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Conte apre allo ius soli

Conte apre allo ius soli

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Lo ius soli “non è nel contratto di governo, ma io auspico che si avvii in sede parlamentare una riflessione serena, dove si può valutare anche una prospettiva di nascita sul territorio italiano, ma che deve essere collegata a un percorso di integrazione serio”. E’ quanto ha detto il premier Giuseppe Conte, intervenendo ad Assisi a un incontro con i giovani e la comunità dei Francescani, seguito alla consegna della lampada della Pace. “Occorre un percorso di integrazione – ragiona il presidente del consiglio – affinché un ’neonato’ possa aver vissuto, conosciuto e condiviso a nostri valori comuni”.

DI MAIO – “Non comprendo tutto questo trambusto dietro le dichiarazioni del presidente del Consiglio. Conte ha specificato che lo Ius Soli non è nell’agenda di governo. E lo ribadisco: non è nell’agenda del governo e non sarà dunque una misura che questo governo discuterà, anche perché c’è già una normativa in Italia che regola la cittadinanza’’. Lo afferma il vicepremier e ministro Luigi Di Maio. ’’La riflessione auspicata dal Presidente – conclude Di Maio – riguarda una sua sensibilità. Legittima, per carità, ma personale’’.

Congresso famiglie, ira 5S per senatrice ’ribelle’

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Trapela irritazione dai vertici del Movimento 5 Stelle per la scelta della senatrice Tiziana Drago di partecipare al Congresso Mondiale delle Famiglie di Verona. La presenza della pentastellata all’appuntamento veronese viene considerata “assolutamente inopportuna” da fonti del M5S interpellate dall’Adnkronos.

“La senatrice Drago”, viene spiegato, “nella serata del 28 marzo ha informato i vertici del gruppo parlamentare al Senato che sarebbe andata al Congresso di Verona. Alla senatrice è stato ribadito che la posizione del Movimento 5 Stelle sull’argomento è chiara“. Più volte, infatti, il capo politico Luigi Di Maio ha preso le distanze dal Congresso sulla Famiglia, rimarcando che “nessuno dei nostri” avrebbe preso parte all’evento. Linea che però Drago ha deciso di non seguire. Un eventuale deferimento di Drago ai probiviri per ora viene considerato “non necessario” anche perché i probiviri – sottolineano sempre fonti M5S all’Adnkronos – “hanno tutti gli strumenti per aprire un’istruttoria se lo ritengono opportuno”.

Sono presente qui per scelta personale – ha detto la senatrice dal palco del Congresso – e non vi nascondo che non è stata una decisione facile, ma vorrei rassicurarvi: il M5S non è quella realtà collegata solo alle dichiarazioni di questi ultimi giorni, vi sono senatori e deputati che hanno aperture verso la famiglia naturale”.

“Sono stata invitata tempo fa e ho riflettuto sulla opportunità di andare a Verona – ha precisato poi Drago -. Nella vita faccio l’insegnante e la mia stella polare è sempre stata quella del dialogo. Per questo motivo ho partecipato al Congresso di oggi. Così come ieri mi trovavo all’Aquila Social Film Fest sul tema dei diritti individuali e delle coppie. Questo a testimonianza della mia visione che abbraccia non lo scontro ma il dialogo sulle idee, che è quanto di più bello salvaguardi la nostra Costituzione e la democrazia”.

“Credo che la conquista della difesa dei diritti civili del nostro Paese non vada messa in discussione, sono diritti sacri – ha sottolineato la senatrice -. Credo altresì che difendere i diritti delle giovani coppie, dei bambini, dell’infanzia sia altrettanto importante e non confligga in alcun modo con la tutela e la rivendicazione dei diritti civili. Non penso che ci sia una contrapposizione e la mia è stata soltanto una testimonianza, semplice e senza attacchi a nessuna posizione. Mi spiace se con la mia presenza posso aver prestato il fianco a strumentalizzazioni ma non era mia intenzione attaccare nessuno né criticare altre posizioni, ma soltanto costruire, ascoltare e dialogare rispettando i punti di vista di ognuno.’’

Sulla vicenda è intervenuta anche la ministra della Salute, Giulia Grillo: “Conosco Tiziana Drago molto bene, siamo nello stesso collegio elettorale, è una bravissima ragazza e so che non ha nessun atteggiamento discriminatorio nei confronti di chi vive l’idea di famiglia in maniera diversa dalla sua – ha spiegato ai microfoni di Radio1 In Vivavoce -. Mi auguro che non condivida i toni che possono utilizzati da alcuni relatori nei confronti degli omosessuali o delle unioni civili. Quando Luigi Di Maio ha detto che il M5S non avrebbe partecipato al Congresso delle famiglie di Verona ha parlato a nome dei ministri, ha dato un’indicazione politica importante ma non può avere il controllo dei singoli portavoce, come ci definiamo. Noi non vogliamo ghettizzare chi ha un’idea diversa della famiglia”.

Grillo ha poi parlato della legge 194: “Non è in discussione – ha assicurato – peraltro non è nel contratto di governo. E’ una legge che fa parte della storia del nostra del nostro paese, non è né di destra né di sinistra, è una legge di civiltà”.

Di Maio: “M5S non voterà mai legge per armi facili”

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All’indomani della via libera alla nuova legittima difesa, M5S e Lega si ritrovano a confrontarsi su un nuovo terreno di scontro, la proposta di legge che punta a facilitare l’acquisto di armi per la difesa personale. “Mettiamo un attimo i puntini sulle i: io un Paese con la libera circolazione delle armi non lo voglio. Non lo vuole il MoVimento 5 Stelle e sono sicuro non lo vogliano nemmeno gli italiani” scrive su Facebook il capo politico M5S, Luigi Di Maio. “Se mai un giorno avrò la fortuna di avere un figlio, voglio che vada a scuola sereno e tranquillo, che da adolescente passi il tempo a studiare e a viversi la vita, non che trovi il modo di comprarsi facilmente una pistola. Abbiamo fin troppi problemi da risolvere in questo Paese, non aggiungiamone altri”, prosegue il vicepremier. “Pensiamo alle imprese e a creare nuovi posti di lavoro, piuttosto. L’Italia ha bisogno di questo, di più opportunità per i giovani, di più facilitazioni per chi vuole fare figli, di più sostegno alle famiglie, non di più armi – sottolinea Di Maio – C’è una proposta di legge firmata da 70 deputati in Parlamento che punta a facilitare l’acquisto di armi per la difesa personale. Nessun eletto del MoVimento la voterà. Nessuno! Anche perché più sicurezza non vuol dire certo più armi in strada, al contrario. Andiamo avanti col contratto di governo, rispettando la volontà dei cittadini”.

Ma a chi gli fa notare che l’alleato Di Maio non voterà mai una legge sulle armi facili, Matteo Salvini replica: “Non avrà problemi perché non ci sarà nessuna votazione da fare in Parlamento, Di Maio si occupi e preoccupi di ciò che arriva in Parlamento. Non arriverà nessuna proposta in Parlamento sulla maggiore diffusione delle armi”. “Per quel che mi riguarda la legittima difesa non significa maggiore diffusione di armi, per me la partita si è chiusa con ieri” aggiunge il leader leghista. “La legittima difesa garantisce più diritti e più tutela alle vittime, non voglio in giro nemmeno mezza pistola in più, quindi invito l’amico Di Maio ad occuparsi di quello che il Parlamento fa e farà, non di quello che non è all’ordine del giorno”, conclude Salvini.

Sul tema interviene anche il premier Giuseppe Conte, rispondendo ai giornalisti al suo arrivo ad Assisi: “Non è un obiettivo del governo quello di incentivare la vendita delle armi. Se ci fossero delle iniziative legislative e parlamentari su questo – precisa – saranno iniziative legislative e non governative”.

La lettera straziante della 24enne violentata in Circumvesuviana

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Risponde con una lettera scritta di suo pugno, la 24enne violentata nella stazione della Circumvesuviana di San Giorgio a Cremano (Napoli), a chi dubita della sua versione dei fatti alla luce della scarcerazione di due dei tre giovani indagati decisa dal Tribunale del Riesame. “Bastano pochi minuti e ritorno col pensiero – scrive la ragazza – erano attimi di incapacità a reagire di fronte la brutalità e la supremazia di tre corpi. Erano attimi in cui la mente sembrava come incapace di comprendere, erano attimi di totale perdizione dell’essere. E dopo che il corpo era diventato scarto e oggetto ho provato una sorta di distacco da esso. Il mio corpo, sede della mia anima, cosi’ sporco”.

La ragazza racconta che in quei momenti le sembrava “di essere avvolta dalla nebbia mentre mi trascinavo su quella panchina dopo quelli che saranno stati 7 o 8 minuti. Mi sono seduta e non l’ho avvertito più. Ho cominciato ad odiarlo e poi a provare una profonda compassione per il mio essere. Compassione che ancora oggi mi accompagna, unita ad una sensazione di rabbia impotente, unita al rammarico, allo sdegno, allo sporco, al rifiuto e poi all’accettazione di un corpo che fatico a riconoscere perché calpestato nella sua purezza”.

Il futuro, prosegue la 24enne nella sua lettera, “diviene una sorta di clessidra. Consumato il corpo e la mente dal tempo odierno ricerca una vita semplice. Mi piacerebbe – conclude – essere a capo di un’associazione che si occupa della prevenzione, della tutela e della salvaguardia delle donne, ragazze, bambine a rischio, perché donare se stessi e il proprio vissuto per gli altri è l’unico modo per accettarlo”.

Uno su 4 non paga le tasse

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Oltre 10,5 milioni di contribuenti, secondo le dichiarazioni Irpef 2018, hanno un’imposta netta pari a zero. Rispetto al totale delle dichiarazioni presentate, pari a 41,2 milioni, risulta che uno su 4 non ha pagato le tasse. E’ quanto emerge dai dati diffusi dal Mef il quale fa sapere anche che il 45% dei contribuenti che hanno presentato la dichiarazione Irpef nel 2018 si colloca nella fascia di reddito fino a 15.000 euro e dichiara solo il 4% dell’Imposta sulle persone fisiche.

Nel 2018 circa 41,2 milioni di contribuenti hanno assolto l’obbligo dichiarativo, direttamente attraverso la presentazione dei modelli di dichiarazione dei redditi Irpef relativi al 2017. Il numero totale dei contribuenti è aumentato di circa 340.000 soggetti (+0,83%) rispetto all’anno precedente, comunica ancora il ministero dell’Economica.

Secondo le dichiarazioni Irpef 2018, relative ai redditi 2017, il reddito medio ammonta a 20.670 euro, in flessione dell’1,3% rispetto al reddito medio dichiarato l’anno precedente. Complessivamente sono stati dichiarati 838 miliardi di euro (-5 mld rispetto all’anno precedente, -0,6%).

Redditi Irpef al top in Lombardia, con una media è di 24.720 euro, seguita da Bolzano (23.850 euro). Mentre la Calabria presenta il reddito medio più basso (14.120 euro), secondo quanto emerge dai dati diffusi dal Mef.

Scontro tra treni nel comasco, oltre 50 feriti

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Scontro tra due treni a Inverigo, in provincia di Como. I feriti da un primo bilancio sarebbero oltre 50. E’ accaduto alle 18.39. A provocare l’incidente è stata la partenza con il rosso di uno dei convogli. E’ la stessa Trenord a ricostruire l’accaduto. Il treno 1665, partito da Milano Cadorna alle 17.38 e diretto ad Asso 18.59, riprendendo la corsa da Inverigo verso Canzo-Asso ha lasciato la stazione con semaforo rosso. Il macchinista ha immediatamente frenato, senza poter evitare il contatto con il treno 1670 (Asso 18.03-Milano Cadorna 19.22) che procedeva a bassa velocità nella direzione opposta, da Erba verso Milano.

Dalle prime ricostruzioni “sembrerebbe possa essersi trattato di un errore umano, ma ciò che è certo è che in quel tratto della linea ferroviaria, gestita da FerrovieNord, non era operativo il sistema di sicurezza SCMT, una tecnologia che avrebbe impedito lo scontro tra i due mezzi”, ha fatto sapere il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti in una nota. “Questo incidente riapre dunque il tema dei differenti standard di sicurezza tra le linee controllate da Rfi e quelle invece gestite da altri operatori”, si legge ancora. A intervenire sul posto, oltre alle ambulanze e alle automediche, gli elisoccorsi di Milano e Como. Il bilancio vede al momento 6 codici gialli già inviati in Ospedale a Cantù, Erba, S. Anna, Lecco e circa 50 codici verdi in corso di valutazione.

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30 Marzo 2019