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Arcuri: “Non stiamo ancora vincendo” (Altre News)

Coronavirus, Arcuri: “Non stiamo ancora vincendo”

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“La nostra battaglia prosegue senza sosta ma dobbiamo evitare di pensare che stiamo vincendo. Gli indicatori ci raccontano solo che stiamo cominciando a contenere la portata del virus” ma “la diffusione è ancora rilevante”. Lo ha detto il commissario per l’emergenza Domenico Arcuri nel corso di un punto stampa nella sede della Protezione civile.

“Non vi fate influenzare da sensazioni e calendari, ne usciremo solo se ognuno di noi continuerà a fare la sua parte – ha avvertito – Alcune immagini circolate sui social e in tv che mostrano gente in giro sono deplorevoli e non vanno prese ad esempio”. “Nulla è cambiato – ha scandito Arcuri – vi imploro di mantenere comportamenti responsabili”.

Entrando nel dettaglio e illustrando i dati, il commissario ha spiegato che “le attività di approvvigionamento di dpi e delle apparecchiature strumentali proseguono senza sosta. I posti letto in terapia intensiva, che erano 5.579, sono 9.284, il 79 per cento in più. Quelli dei reparti di malattia infettiva e pneumologia, che erano 6.198, ora sono 34.320, oltre 4 volte di più”.

Arcuri ha inoltre riferito che “fino a ieri sera abbiamo complessivamente distribuito 72,3 milioni di apparecchiature e dpi. Il 30 marzo erano 48,8 mln, in 5 giorni abbiamo distribuito il 48% di questi indispensabili strumenti in più. I dpi che sono stati inviati alle Regioni sono a ieri 51,8 mln, lunedì scorso erano 40,6 mln”. “Desidero ringraziare ancora il Dipartimento della Protezione civile e il ministero della Difesa”, ha aggiunto.

“Abbiamo consegnato 1.679 ventilatori, oggi ne distribuiremo altri 133 – ha detto ancora – Adesso anche le Regioni del sud sono progressivamente dotate di strumenti necessari per il contrasto all’epidemia”. “Continuiamo a lavorare su due fronti: l’incentivo Cura Italia e le misure di semplificazione – ha spiegato – In 9 giorni sono state presentate 447 proposte di investimento per riconvertire o ampliare impianti di produzione di dpi”, e di queste “217 sono state rigettate, 200 sono in valutazione e 30 sono state approvate”.

“Anche in Italia è possibile promulgare una norma il 17 marzo, avviare un conseguente incentivo il 26 marzo e approvare i primi investimenti il 2 aprile, 16 giorni dopo, è bello sapere che quando vogliamo siamo un Paese normale”, ha sottolineato Arcuri, specificando che “i 30 investimenti sono 16 riconversioni e 14 ampliamenti, verranno effettuati in 10 diverse Regioni, produrranno un investimento complessivo di 13,6 mln, serviranno a realizzare mascherine non chirurgiche e chirurgiche, alcuni hanno già il marchio Ce altri sono in attesa dell’autorizzazione dell’Iss”.

In particolare, riguardo alle mascherine, “nessuna delle aziende che fanno parte delle 30, i cui investimenti sono stati approvati dall’incentivo Cura Italia, produce attualmente mascherine Ffp2 e Ffp3. Producono invece mascherine cosiddette non sanitarie e progressivamente produrranno mascherine chirurgiche, non ancora mascherine Ffp2 e Ffp3. Le produzioni che avverranno all’interno degli istituti penitenziari di Milano, Salerno e Rebibbia produrranno mascherine sanitarie, non chirurgiche, né Ffp2 e Ffp3. Noi auspichiamo che progressivamente ci possa essere anche una produzione nazionale di quelle tipologie per adesso ci accontentiamo di garantirci un’autonomia sulle prime che ho citato”. Per “produrre le Ffp2 e le Ffp3”, ha spiegato ancora Arcuri, “è più complesso il processo, è più complessa l’autorizzazione, non è quello il punto dal quale si parte ma il punto al quale si auspica di arrivare”.

Poi, a una domanda sulle mascherine per i medici, ha risposto: “Oggi abbiamo in distribuzione 620mila mascherine per i medici” e “si concluderà tra stasera e lunedì mattina”.

In merito alle polemiche di questi giorni, Arcuri ha sottolineato che “tutte le informazioni sono disponibili online da sabato scorso. Le Regioni verificano il materiale che viene loro consegnato e riscontrano i dati. Questo offre a noi un’altra opportunità, ci permette di non impiegare il nostro tempo a rispondere a chi con una frequenza e una intensità decrescente continua a rivendicare, polemizzare e puntualizzare. E’ tutto trasparente, tutto tracciato”.

Coronavirus, salgono a 80 i medici morti in Italia

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Sono saliti a 80 i medici italiani morti per coronavirus. Dopo la notizia del decesso del medico di famiglia Giovanni Battista Tommasino, originario di Castellammare di Stabia, comunicato dalla Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale), la Fnomceo (Federazione nazionale Ordini medici chirurghi e odontoiatri) informa del decesso di Giandomenico Iannucci, medico di famiglia, e di Paolo Peroni, oftalmologo.

Coronavirus Lombardia, 345 morti nelle ultime 24 ore

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Tocca quota 8.656 il numero di decessi da coronavirus in Lombardia, +345 in un giorno. Lo rende noto l’assessore lombardo al Welfare Giulio Gallera nella diretta Facebook per fare il punto sull’emergenza sanitaria Covid-19. Si tratta di un trend stabile.

Tocca quota 49.118 il numero dei contagiati, +1.598 in un solo giorno. Cala, invece, il numero delle terapie intensive pari a 1.326 in regione, -55 nelle ultime 24 ore. Il numero dei ricoverati non in terapia intensiva è di 12.002 (+200), i dimessi salgono a 27.134 di cui 13.242 con un passaggio in ospedale. I tamponi effettuati sono 141.877 (+6.826).

A crescere maggiormente è la provincia di Milano che tocca i 10.819 casi (+428), di cui a Milano città 4.352 (+178), seguono le province di Bergamo 9.588 (+273) e Brescia 9.180 (+166). (segue)

Coronavirus, oltre 3mila positivi nel Lazio: 193 in terapia intensiva

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Sono 3.106 gli attuali casi positivi a Covid-19 nella Regione Lazio. Di cui 1677 sono in isolamento domiciliare, 1236 sono ricoverati non in terapia intensiva, 193 sono ricoverati in terapia intensiva. Sono 212 i pazienti deceduti e 439 le persone guarite. In totale sono stati esaminati 3757 casi. Lo comunica l’assessorato alla Sanità del Lazio sui social a proposito dell’emergenza coronavirus.

Coronavirus, 30 positivi denunciati per violazione quarantena

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Ieri sono stati controllate 254.959 persone e 93.064 negozi. Sono i dati diffusi dal Viminale relative alle verifiche sul rispetto delle misure di contenimento del coronavirus. Trenta i positivi denunciati per aver violato la quarantena e 8.187 le sanzioni, 83 le persone denunciate invece per false dichiarazioni. Sono invece 136 i titolari di attività commerciali sanzionati, 7 i negozi chiusi e 22trolli quelli sottoposti a chiusura provvisoria.

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5 Aprile 2020