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Tav, Salvini: “Piena fiducia in Conte”

Tav, Salvini: “Piena fiducia in Conte”

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“Piena fiducia in Conte sulla Tav. Sono certo che troveremo una soluzione insieme. È un’opera importante, per noi va fatta come chiedono cittadini e imprese”. Lo dice il vicepremier Matteo Salvinisull’alta velocità che continua ad agitare il governo, diviso in attesa di trovare una sintesi.

Oggi, in un’intervista al Fatto Quotidiano, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Stefano Buffagni ha ostentato fiducia, anche se non ha mancato di lanciare un qualche avvertimento all’alleato leghista. “Anche sulla Torino-Lione con la Lega si può trovare un accordo su tutto. Noi portiamo sempre buon senso” ha detto Buffagni, secondo il quale “questo governo durerà cinque anni, ma se qualcuno vuole tornare tra le braccia di Berlusconi e Formigoni è libero di farlo. Noi non siamo certo gelosi”.

Lega lancia assistenza domiciliare post parto

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Dopo il parto, stress ansia e depressione sono all’ordine del giorno. Una volta tornate a casa le neomamme vanno nel panico anche per il cambio di un pannolino o un piccolo accenno di pianto. Soprattutto quando non possono contare sull’aiuto della famiglia, perché magari i nonni sono ormai troppo anziani per dare un aiuto.

Da qui l’idea della Lega, con una proposta di legge ad hoc, di offrire ai genitori in erba, alle prese con un cucciolo appena nato e alle sue mille esigenze, un’assistenza domiciliare post-natale, anche per l’allattamento, grazie all’intervento di una figura amica, a metà tra la puericultrice e l’ostetrica, che possa rassicurare, mediare, calmare e far ritrovare il giusto equilibrio alla coppia. Il testo, firmato dalle deputate del Carroccio Vania Valbusa e Rossana Boldi, è stato solo annunciato (l’11 febbraio scorso) e quindi è in via di definizione, ma ne anticipiamo i punti salienti.

“L’obiettivo – spiega all’Adnkronos Boldi – è istituire in ogni Regione un sostegno da parte delle ostetriche e delle puericultrici alle neomamme, che quando tornano a casa si trovano da sole a fronteggiare situazioni che non conoscono e le spaventano”.

“Dopo il parto diventa fondamentale – assicura Boldi – il conforto di avere da una persona competente e professionale un consiglio su come allattare il bambino, sulla quantità di latte, anche per sentirsi più tranquille e sorrette, in un momento così delicato della vita, in cui le mamme sono particolarmente fragili e sensibili, soprattutto quando non hai alle spalle una famiglia che le sorregge come una volta”, conclude Boldi.

Il servizio di assistenza domiciliare post-parto, dunque, è stato pensato per le neomamme per aiutarle nelle prime cure. La pdl è la numero 1581 ed è intitolata ’Istituzione del servizio di assistenza domiciliare postnatale’.

Parte l’era Zingaretti

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(Mara Montanari) – Affluenza che potrebbe superare quella del 2017, le ultime primarie con Matteo Renzi. Una percentuale che viaggia tra il 65 e il 70%. Parte con numeri ’renziani’ l’era del Pd di Nicola Zingaretti. Arriva in maniche di camicia al comitato al Circo Massimo, ai piedi delle rovine romane del Palatino. C’è una folla ad attenderlo, ci sono i big, Dario Franceschini tra tutti. “Nicola, Nicola”, ritmano i suoi. “Ha vinto l’Italia”, dice lui tra l’assedio delle telecamere. Prime parole che danno subito il senso che qualcosa è cambiato. Poi in sala, dal palco del comitato, lo chiarirà meglio: “Non sarò mai un capo, ma il leader di una comunità“. Il renzismo si chiude qua, insomma.

E il Pd che Zingaretti vuole mettere in piedi – “ci metterò tutto me stesso, ve lo giuro” – è un “nuovo partito” baricentro di “nuove alleanze” con “le porte spalancate” ai “molti che oggi sono tornati”, “ai delusi”, a quelli che il 4 marzo non ci avevano votato” e che “oggi erano in coda ai gazebo. Molti sono tornati e molti torneranno”. Una sfida non da poco. Che dovrà misurarsi subito, tra poco più di due mesi, alle europee del 26 maggio.

“Nicola è uno che vince, vince sempre”, ripetono come un mantra i suoi. Ma la partita è tutta in salita e come il Pd si presenterà alle europee, con quali alleati e candidati sarà da domani mattina il primo impegno del nuovo segretario. Intanto, ci sarà un primo atto del nuovo leader dem, “una sorpresa”, domani a Roma. Mentre al Nazareno, a quanto viene riferito, il neo segretario non si farà vedere subito. Del resto la proclamazione ci sarà tra due settimane, all’assemblea del 17 marzo, ma alla segreteria Zingaretti lavorerà da subito. Ci sarà una gestione unitaria? gli viene chiesto: “Io credo in un partito plurale”, la risposta del governatore.

Zingaretti replica con un’affluenza e una percentuale inaspettate “ai tanti che già facevano l’orazione funebre al Pd”. Parte solida la nuova segreteria per la partecipazione e per il consenso. “Come Renzi? Meglio di Renzi – dicono i suoi – perché nel 2017 non eravamo messi così”. A un anno esatto dalla “devastante sconfitta” del 4 marzo, dice Zingaretti, “ci è stata data di nuovo fiducia. Per noi è una grande assunzione di responsabilità”.

E l’obiettivo è non deludere. “Ovunque vado, da Nord a Sud, mi dicono: ’Nicola, noi torniamo ma stavolta non deludeteci, attenti perché è l’ultima spiaggia’”. La risposta del neo segretario è la costruzione di un nuovo Pd e nuove alleanze, un partito che torni a “guardare le persone non dal dirigibile o dal chiuso delle stanze ma nella vita concreta”.

“Io non so perché sia toccato a me, non l’ho ancora capito, ma se siamo arrivati a questo tornante della storia è perché non sono mai stato solo in questa avventura”. E ancora: “Non sarò solo, non vorrò mai essere solo. Venite, entrate nel nostro partito. Controllateci”. E le parole d’ordine del Pd di Zingaretti saranno due: “Unità e ancora unità. Cambiamento e ancora cambiamento“.

“Invito tutti gli italiani e le italiane: venite nel nostro partito. C’è bisogno di voi. Voltiamo pagina. Ognuno – dice Zingaretti dal palco nel suo primo discorso da segretario – con dentro il cuore le proprie radici che non dobbiamo rinnegare. Venite con dentro il cuore le vostre radici raccontando con orgoglio le stagioni più belle della vostra storia: l’Ulivo di Prodi, la nascita del Pd, l’impegno di tutti i nostri governi che ci hanno salvati dalla bancarotta. Io farò di tutto per essere all’altezza. E essere all’altezza vorrà dire sapere ascoltare e sapere decidere. Apriremo una nuova fase costituente per un nuovo Pd che dovrà avere dei segnali chiari per far contare di più le persone”.

Un Pd che, scandisce Zingaretti, sa offrire “un’altra strada rispetto al governo gialloverde. Da oggi noi non vogliamo solo contestare l’avversario, solo fare opposizione ma siamo qui convinti di poter mettere in campo idee migliori per gli italiani rispetto a questo governo illiberale e pericoloso“. Dall’ambiente, alla sicurezza, al lavoro. Zingaretti dedica la vittoria a Greta, la ragazza svedese che si batte per “la salvezza del pianeta”, ai “5 milioni di poveri”, ai giovani disoccupati.

E a Matteo Salvini che parla di voti dimezzati alle primarie in 10 anni, Zingaretti ribatte lasciando per un attimo i soliti toni soft: “Salvini? Si vede che gli rode, non si aspettava quasi due milioni di persone… Quando Salvini fa queste dichiarazioni sono sereno”. Poco dopo le 11 Zingaretti lascia il comitato diretto a casa, quartiere Prati di Roma. Chiude la giornata partita dal voto al gazebo a piazza Mazzini e il pranzo al mare a Maccarese con la famiglia e il fratello Luca, attore e interprete del commissario Montalbano. Da domani comincia la sua sfida in un Pd in cui i sostenitori di Renzi si sono rivelati minoranza ai gazebo, viste le percentuali di Martina e Giachetti, ma che restano forti nel partito. A partire dai gruppi parlamentari che erano e sono a trazione renziana.

Berlusconi: “Alleanza Lega-5S cadrà”

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Salvini si è intricato in questo contratto. Penso che non sarà lui a gestire l’alleanza ma saranno i fatti a farla cadere“. Lo ha detto l’ex presidente del Consiglio e leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, arrivando in cattedrale a Matera per l’incontro con il vescovo della città lucana, Antonio Giuseppe Caiazzo.

“Se non cade prima delle europee, mi auguro che cada al più presto: perché tutto ciò che decidono questi signori dei Cinque Stelle è irraggiungibile” ha detto il leader di Forza Italia, accolto da un bagno di folla (VIDEO). “Più si va avanti e più questo governo non fa bene” ha ribadito prima dell’incontro. “Sarà difficile uscire dalla crisi che ha generato. Spero che non si vada avanti ancora a lungo”.

Addio a Tullio Gregory

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E’ morto ieri a Roma il filosofo Tullio Gregory, uno dei massimi storici della filosofia medievale e moderna, autore di uno dei più diffusi manuali per i licei. Aveva compiuto 90 anni lo scorso 28 gennaio. La camera ardente si terrà domani a Roma, dalle 10.30 alle 19, nella sede dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani dove ha lavorato fino a pochi giorni fa. Martedì 5 marzo, alle 11.30, si terrà la commemorazione accademica nella sua facoltà di filosofia a Villa Mirafiori sede dell’Università La Sapienza di cui era professore emerito. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha espresso il suo cordoglio per la scomparsa di Tullio Gregory, insigne figura di intellettuale e studioso, profondo conoscitore del pensiero dell’età medievale e moderna. E’ quanto si legge in una nota del Quirinale.

In occasione dei suoi 90 anni Tullio Gregory era stato festeggiato con un brindisi all’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani, a cui collaborava dal 1951. Dopo la decennale uscita di scena di Vincenzo Cappelletti, nei corridoi e nelle stanze della Treccani, nel palazzo Mattei di Paganica a Roma, Tullio Gregory era ’il professore’ per antonomasia. Nato a Roma nel 1929, Gregory è stato docente di storia della filosofia medievale e di storia della filosofia presso l’Università di Roma ’La Sapienza’, occupandosi in particolare della storia del platonismo e del naturalismo medievali (Platonismo medievale. Studi e ricerche, 1958) e della cultura filosofica europea dei secoli XVI e XVII, ponendo in risalto i momenti di passaggio e di crisi e svolgendo studi di storia delle idee e del pensiero scientifico. Tra le sue opere: ’Scetticismo ed empirismo. Studio su Gassendi’ (1961), ’Etica e religione nella critica libertina’ (1986), ’Origini della terminologia filosofica moderna. Linee di ricerca’ (2006).

Socio nazionale (1987) dell’Accademia dei Lincei, Tullio Gregory aveva promosso nel 1964 il gruppo di ricerca Cnr del Lessico Intellettuale Europeo (Centro Cnr dal 1970, poi Istituto per il Lessico Intellettuale Europeo e Storia delle Idee, Iliesi, dal 2001), di cui è stato direttore dalla fondazione. È stato directeur d’études all’École pratique des hautes études di Parigi (1975-77, 1985-86) e professore alla Sorbona (1986-87) che gli ha conferito la laurea honoris causa (1996).

Entrato all’Enciclopedia Italiana nel 1951, ha diretto la sezione di storia della filosofia e del cristianesimo nel Lessico Universale, collaborando al Biografico, alla Dantesca e alla Virgiliana. Da un suo documento di lavoro, e da una parallela nota propositiva di Vincenzo Cappelletti, prese l’avvio la preparazione dell’Enciclopedia del Novecento, nel cui Comitato direttivo fu designato dall’allora presidente Aldo Ferrabino. Direttore delle Appendici (dalla V alla IX) della Enciclopedia Italiana di Lettere, Scienze ed Arti, direttore della Enciclopedia della Moda e della Storia del XX secolo, membro dal 1980 del consiglio scientifico dell’Istituto della Enciclopedia Italiana, dal 1993 al 1994 è stato anche membro del consiglio di amministrazione della Rai. Il filosofo fece parte della cosiddetta ’Rai dei professori’, nata per rilanciare la più grande azienda culturale del Paese. Presidente del Cda era il professore Claudio Demattè, docente di economia aziendale all’Università Bocconi di Milano. Oltre a Gregory, gli altri consiglieri erano l’editrice palermitana Elvira Sellerio, il giurista veneziano Feliciano Benvenuti, e il giornalista Paolo Murialdi, uno dei massimi studiosi della storia della carta stampata.

Gregory con i colleghi Francesco Adorno e Valerio Verra ha firmato uno dei manuali di filosofia più diffusi nei licei e negli istituti magistrali, che ha segnato la storia dell’insegnamento della disciplina per più di una generazione di docenti e studenti. Il libro in tre volumi (destinato all’ultimo triennio di studi) esordì nelle edizioni scolastiche della casa editrice Laterza nel 1973 come ’Storia della filosofia. Con testi e letture critiche’. Nel 1999, dopo un’ampia e profonda revisione, i tre autori diedero vita al ’Manuale di storia della filosofia’, sempre pubblicato da Laterza. Nominato nel 2002 cavaliere di Gran Croce della Repubblica Italiana, dal 2006 Gregory è stato membro del consiglio scientifico del Dipartimento identità culturale del Cnr.

Tullio Gregory oltre che storico della filosofia è stato anche un raffinato gourmet. Firma infatti la sezione ’cucina filosofica’ del Festival della Filosofia di Modena, Carpi e Sassuolo fin dalla prima edizione. In tale veste ha ideato menu per pranzi e cene filosofici all’insegna della tradizione e a partire dai prodotti tipici modenesi e della cucina dell’Emilia-Romagna. Ha spiegato al riguardo lo stesso Gregory: “E’ a tavola che forse troviamo quella verità intera, piacevole, morbida, profumata che possiamo non solo contemplare ma gustare, come volevano i mistici medievali. A tavola noi abbiamo la manifestazione e il trionfo dell’assoluto, del bene, del buono, del bello nelle sue storiche determinazioni”.

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4 Marzo 2019