OMICIDIO STRADALE, REVOCA DELLA PATENTE FINO A 30 ANNI

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Il decreto di legge sugli omicidi stradali cambia con un emendamento depositato pochi giorni fa dal relatore Giuseppe Cucca (pd).Prevista la revoca della patente, anche quella nautica, fino a 30 anni per il pirata che provoca la morte di una persona. Il colpevole però dovrà anche essere in provato stato di ebbrezza o sotto l’effetto di stupefacenti e aver superato i limiti di velocità. Si tratta della terza modifica dell’articolo 6, quello che prevedeva appunto il cosiddetto ergastolo della patente, trasformato poi in sospensione da 5 a 12 anni e oggi sostituito per intero con l’introduzione della revoca. In questo modo dovrebbero essere superati i dubbi di costituzionalità che erano stati avanzati al testo precedente. Ora, con il nuovo testo, dopo la revoca della patente e al termine del periodo previsto dalla legge (da un minimo di 4 a un massimo di 30 anni), sarà possibile sostenere nuovamente gli esami necessari per conseguirla di nuovo.

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Ogni anno in Italia scompare un paese di cinquemila persone. Tante sono le vittime delle strade italiane: 300.000 sono i feriti, ed oltre 20.000 i disabili gravi prodotti da questa guerra non dichiarata. Ancora, dramma nel dramma, ogni giorno nel mondo muoiono in incidenti stradali 500 ragazzi sotto i 17 anni: un totale di oltre 182mila giovani vittime della strada. Un dramma che coinvolge anche l’Italia dove, guardando al 2013, sono morti una media di oltre 2 bambini a settimana, per un totale di 123 vittime con meno di 18 anni. Di queste, ben 47 avevano meno di 14 anni. In molti di questi casi, la responsabilità è di pirati della strada o di soggetti imprudenti che trasformano la loro autovettura in un’arma micidiale. Il parlamento Europeo ha chiesto all’Italia di ridurre del 40% in dieci anni questi numeri. A ciò lo stato italiano ha risposto con un sempre calante presidio del territorio e con un grave ritardo nell’adeguamento degli organici delle forze dell’ordine e delle norme del Codice della strada.

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Secondo il Rapporto Aci - Istat, nel 2013 i sinistri sono diminuiti del 3,7% rispetto al 2012 con -9,8% vittime e -3,5% feriti. Ma l’Europa resta ancora lontana. Soprattutto se si prendono ad esempio Paesi ai quali siamo vicini in termini di sviluppo economico e sociale. Tradotto: con una media di 56,2 morti ogni milione di abitanti rispetto a quella europea di 51,4, l’Italia è al 14esimo posto fra i 28 della UE, dietro a Regno Unito, Germania, Spagna e Francia.

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"Sanzionare pesantemente i pirati della strada significa non solo dare finalmente una risposta efficace alla domanda di giustizia delle famiglie che ogni anno vengono distrutte, ma anche determinare un effetto deterrente che si affianchi all’azione di prevenzione. È per questo che il Governo, che rappresento in Commissione Giustizia, sta lavorando in modo intenso per giungere ad un’approvazione rapida della norma, al fine di adeguare le sanzioni di fronte a comportamenti che rappresentano una minaccia al valore più importante da tutelare, che è la vita umana”, assicura il Viceministro della Giustizia Enrico Costa. Ore decisive dunque. E, anche se finora, in questo campo, l’Italia si è distinta negativamente dal resto d’Europa, con una giustizia lenta ed approssimativa che calpesta la dignità dell’uomo e di quei valori che la nostra costituzione dovrebbe piuttosto tutelare, speriamo in un cambiamento certo, che finalmente porti alla individuazione delle responsabilità, alla punizione dei responsabili con pene commisurate alla gravità dei loro reati e ad assicurare alle vittime o ai loro familiari un risarcimento equo. Perchè i problemi della sicurezza stradale e della giustizia riguardano tutti. Nessuno escluso.

Mary Divella

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