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Ue: “Libia non è porto sicuro per i migranti”

Ue: “Libia non è porto sicuro per i migranti”

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La Libia non può essere considerata “un porto sicuro” per i migranti soccorsi in mare. Lo precisa la portavoce della Commissione Europea per le Migrazioni, Natasha Bertaud, durante il briefing con la stampa a Bruxelles, rispondendo a una domanda circa indiscrezioni provenienti da fonti del Viminale. “Quando si tratta di porti di sbarco – dice – questi vengono definiti dalla Convenzione Onu della legge del mare”. “Un porto sicuro – continua la portavoce – è un posto in cui le operazioni di soccorso sono considerate terminate e dove la vita di una persona salvata in mare non è più minacciata e dove le sue necessità umanitarie di base possono essere soddisfatte. La Commissione ha sempre detto che non ritiene che queste condizioni siano soddisfatte in Libia”. Questo “è il motivo per il quale nessuna imbarcazione che batta bandiera dell’Ue sbarca persone in Libia, né lo ha mai fatto”.

Questa mattina fonti del Viminale avevano precisato che la Commissione Europea chiariva che “la Libia può e deve soccorrere gli immigrati in mare, e quindi è da considerare un Paese affidabile. Dove gli immigrati che vengono riportati a terra dalla Guardia Costiera vengono tutelati dalla presenza del personale Oim, l’Organizzazione internazionale per le migrazioni” e che la Commissione “ha richiamato i successi della Guardia Costiera libica, che nel 2018 (dati Oim) ha salvato 15.358 persone, riportandole in Libia. La maggior parte delle persone soccorse sono sbarcate presso i porti di Tripoli (62%), di Homs (19%) e di al-Zawiya (11%). Punti di sbarco in cui opera personale Oim. Alla luce di questo riconoscimento – sottolineavano le stesse fonti – il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha aggiornato la Direttiva sulla sorveglianza delle frontiere marittime e per il contrasto dell’immigrazione illegale, ribadendo la piena legittimità degli interventi di soccorso dei libici, anche perché la presenza dell’Oim garantisce il rispetto dei diritti degli immigrati e nel contempo salvataggi più rapidi”.

Dura la reazione di Mediterranea Saving Humans: “Il Viminale è stato ancora una volta smentito a stretto giro, rispetto all’ennesima propaganda giocata in spregio della vita delle persone. La direttiva che ha emanato vale, oggi più che mai, meno di niente di fronte allo stato di diritto”.

Moon da Trump l’11 aprile

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Il presidente sudcoreano Moon Jae In incontrerà il presidente americano Donald Trump a Washington l’11 aprile prossimo, nel primo colloquio tra i due successivo al vertice fallito di Hanoi tra lo stesso Trump e il leader nordcoreano Kim Jong Un. Trump accoglierà Moon alla Casa Bianca per discutere “degli ultimi sviluppi riguardanti la Corea del Nord e temi a carattere bilaterale”, ha reso noto la Casa Bianca. A Seul un portavoce ha detto che nel colloquio i due leader “si coordineranno nelle posizioni sulla creazione di un regime di pace nella penisola coreana attraverso una completa denuclearizzazione”, riferisce l’agenzia Yonhap.

Egitto, scarcerato attivista simbolo della primavera araba

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Le autorità egiziane hanno rilasciato il noto attivista politico e blogger Alaa Abdel-Fattah, uno dei simboli della rivolta del gennaio 2011 che depose l’allora rais Hosni Mubarak. Lo hanno riferito la sua famiglia e il suo avvocato, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa ’Dpa’. L’attivista, in carcere dal novembre del 2013, ha scontato la pena a cinque anni che gli era stata inflitta per aver organizzato una manifestazione senza autorizzazione al Cairo davanti al Parlamento.

“Alaa è fuori”, ha annunciato su Twitter sua sorella Mona, che ha postato anche una foto del blogger 37enne mentre gioca in casa con un cane. Anche l’avvocato, Khaled Ali, ne ha confermato il rilascio. “Grazie a Dio Alaa Abdel-Fattah è a casa sua”, ha dichiarato sempre su Twitter. L’attivista dovrà ora trascorrere altri cinque anni in libertà vigilata.

Huawei da record

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Nonostante le tensioni con le autorità Usa, culminate con l’arresto di Meng Wanzhou, figlia del fondatore dell’azienda, Huawei ha registrato nel 2018 un bilancio record con vendite globali salite a 721,2 miliardi di yuan, circa 105,2 miliardi di dollari, un aumento del 19,5% rispetto all’anno precedente. L’utile netto è salito del 25,1% a 59,3 miliardi di yuan. I ricavi sono stati trainati dalle vendite di beni di consumo e aziendali, entrambi in crescita a due cifre. Tuttavia, i ricavi legati agli operatori di tlc sono leggermente diminuiti dell’1,3% su base annua, riflettendo le pressioni del governo statunitense su altri paesi perché escludano il colosso cinese delle telecomunicazioni dallo sviluppo delle loro reti 5G per motivi di sicurezza.

“La sicurezza informatica e la protezione della privacy degli utenti sono ai primi posti nella nostra agenda”, ha detto Guo Ping, presidente di Huawei, nel rapporto annuale aggiungendo che le aziende e i paesi che scelgono di collaborare con il gruppo avranno vantaggi competitivi.

Filippine, imprenditore veneto ucciso a colpi di arma da fuoco

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Ucciso a colpi d’arma da fuoco, nella sua abitazione, a Dauin, nelle Filippine. Vittima è un imprenditore padovano, Andrea Guarniero, classe 1970, che si era trasferito lì nel 2014. Il fatto è avvenuto verosimilmente nella giornata di ieri, 28 marzo, tra le 17 e le 18, ora italiana. Lo riporta il Mattino di Padova.

A Padova, spiega il quotidiano, vive il fratello della vittima, Daniele Guarniero, avvisato di quanto accaduto dalla cognata filippina. Nelle Filippine Andrea Guarniero svolgeva l’attività di imprenditore immobiliare. Con il fratello, quando viveva a Padova, era socio dell’azienda Multichimica di Mestrino.

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30 Marzo 2019