legge crescita. Nella bozza visionata dall’Adnkronos, si dedica un capitolo alla ’Semplificazione ed efficientamento dei processi di programmazione, vigilanza ed attuazione degli interventi finanziati dal Fondo per lo sviluppo e la coesione territoriale e Fondo rotazione’. L’idea è quella di presentare al Cipe un unico piano operativo, con modalità di gestione e monitoraggio. Per finanziare l’operazione è prevista l’istituzione del Fondo per la progettazione degli interventi infrastrutturali’.

Più incentivi per le Zes – Gli incentivi pensati per le Zone economiche speciali non sono sufficienti; servono nuovi incentivi, da finanziare attraverso il ’Piano grandi investimenti – Zes’, con una dotazione di 300 milioni nel biennio 2019-2020. La norma prevede l’attivazione di un apposito strumento finanziario che favorisca investimenti diretti, in forma di debito o di capitale di rischio, ovvero che consenta la sottoscrizione di quote di fondi di investimento o fondi di fondi o di altri veicoli previsti dalla normativa europea.

Cittadinanza a Ramy, sì di Salvini

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E’ arrivato il via libera di Matteo Salvini alla cittadinanza a Ramy, il ragazzo che ha dato l’allarme dal bus sequestrato e poi incendiato a San Donato Milanese. “Sì alla cittadinanza a Ramy – ha detto il ministro dell’Interno al Maurizio Costanzo Show – perché è come se fosse mio figlio e ha dimostrato di aver capito i valori di questo Paese, ma il ministro è tenuto a far rispettare le leggi. Per atti di bravura o coraggio le leggi si possono superare”. Ieri il titolare del Viminale aveva spiegato che erano in corso tutti gli “approfondimenti del caso“.

Sono felice di aver convinto anche Salvini sulla cittadinanza a questo bambino” ha commentato il ministro del Lavoro, Luigi Di Maio. “Nei giorni scorsi avevo inviato una lettera proprio ai ministeri competenti per chiedere loro di conferire la cittadinanza per meriti speciali al piccolo Ramy” ha riferito il vicepremier. Poi è tornato sulla vicenda su Facebook: “Sono contento che alla fine il buonsenso abbia prevalso. Come ho detto questo è un Paese che merita qualcosa in più della semplice indignazione: dobbiamo guardare avanti. Tutti i ragazzini che hanno salvato i loro compagni in quella giornata, che poteva essere tra le più tristi della nostra storia recente, meritano un riconoscimento. Penso che per Ramy e Adam il più bello sia proprio quello di essere riconosciuti dalla nazione che hanno reso orgogliosa con il loro gesto”. “Grazie a tutti i ragazzi che in quei momenti terribili hanno tirato fuori un coraggio incredibile e, ovviamente, ancora grazie ai Carabinieri senza i quali si sarebbe potuta consumare una strage. Insieme siete il bello di questo Paese”, ha concluso Di Maio.

Sono contento – le parole di Ramy all’Adnkronos – Penso di meritare la cittadinanza italiana, ma questa notizia non me l’aspettavo. Oggi avevo in programma di andare a seguire una partita di calcio con i miei amici, festeggerò con loro”. E felice è il suo papà, Khaled Shehata. “Sono felice, la cittadinanza se la merita, Ramy è un eroe – ha detto all’Adnkronos – Sono contento per lui, ha fatto una cosa grande per l’Italia e, per questo, gli viene riconosciuta una cittadinanza che merita. Mio figlio è un bravo ragazzo”.

“Non posso che essere felice per la cittadinanza a un ragazzo, Rami, che è stato così coraggioso che è giusto premiarlo” ha sottolineato il presidente della Camera, Roberto Fico, ai microfoni di Radio Capital. Quanto al fatto che il ministro dell’Interno abbia cambiato idea sulla vicenda, “l’importante è che Rami abbia la cittadinanza”, ha risposto secco Fico.

Salvini ha invitato al Viminale 5 ragazzi della scuola media ’Vailati’ e 12 carabinieri coinvolti nella vicenda dello scuolabus. I ragazzi che incontrerà – riferiscono fonti del Viminale – sono: Adam, che dopo aver nascosto il telefonino al terrorista è riuscito a chiamare i carabinieri, fornendo indicazioni utili; Aurora, che presa in ostaggio manteneva la calma e il sangue freddo; Fabio, che ha parlato con il terrorista cercando di dissuaderlo e tranquillizzarlo; Nicolò, che si è offerto come ostaggio, dopo la richiesta del terrorista; Ramy, che anche lui sottraendo all’attenzione il telefonino, riusciva a chiamare i carabinieri, fornendo ulteriori utili informazioni.

Zingaretti: “Chiedo spirito unitario”

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Un richiamo allo spirito unitario “per fermare la deriva del Paese”. E’ quello che arriva dal segretario del Pd, Nicola Zingaretti, alla Direzione del partito che ha approvato la sua relazione con zero voti contrari e gli astenuti tutti dell’area interna che fa riferimento a Roberto Giachetti. “Dobbiamo richiamarci a uno sforzo di serietà, sobrietà e capacità di ascolto e rappresentanza – ha sottolineato Zingaretti – Chiedo a tutti serietà e spirito unitario per poi scatenare una reazione corale, collegiale, collettiva per fermare la deriva del Paese”. Per Zingaretti “il bilancio del governo è catastrofico e più si va avanti più sarà pesante per l’Italia e insostenibile per le forze che stanno al governo”. Il segretario ha rilevato che “la strada sarà lunga, nessuno si illuda, per muoverci verso il Paese e costruire un progetto politico con cui noi ci candidiamo per essere quella forza che offre all’Italia un’altra possibilità”.

“La prossima settimana – ha reso noto – avremo degli incontri con Cgil, Cisl e Uil, con le associazioni del mondo produttivo e con gli attori del terzo settore, dell’associazionismo e del volontariato. Lo faremo proponendo l’obiettivo ’Italia 2030’, una piattaforma per una Italia possibile rispetto a quella che stiamo vivendo”. E poi “il 5, 6 e 7 aprile ci saranno tre giornate di mobilitazione. Non sarà solo l’inizio della campagna elettorale ma anche l’inizio della mobilitazione del Pd e l’inizio della nostra campagna di denuncia contro il governo con lo slogan ’Per amore dell’Italia’. Tutto il gruppo dirigente deve essere coinvolto”.

Procedendo con l’analisi del risultato elettorale in Basilicata, Zingaretti ha detto che sul voto “non c’è nessun giudizio consolatorio, anzi, impone grande preoccupazione perché ripropone l’immenso lavoro da fare per uscire da una situazione di difficoltà”. “Intanto – ha osservato – abbiamo riottenuto un campo di gioco nel quale muoverci. La speranza è che c’è un campo che comunque tiene e impone all’Italia un nuovo possibile scenario: un nuovo centrosinistra da costruire con al centro un Pd da rafforzare e una destra che, rispetto alla tendenza post elezioni politiche, ci riconsegna una funzione storica. In Italia c’è una alternativa possibile a Salvini e questa unica alternativa possibile siamo noi e quello che dobbiamo costruire”.

Il primo cantiere da aprire” per Zingaretti, “è la costruzione di una rete di alleanze intorno a noi, un campo ancora fragile ma che è già iniziato grazie allo sforzo dei territori in cui si sta votando, e questo vale sia per le amministrative che per le europee”.

Riguardo alle prime, “con chiarezza alle amministrative dobbiamo essere i maggiori protagonisti della battaglia politica al governo con uno spirito unitario”. Quanto alle europee, “è giusto che sia presente anche il simbolo di Siamo europei” nel simbolo della lista aperta del Pd. “Noi dobbiamo proporre una novità, che è un Pd che si rimette in moto per le alleanze, costruisce un programma e una proposta politica per il rinnovamento dell’Europa”, ha spiegato il segretario del Pd, sottolineando che “l’intuizione della lista aperta era giusta, è evidente che nel sistema elettorale proporzionale dobbiamo mettere in campo una proposta nuova e aperta”. “Per ora – ha aggiunto – non ci sono le condizioni per una lista di soggetti politici che si mettono insieme. Ma credo che noi dobbiamo andare avanti nello spirito di essere quella forza che è proiettata a ricomporre la società civile e che si propone come baluardo del cambiamento e della rifondazione dell’Europa per salvare l’Europa”.

Il Cav prepara l’assemblea nazionale

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L’appuntamento è per sabato mattina, al palazzo dei Congressi dell’Eur, a partire dalle 9. Forza Italia si prepara a celebrare i suoi 25 anni di storia con un’Assemblea nazionale ad hoc, la prima dell’era gialloverde, alla presenza del fondatore Silvio Berlusconi. Dimesso ieri dal San Raffaele di Milano dove era ricoverato da 5 giorni per un’operazione di ernia inguinale, il Cav dovrebbe arrivare nella Capitale venerdì per poi chiudere, il giorno dopo, i lavori delle assise. Fino ad allora resterà a Villa San Martino per limare il suo discorso. ’Una grande storia, un grande futuro’, lo slogan della manifestazione, che cade in un momento particolare per il partito azzurro, giunto ormai ad uno snodo cruciale dopo il sorpasso storico della Lega alle ultime politiche del 4 marzo, confermato anche alle ultime regionali in Abruzzo, Sardegna e Basilicata, dove ha vinto un centrodestra a trazione salviniana.

Ricorderemo i nostri 25 anni di battaglie con l’impegno di un nuovo inizio“, si legge nell’invito on line pubblicato sul sito. In sala parlamentari e amministratori locali per un confronto che abbia come protagonista il territorio.’’Il partito deve tornare ad ascoltare il territorio e parlare alla gente’’, è la parola d’ordine contro il rischio salvinizzazione. In primo piano le europee, dove Fi (con la lista unica dei moderati) cercherà di rilanciarsi come forza europeista alternativa al blocco sovranista, schierando il suo leader come capolista in tutte le circoscrizioni (tranne il Centro ’lasciato’ ad Antonio Tajani) nel segno del Ppe.

L’obiettivo è un’alleanza tra Ppe e sovranisti per cambiare l’Europa. Con Fi ancora una volta protagonista, perchè il partito è vivo e vegeto, come dimostrano le ultime regionali, va ripetendo Berlusconi come monito ai suoi alleati Salvini-Meloni. Sul tavolo di Arcore c’è il restyling grafico del simbolo di Forza Italia, che sarà usato per il voto del 26 maggio.

Secondo l’ultimo bozzetto, non ci dovrebbe essere nessun riferimento alla tanto sbandierata ’Altra Italia’, né allo scudocrociato della vecchia Balena Bianca. Lo storico logo azzurro con il tricolore in primo piano e il nome di Berlusconi non verrà toccato ma subirà solo un ritocco cromatico con un chiaro riferimento al Ppe. L’ex premier, raccontano fonti parlamentari azzurre, immagina un simbolo con la scritta di Fi in evidenza e sotto per intero la dicitura ’Partito popolare europeo’ per rimarcare la forte radice europeista del listone e provare a intercettare il voto, di chi non cavalca più la protesta grillina e non si riconosce nella sinistra e nella Lega, ma vuole essere rappresentato in maniera credibile a Bruxelles.

All’assemblea nazionale di Fi il Cav parlerà di futuro e si presenterà come ’tramite’ tra il Ppe e i sovranisti per cambiare l’Europa. La mission è convincere la Lega di Salvini, che con Marine Le Pen fa parte del gruppo al Parlamento Ue ’Enf’ a lasciare il sovranismo nazionale per passare al ’’sovranismo europeo’’. Il presidente azzurro, raccontano, è pronto per riscrivere gli equilibri di Strasburgo e va ripetendo da giorni: L’alleanza con i socialisti ha prodotto un’Europa che non funziona ed è ormai superata, io mi candito per proporre al Ppe un’altra maggioranza, un’alleanza con i conservatori e i sovranisti per cambiare l’Europa.

Sulla home page del sito di Fi campeggia una foto sorridente del Cav con lo slogan dell’iniziativa e lo storico logo azzurro.’’Iniziamo il cammino per cambiare l’Europa e ridare nuova speranza all’Italia”, si legge nell’invito on line, diretto a eletti, simpatizzanti e militanti. E ancora: “In campo tutti insieme per vincere ancora una volta, per l’Italia. Vi aspettiamo a Roma!”.

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27 Marzo 2019