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ANTONIO TAJANI NEO ELETTO PRESIDENTE DEL PARLAMENTO EUROPEO

La presidenza della UE, che nel 1979 era stata assunta dall’ On.le Furio Colombo, a distanza di 38 anni è tornata ad essere Italiana con una vittoria che, con 351 contro i 282 ottenuti dal socialista Gianni Pittella, al 4° turno del ballottaggio è stata conseguita dal parlamentare UE On. Antonio Tajani che, essendo già transitato nel parlamento italiano dalle simpatie monarchiche sino a divenire esponente del partito popolare di centro destra cofondatore di Forza Italia, da tempo si era fatto apprezzare per il suo percorso di merito nel Parlamento UE, per sei anni in veste di Vice Presidente e anche in qualità di membro della Commissione UE per l’Industria; essendosi sempre evidenziate le sue qualità di consumato diplomatico.

Con l’orgoglio del momento non scevro dalla sensibilità della dedica alle tante vittime del terremoto con cui il neo eletto Presidente ha voluto mantenere l’attenzione sulla nota dolente del recente lutto italiano, questa vittoria sembra essere pendànt allo schiudersi di ben altri scenari politici; non tanto nel ritrovarsi i socialisti senza poltrone ai vertici del Parlamento UE, quanto nella politica che il Presidente Tajani preannuncia di volere orientare a quella “garanzia di una Presidenza a favore di tutti, nel rispetto di tutti i deputati e di tutti i gruppi”; ciò che si tradurrebbe in rispetto delle necessità nazionali espresse dai relativi parlamentari.

Tanto risponde in pieno alla necessità di “attenzione globale” che si possa tradurre in decisioni tendenti a rendere realmente unita una Comunità Europea che, al momento, sembra naufragare fra direttive autoritarie del più forte nazionalismo che, al suo interno, indubbiamente è recepito essere quello della Germania da cui, proprio in questi giorni, peraltro al di fuori di quanto di sua stretta pertinenza, è partita la critica di una presunta “non conformità” tecnica delle auto italiane Fiat- Craysler; evidentemente, non tenendo in conto di dovere tenere a bada soprattutto la sua questione Volkswagen.
D’altra parte, l’unico punto concreto di unione è stato quello di un vincolo monetario che ha stretto nella morsa di debiti nazionali sempre più capestro; di tutta evidenza nel caso della Grecia così come, proprio ora mentre l’Italia viene insignita del comando di questa nave UE che naviga anche in acque agitate dal terrorismo, proprio la nostra Nazione viene fatta oggetto della minaccia di una procedura di infrazione se entro il 1° febbraio prossimo non si saranno apportati correttivi dello 0.2% del Pil per rendere la legge di bilancio 2017 conforme alle regole UE; laddove, in risposta a questa ferrea ingiunzione dell’ultim’ora diviene più che mai calzante l’invito ad un “rigore” che preveda anche una più equa gestione della questione immigrati da parte di tutta la Comunità; mentre, penalizzata, risulta soprattutto l’Italia oltre che la Grecia dove il nostro Presidente Sergio Mattarella è stato raggiunto dalla “lettera-ingiunzione” del Parlamento Europeo.
In definitiva, comunque, ci si ritrova ad assaporare lo “zuccherino” dell’elezione di un Presidente UE di nazionalità Italiana; nel contempo, dovendo fare i conti con una ennesima “frustrata”UE.

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18 Gennaio 2017