Traduci

Sul “Congresso mondiale dedicato alle famiglie” il Papa: “Verona? Sostanza corretta, metodo sbagliato”

Sul “Congresso mondiale dedicato alle famiglie” il Papa: “Verona? Sostanza corretta, metodo sbagliato”

cms_12304/papa_francesco_afp.jpg

Il Papa sul Congresso mondiale dedicato alle famiglie in corso a Verona concorda con quanto affermato dal Segretario di Stato vaticano, cardinale Pietro Parolin. “Ho letto la risposta del segretario di Stato sul convegno di Verona e mi è sembrata equilibrata”, ha detto il Papa sul volo verso il Marocco pur premettendo di non essersi occupato dell’evento, come riferisce Tv2000. “La sostanza è corretta, il metodo è sbagliato“, aveva detto Parolin nei giorni scorsi.

Cautela quindi, con qualche presa di distanza, da parte della Chiesa sul Congresso. La stessa cautela che si è registrata sul fronte dei Vescovi. Il presidente della Cei, Gualtiero Bassetti, non ha preso parte al Congresso e, nei giorni scorsi, in una intervista al ’Giornale’, ha invitato a smorzare le polemiche ricordando che sulla famiglia ci deve essere unità. “Avremmo preferito uno stile diverso da parte di tutti, con meno polemiche. La famiglia – aveva detto il presidente della Cei – non è una squadra di calcio, è una realtà fondamentale che, anche partendo da sensibilità diverse, deve vederci uniti”.

Salvini a Verona, strigliata di Conte

cms_12304/salvini_verona_congresso_afp.jpg

Maxi ressa in piazza Bra a Verona per Matteo Salvini. Accerchiato da decine di giornalisti, all’indirizzo del leader leghista sono partiti applausi, ma anche fischi prima di salire sul palco del palazzo della Gran Guardia per intervenire al Congresso della famiglia (FOTO). Circondato dai fan, che gridano ’Matteo Matteo’, replica ai fischi e a chi grida ’fascista’, mandando baci e sorrisi. Tanta la tensione in piazza, con le forze dell’ordine che cercano di evitare incidenti.

Poco prima dell’intervento, le rassicurazioni – “Siamo qua non per togliere i diritti, non si tocca niente a nessuno, non sono in discussione l’aborto, il divorzio, ognuno fa l’amore con chi vuole, va a cena con chi vuole” – e la bacchettata indirizzata al sottosegretario 5S e al premier Conte sulle adozioni – “Spadafora si occupi di rendere più veloci le adozioni, ci sono 30 mila famiglie che aspettano”; “Sul tema delle adozioni mi aspetto di più dal presidente del Consiglio” -, che in serata costerà al ministro una strigliata ufficiale da parte di Palazzo Chigi, impegnato a sottolineare come le deleghe sulle adozioni appartengano al ministro Fontana.

“Sono qui – ha quindi esordito sul palco – perché la mia parola vale più delle polemiche inventate senza senso, senza motivo. Stiamo vivendo momento incredibile. E’ incredibile che a qualcuno può dare fastidio la parola papà e la parola mamma. C’è una campagna di stampa – aggiunge – che mi sta facendo vergognare di essere un giornalista”. Poi la stoccata al collega vicepremier Di Maio, che oggi ha parlato di “fanatici” a Verona dopo aver dato degli “sfigati” ai partecipanti: “Lo dico a qualche distratto amico di governo, qui si guarda avanti, non indietro. Qui si prepara il futuro”. “Se è da sfigati” parlare di questi temi, allora “sono orgoglioso di essere sfigato”, aggiunge.

Sul palco ecco quindi le promesse del leader leghista: “Lavorerò per rendere più veloci e meno costose le adozioni per le coppie che stanno aspettando, per le mamme e i papà. E finché campo combatterò la pratica barbara e disumana dell’utero in affitto che mi fa schifo solo a pensarla, un’aberrazione umana e sociale”. Nel discorso di Salvini c’è spazio anche per la teoria gender: “Io – spiega – ho terrore di pensiero unico perché per me bimbo è bimbo e bimba è bimba. Qualche pseudo educatore ha sbagliato mestiere e dice che i bambini decideranno da grandi quello che sono” ma, promette ancora “io la teoria gender la combatterò sempre, perché buon Dio ci ha fatti diversi, non migliori o peggiori”.

E ancora: “Ho disarticolato l’immigrazione clandestina, ora toccherà al business delle case famiglia che guadagnare quattrini sulla pelle dei bimbi tenendoli in ostaggio. Per questo istituirò una commissione di inchiesta per vigilare. Andremo città per città – annuncia -, c’è qualcuno che non molla il minore che gli fa fatturare milioni di euro e tengono in ostaggio migliaia di bambini, andremo a visitare una per una queste case famiglia magari con una commissione di inchiesta”. Per il vicepremier “mio diritto è quello di difendere i bambini che non hanno voce e che non possono essere vittime degli adulti”, dice Salvini, sottolineando come “va modificato il diritto di famiglia“.

Salvini lancia quindi l’allarme: “Il grande pericolo del 2019 non è il congresso di Verona, ma la subcultura islamica dove la donna vale meno di zero. A casa mia non c’è spazio né cittadinanza per una subcultura del genere, per chi dice che le donne valgono meno dell’uomo. A casa mia la donna ha gli stessi diritti”. Poi una frecciata a Laura Boldrini: “Mi dicono che balla qui fuori, si starà preparando per ’Ballando sotto le stelle’”.

Tranchant in tema di Ius Soli – “E’ una discussione inutile. Lo Ius Soli non è discussione, nessuna apertura per fare modifiche” -, Salvini parla di nascite e migranti: “La crisi più pesante non è lo spread ma quella delle culle vuote”, spiega, puntando il dito contro il problema della denatalità nel nostro Paese: “Ma – dice – c’è qualcuno che dice ’gli italiani non fanno figli, te li mandiamo 20enni sui barconi, già grandi e ignoranti“. Salvini promette quindi interventi per tornare a riempire le culle: “Io voglio essere giudicato alla fine di questi cinque anni, perché un paese che non fa figli è un paese che muore”.

PALAZZO CHIGI CORREGGE SALVINI – “La delega in materia di adozioni di minori italiani e stranieri è attualmente ed è sempre stata in capo al ministro della Lega Fontana. Il Presidente del Consiglio ha solo mantenuto le funzioni di Presidente della Commissione per le adozioni internazionali”. Questa la nota di Palazzo Chigi, dopo che dal palco il ministro Salvini ha chiesto “più velocità” sulle adozioni a Vincenzo Spadafora, sottosegretario alla presidenza del Consiglio del M5S, e al premier Giuseppe Conte.
“Spetta quindi a Fontana adoperarsi – come chiesto da Salvini – per rendere le adozioni più veloci e dare risposta alle 30.000 famiglie che aspettano. Rimane confermato che bisogna rimboccarsi le maniche e lavorare nei ministeri tutti i giorni e studiare le cose prima di parlare altrimenti si fa solo confusione“, conclude piccata la nota.

IL CASO DELEGHE – Ma non finisce qui. A fronte di indiscrezioni di stampa che voglio il ministro Fontana senza deleghe sull’adozione, fonti di Palazzo Chigi precisano quindi che ’’le deleghe relative alle adozioni nazionali e internazionali sono sempre rimaste in capo al Ministro Fontana. Non c’è mai stata, infatti, alcuna revoca delle deleghe. La presa di posizione del Dipartimento del Ministro Fontana ha provocato una grave situazione di stasi nell’attività della Commissione Adozioni, situazione che si è sbloccata solo grazie alle sollecitazioni giunte proprio dalla Segreteria generale della Presidenza del Consiglio. L’intervento del Segretario generale ha permesso infatti che si sbloccassero pagamenti per i rimborsi per le spese adottive che le famiglie interessate aspettavano da tempo’’.

’’Desta sorpresa – continuano le fonti – che la non condivisione sulle nomine di alcuni componenti della commissione adozioni, legittima prerogativa del Presidente del Consiglio, possa aver determinato un blocco delle attività amministrative in capo al Dipartimento del ministro Fontana, con conseguenti pregiudizi per le famiglie italiane. Peraltro il Presidente Conte ha invitato il ministro Fontana a indicare un proprio nominativo tra i componenti della commissione. Stiamo ancora attendendo la relativa indicazione. Queste polemiche sono davvero incomprensibili’’.

COFFEE BREAK CON NUTELLA – Prima del suo ingresso, nella sala stampa il momento del coffee break: tantissimi giornalisti presenti vengono invitati al tavolo per una pausa, arrivata tra un intervento e l’altro. A dominare vassoi pieni di pane e Nutella, da una parte all’altra della sala. Un omaggio ideale al ministro dell’Interno, grande estimatore delle fette spalmate.

IL CASO GADGET – Dopo il caso del gadget anti-aborto, con il feto di gomma, diffuso al Congresso, Massimo Gandolfini ha detto: “Fa parte della realtà. Nel 1978 si credeva che il feto fosse un ammasso di cellule. Adesso c’è l’ecografia tridimensionale e si sa che non è così. Il gadget è per dire agli altri, che non hanno questa sensibilità, ’guardate che non stanno così le cose’”.

Verona fra tensioni e Salvini bis

cms_12304/verona_corteo_femministe_fumogeni_fg.jpg

Tensione, zone interdette alla stampa alla Gran Guardia “perché qualcuno è stato beccato a fare video dappertutto”. E zone interdette – con strade chiuse – al serpentone dei tantissimi manifestanti che hanno voluto far sentire la voce del dissenso ai partecipanti del Congresso mondiale della famiglia. A Verona, a far da cuscinetto, evitando che ci potessero esserci problemi di ordine pubblico, poliziotti e carabinieri si sono dati da fare.

Quando i manifestanti ’arcobaleno’ hanno fatto brillare i loro fumogeni – e lanciato tanti slogan con Salvini bersaglio principale al grido di “fascista-fascista” -, le camionette delle forze dell’ordine hanno chiuso gli ingressi di piazza Bra, tanti uomini in assetto anti-sommossa e mezzi schierati per impedire contatti con i militanti di Forza Nuova, scesi in campo a difesa dei valori della tradizione.

Nessun confronto fisico, gli unici problemi – alla fine della giornata – hanno avuto per palcoscenico le ampie scalinate della Gran Guardia. Una zona di nessuno, dove non è mancato anche il confronto tra gli organizzatori dell’evento e i leader di Forza Nuova. Da una parte Savarese, di CitizenGo, che incalzato dalla folla ammette che il fascismo “è una cagata”, per poi aggiungere, subito dopo, che “il peggior fascismo è quello visto contro le famiglie in queste ultime due settimane”.

Ma agli organizzatori, in questo caso Coghe, non va giù il fatto che Castellini e gli altri di Forza nuova siano lì. “Vogliono prendersi le telecamere per loro, come hanno già fatto quelli di +Europa”. La ressa diventa incontrollata, sempre sugli scaloni, quando arriva Matteo Salvini. Circondato da un cordone di polizia è l’unico che arriva a piedi in piazza, scatenando applausi e fischi. “Matteo-Matteo” contro “fascista-fascista”, di nuovo. Lui replica ai fischi e a chi gli grida contro, mandando baci e sorrisi.

Tanta la tensione in piazza, con le forze dell’ordine che cercano di evitare incidenti. Gli unici a farne le spese i giornalisti che ondeggiano pericolosamente, sospinti a destra e sinistra, con molti che si tirano indietro rinunciando ad ascoltare le parole del ministro dell’Interno prima che entrasse in sala. Nessuno riesce a entrare in sala, dove ci sono gli oratori e dove si accomoda il premier in camicia bianca. Spazi stretti e controlli che sembrano eccessivi nei confronti dei cronisti. Ma la tensione è alta.

E il numero delle persone, per la giornata clou dell’evento scaligero, ha superato le previsioni. Salvini prova rimediare a modo suo: dopo l’intervento in sala, si materializza in sala stampa, offrendosi alle domande delle decine di tv, radio, giornali e agenzie presenti. Un bis che permette a tutti di approfondire i temi della giornata, altri 30 minuti per ribadire che oggi era il suo giorno.

L’attacco di Di Maio: “Fanatici a Verona”

cms_12304/di-maio_ftg_porta.jpg

“Noi teniamo tanto alla famiglia, siamo molto preoccupati perché l’Italia è negli ultimi posti tra i Paesi a fare figli in Europa. Mentre a Verona si affronta questo tema con odio, dicendo che la donna deve stare chiusa in casa per fare figli, noi guardiamo al futuro, parliamo di piu’ aiuti per giovani e famiglie”. Attacco di Luigi Di Maio dal palco di ’oggiprotagonisti’ al Congresso delle Famiglie di Verona, dove è presente anche il collega vicepremier Salvini.
“A Verona ci sono dei fanatici, qui il buon senso, lì si affrontano questi temi con stile medioevale, qui guadando al futuro”, ha detto il ministro, che sottolinea: “Tutti i temi di cui si parla a Verona non sono nel contratto di governo”.

Poi la stoccata al ministro dell’Interno per le parole su Spadafora: “Sulle adozioni leggiamo bene le deleghe e evitiamo di dire cose scorrette, Salvini legga bene le deleghe, sulle adozioni sono del presidente del Consiglio e del ministro della Famiglia”.

E a proposito della presenza della senatrice del M5S Tiziana Drago al congresso, Di Maio spiega: “A Verona sono andate anche tante persone in buona fede, poi chi non conosceva parte di quei relatori si è trovato a parlare di argomenti medievali”.

Di Maio è poi tornato sull’argomento Verona in un lungo post su Facebook: “Sulla famiglia nel MoVimento ognuno ha le sue sensibilità. Ad esempio per me è madre e padre, non l’ho mai nascosto, e non ho la presunzione di voler imporre la mia idea a qualcun altro. Ma a Verona non ci sono andato comunque. E sapete perché? Perché il problema è che lì, la madre, non è considerata una donna!. Il problema è che lì c’è chi vuole negare i diritti degli altri. Diritti conquistati con battaglie durate anni. Queste libertà non possono essere messe in discussione per ideologia. Uno può essere contrario all’aborto e non praticarlo, ma mettere in discussione la libertà individuale su questo punto è inaccettabile. È questo il tema”, aggiunge il vice premier.

“Ciò su cui non transigo, invece, è proprio questa ridicola rincorsa a strumentalizzare le difficoltà di madri e padri. Si parli di famiglia, d’accordo, ma senza strumentalizzare, come invece sta provando a fare qualcuno, da sinistra a destra – scrive ancora Di Maio -. Pensiamo piuttosto a dare incentivi alle giovani coppie, pensiamo agli sgravi fiscali per le famiglie monoreddito con più figli a carico, ad aiutare le mamme a conciliare tempi di vita e di lavoro. La famiglia non è un palco, né una piazza, è una cosa seria. E la politica ha un altro compito: oltre quello di parlare e organizzare congressi, deve risolvere i problemi!”.

“A Verona – continua il vicepremier – è stato distribuito un finto feto come gadget, ho letto dichiarazioni sconvolgenti sulla legge sull’aborto, alcuni partecipanti hanno persino negato il femminicidio. E se vai a mangiare al loro stesso tavolo, per me, la pensi come loro. Ma tant’è”. “Riguardo alla gaffe della Lega sulle adozioni, passiamo la mano…”, scrive ancora in merito alla nota di Palazzo Chigi che bacchetta Salvini.

Autore:

Data:

31 Marzo 2019