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Argentina, primo sì all’aborto

Argentina, primo sì all’aborto

cms_9446/Argentina_manifestazione_aborto_Afp.jpgLa Camera bassa del Parlamento argentino ha approvato la legalizzazione dell’aborto con una ristretta maggioranza di 129 voti a favore e 125 contrari. Il voto è giunto dopo 23 ore di acceso dibattito, con manifestazioni di segno opposto all’esterno del Parlamento.

Attualmente nel paese latino americano a maggioranza cattolica l’interruzione di gravidanza è possibile solo in caso di stupro o rischio per la vita della madre. Con la nuova legge, che ora deve passare al vaglio del Senato, potrà essere effettuata gratuitamente negli ospedali pubblici fino alla 14esima settimana.

Migliaia di persone, soprattutto donne, hanno sfidato il freddo manifestando per tutta la notte davanti al Parlamento in attesa del voto. Dopo il risultato vi sono state scene di entusiasmo con abbracci e grida di “abbiamo vinto”. I manifestanti antiabortisti hanno invece intonato l’inno nazionale.

Putin invita Kim

cms_9446/kim_jong2_afp.jpgIl presidente russo Vladimir Putin ha invitato il leader nordcoreano Kim Jong-un in Russia a settembre, “nell’ambito del Forum orientale di Vladivostok o separatamente”.

Putin ha trasmesso l’invito al presidente dell’Assemblea popolare della Corea del Nord, Kim Yong nam, che ha incontrato oggi.

Il vertice fra Kim Jong-un e Donald Trump ha “rimandato le prospettive negative, fino anche a un conflitto militare esteso, e ha fatto nascere nuove prospettive per risolvere l’insieme dei problemi in modo pacifico e diplomatico”, ha affermato Putin che ha detto di accogliere con favore i contatti fra i leader delle due Coree e quelli fra Trump e Kim e sottolineato come la Russia “abbia sempre perseguito la soluzione dei problemi della Penisola Coreana”. “Accogliamo con favore e anche teniamo molto in conto il risultato del vertice fra Kim e Trump”, ha precisato Putin.

50mila euro per un servizio di piatti, Eliseo sotto accusa

cms_9446/Macron_Brigitte_Canada_Afp.jpgForse distratto dalle polemiche con Roma per la questione migranti, Emmanuel Macron non si è accorto di quelle che stavano scoppiando in patria. Il presidente francese e la consorte Brigitte sono finiti nel mirino della stampa per il nuovo servizio di porcellana da 1.200 pezzi che la premiere dame ha voluto per le cene di gala all’Eliseo. Costo dell’operazione, secondo la presidenza francese, 50mila euro. Quasi 500mila euro, invece, secondo il giornale satirico ’Le Canard enchainé’.

Ad aggiungere benzina sul fuoco, contribuendo a dare l’immagine di una coppia presidenziale che vive tra agi e privilegi, incurante delle difficoltà quotidiane del francese medio, un video postato su Twitter dal portavoce del presidente, Sibeth Ndiaye. Nel filmato Macron si scaglia contro la “barca di soldi” che vengono “buttati” nei sussidi per i più disagiati e che non sembrano avere effetti sulla povertà. “Chi nasce povero resta povero”, afferma il presidente francese, già in passato finito nel mirino dei media per aver speso decine di migliaia di euro in trucchi e cosmetici.

Immediate le risposte degli utenti del social network, che hanno avuto gioco facile nell’accusare Macron di “buttare una barca di soldi nei piatti”. I funzionari dell’Eliseo, per arginare la polemica, hanno spiegato che il servizio di porcellana del palazzo presidenziale risaliva ai tempi di Jacques Chirac, oltre un decennio fa, e che alcuni pezzi addirittura erano stati acquistati negli anni ’50 e non erano più utilizzabili.

Il nuovo servizio scelto da madame Macron è stato realizzato da una fabbrica di porcellane di Sèvres, storica fornitrice dell’Eliseo, fin dal 1848. La presidenza francese ha spiegato che in realtà i 1.200 pezzi sono stati forniti gratuitamente e che i 50mila euro sono stati necessari per coprire le spese delle decorazioni, ideate dall’artista Evariste Richer, che riproducono una stilizzazione del Palazzo dell’Eliseo. Di qui il calcolo fatto da Le Canard enchainé, secondo il quale il costo reale di ciascuno dei 1.200 pezzi del servizio si aggira su una media di 400 euro a pezzo, pari quasi a mezzo milione di euro.

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15 Giugno 2018