RICORDI DI UN PASSATO:JOLENA BALDINI "BERENICE"

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cms_20810/1v.jpgMaria Casalanguida appartiene alla Roma residenziale, nata all’ombra del braccianese Castello Odescalchi, e residente a poca distanza da dove è nata, nel territorio di Riano Flaminio, dove oggi vive ed opera. Ma fra questa nascita e questo approdo corre una storia degna di cronaca...

così allora iniziava a scrivere Jolena Baldini nella presentazione al catalogo della mia mostra. Ma chi era era Jolena Baldini che amava firmare i suoi articoli con il nome di Berenice? Moltissimi di voi la ricorderanno...

La sua rubrica “Settevolante” su “Paese sera” era diventata storica, famosi i suoi romanzi, interessantissime le sue interviste ( ricordo quella a Montale, a Paolo Pasolini, a Moravia, a De Chirico...) e tanto, tanto altro...

Conoscerla, ascoltarla, passare del tempo con lei significava davvero prendere coraggio per affrontare la vita. La stimavo tantissimo e mi piaceva così tanto quella sua treccia che spessissimo e in periodi diversi della mia vita, facevo crescere i miei capelli fino a poterli intrecciare, così...come faceva lei!

Ma torniamo a noi ed a voi che leggete...

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Jolena Baldini e Federico Fellini

Vocata alla pittura, come sempre accade a chi nasce col senso dell’arte, fin dall’età in cui per la prima volta affronta un foglio di carta con un lapis Maria sogna di seguire un corso di Belle Arti. Ma dopo la scuola d’obbligo la famiglia le impone studi più consoni ad una impeccabile educazione borghese, e invece del liceo artistico dovrà iscriversi al classico. Porta avanti gli studi fino a un approdo universitario; quindi segue con diligenza l’iter della tipica brava ragazza del suo ceto: dai banchi di scuola passa a quelli di un ufficio e si fa impiegata attiva, amabile e amata...

...Negli spazi concessi alla sua giovane e apprensiva esistenza dall’impegno lavorativo, invece di cercare un marito, Maria cerca di dipingere. E quando è un marito a cercare lei, Maria sfugge, tergiversa, procrastina.

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Amanti in turchino, acrilico su carta

In realtà l’arte è in cima ai suoi pensieri, sempre sospinta dalla sua felice e imprevedibile ansia di fare pittura. Quando può mèstica tinte, visita musei, legge il trattato dei colori di Goethe, cerca ogni mezzo per farsi sempre più vicina al mondo dell’arte. Poi il colpo di testa. Va a Venezia dove frequenterà l’Accademia delle Belle Arti, sarà la visitatrice più assidua delle biennali, la presenza più costante in tutti i luoghi d’arte e manifestazioni culturali...

...Nasce quella sua pittura folgorata dal colore e priva di incertezze che parte dalla lezione cubista, che Maria Casalanguida ha tradotto in rigore stilistico.

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Venezia Briccole – acrilico su tela - Collezione Laura Biagiotti

E quel rigore che nella ripetizione di certi elementi posti in successione che compongono i suoi quadri, come motivi architettonici veneziani, filari di coltivazioni floreali o tramature di boschi cedui, sembra perseguire il senso di un andante musicale, fastoso e solenne, mai tuttavia malinconico. Perché nei quadri della Casalanguida, qualunque sia il tema che ha scelto di collocare all’interno dei suoi stilemi pittorici, erompe sempre la vita.

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Per adagio di Abinoni - acrilico su tela - Collezione Laura Biagiotti

Nella sua pittura il colore non è solo elemento materico utilizzato per dare apparenza alla forma, ma voce essenziale del quadro stesso, sempre determinante nel ruolo di definirne i significati. E quel suo rigore geometrico può anche risultare compiutezza calligrafica, ma non (mai) rigidità emotiva.

Le forme che Maria Casalanguida dipinge, pure in quella loro stilizzazione, che sembra arieggiare un reinventato Liberty, sono sempre mosse da una loro morbida dolcezza; le sue accensioni cromatiche hanno sempre toni passionali anche quando l’artista usa colori freddi, verdi, azzurri e viola chinici.

Quella stessa tecnica che è alla base della ripetitività che è alla base ti tanti suoi quadri di paesaggio (ma attenzione:in Maria Casalanguida anche i fiori fanno paesaggio, e non soggetto nel contesto di un insieme) la ritroviamo perfino nella composizione a fasce policrome di un cielo (vedi il dipinto San Giorgio con gondole e conchiglie...)

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San Giorgio:” Gondole e conchiglie.” Collezione Laura Biagiotti

Le opere di questa artista sembrano annunciare una visione nuova del mondo, una apertura verso orizzonti altri, ignoti e felici. Anche se il discorso sul presente di Maria Casalanguida è affidato soprattutto alla natura nella quale ha scelto di vivere immersa; a quelle intense coltivazioni di fiori che ha visitato fra il territorio ligure e quello del suo personale fantastico e a quegli intricati, rigogliosi boschi di Riano che saluta e scruta per primi ogni mattina dalla sua finestra.

Maria Casalanguida

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