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ARTE E DEMOCRAZIA – L’espressione creativa come voce di protesta

Fin dall’antichità, l’arte non è mai stata solo una forma di bellezza e di intrattenimento, ma anche uno strumento propagandistico, di protesta e un mezzo per far sentire la propria voce. Infatti gli artisti grazie alla loro creatività riescono a comunicare messaggi profondi e a far suscitare negli animi delle persone delle forti emozioni, che possono portare ad una riflessione collettiva.

Ne abbiamo già un esempio con le incisioni rupestri, con le quali si voleva rappresentare la lotta contro gli invasori, oppure in Egitto, dove le immagini dei faraoni deposti o caduti in disgrazia venivano spesso danneggiate o distrutte come forma di protesta contro il loro dominio; a Roma ci furono personaggi usavano la loro arte per criticare la società e il potere, e nella Grecia classica i tragediografi mettevano in luce con le loro opere i disagi della società e dell’uomo che la componeva.

Così come nel XVIII secolo vennero realizzate caricature che prendevano in giro i potenti, anche nella storia del XX e XXI secolo ci sono stati grandi artisti che hanno contribuito a lanciare messaggi importanti alla società: Picasso, con il suo quadro Guernica del 1937, realizza un simbolo della sofferenza portata dalla guerra e della lotta contro il fascismo, tanto che verrà definito uno degli emblemi del pacifismo e della lotta contro la violenza.

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Guernica, 1937 – Pablo Picasso – Museo Reina Sofia

Anche Francisco Goya con Le fucilazioni del 3 maggio, che raffigura la repressione degli spagnoli durante il dominio napoleonico, quando gli venne chiesto perché avesse scelto di dipingere una scena così cruda disse che voleva “insegnare agli uomini a non essere più barbari.”

Tuttavia, un genere artistico che si diffonde maggiormente negli anni 2000 e che è uno degli esempi più provocatori e diretti della protesta artistica è lo street art, con il suo più grande esponente, Banksy. Le sue opere hanno sollevato tematiche quali il consumismo, la libertà e la sorveglianza utilizzando umorismo nero e satira, che ha permesso a questi messaggi di arrivare ad un pubblico molto vasto e variegato, stimolando riflessioni e dibattiti su temi di attualità bruciante.

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La Madonna con la Pistola – Banksy – Napoli

Ma anche nell’ambito musicale esistono degli esempi lampanti di come l’espressione creativa possa mandare messaggi di uguaglianza e pace.

Già negli anni ‘60 la cantante afroamericana Nina Simone affronta nella sua musica la tematica della segregazione razziale, raccontando storie di oppressione, resistenza e speranza nella comunità nera. Nella canzone Missisipi Goddam, la cantante racconta dell’omicidio a sfondo razziale di quattro ragazze, mentre in Four Women ci è descritto il conflitto interiore a cui la donna afroamericana deve andare incontro nella società.

Anche nella musica moderna dei nostri giorni continuano ad esserci rappresentanti di attivismo contro il razzismo, come la pop star Beyoncè con la sua canzone Freedom e il rapper Kendrick Lamar con il brano Alright , i cui versi vengono spesso intonati durante manifestazioni come quelle di Black Lives Matter.

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To Pimp a Butterfly –2016 – Kendrick Lamar

Concludendo, l’arte sotto forma di protesta non è solo un modo per esprimere dissenso, ma anche un modo per educare e sensibilizzare i cittadini di tutto il mondo, sopratutto i più giovani attraverso la creatività e la sensibilità degli artisti. Inoltre, spesso l’arte viene d’aiuto quando non ci è permesso di esprimere ciò che vogliamo con la nostra voce, motivo per il quale appare sovente più efficace di essa. L’espressione artistica è perciò sempre in costante dialogo con l’attivismo, ed è proprio questo dialogo, al cui centro c’è l’artista, che ci permette di costruire una visione di un mondo migliore e di un futuro più sereno.

Data:

20 Febbraio 2024