TRAGEDIA DELLA FUNIVIA STRESA-MOTTARONE

I punti ancora oscuri

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Il tragico incidente della funivia dove hanno perso la vita quattordici persone tra cui due bimbi, Mattia di cinque anni e Tom di due anni, poteva essere evitata? Questa è la domanda che tutti si stanno ponendo e a cui la Procura di Verbania sta cercando di dare una risposta. Le indagini hanno già portato a tre fermi, il direttore, Gabriele Tadini, Gigi Nerini proprietario della società che gestisce la funivia Stresa - Mottarone e l’ingegnere, Enrico Perocchio direttore di esercizio della funivia, nonché dipendente della Leitner, società responsabile della manutenzione. Il comandante dei Carabinieri di Verbania, Alberto Cicognani ha dichiarato: “Siccome c’erano delle anomalie che facevano azionare il freno d’emergenza, per garantire il funzionamento della funivia, hanno mantenuto i dispositivi e disabilitato i freni d’emergenza”. Secondo gli inquirenti è stata una scelta fatta per mero scopo economico, avevano consapevolmente disattivato i freni per bypassare un’anomalia che li avrebbe costretti ad un arresto dell’impianto già fermo da lungo tempo a causa dell’emergenza Covid-19 e ad una costosa ristrutturazione. Resta ancora il mistero sulla causa che abbia portato il cavo traente a spezzarsi, stando a quanto riportato da “La Stampa”, i cavi non erano stati sostituiti da circa ventitré anni, da quando nel 2014 era stata effettuata la revisione completa dell’impianto.

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La previsione, secondo quanto dichiarato da “Dovesciare.it”, è quella di sostituire tutto tranne le funi, per le quali è previsto solo il controllo. La legge prevede la loro sostituzione ogni vent’anni anni, ma in ballo c’è anche la normativa europea che proroga tale intervento di ulteriori dieci anni. Secondo Nerini “Non si teneva in considerazione che, nel 2028, a soli due anni dalla scadenza della concessione nel 2030, al gestore sarebbe toccato sostituire le funi”, dichiarazioni queste rilasciate a Verbania notizia. Ad oggi, a conti fatti, i cavi sono in funzione da ventitré anni. Spetterà ai periti incaricati dalla Procura di Verbania accertare se il cavo traente spezzato fosse usurato o meno, causandone così la rottura. Nel frattempo la società Leitner ha tenuto a precisare di aver effettuato il previsto controllo periodico annuale nel mese di Novembre del 2020 terminato con esito positivo. Secondo gli accertamenti e le verifiche della Procura di Verbania la proprietà dell’impianto della funivia dovrebbe essere della Regione Piemonte, poiché non sarebbe mai stato perfezionato il passaggio tra la Regione Piemonte e il Comune di Stresa. Gli inquirenti stanno ultimando le verifiche e controlleranno anche se la disputa per la proprietà si sia trasformata in un buco, in cui il concessionarioabbia ricevuto minori segnali per effettuare una corretta gestione sotto il profilo della sicurezza. Resta lo sgomento per la perdita di quattordici vittime sacrificate sull’altare del profitto e per le parole dette dal Presidente della Commissione parlamentare Antimafia, Nicola Morra: “…Forse se l’operatore del Mottarone avesse avuto ristori, chi ha avuto vistose diminuzione di entrate, forse avremmo quattordici morti in meno”. Sarebbe stato giusto dire che forse se l’operatore del Mottarone avesse avuto una coscienza, forse avremmo quattordici morti in meno, niente giustifica lo scommettere sulla vita degli altri per mero lucro che portato ad un atto criminale e volontario. Cosa vorrebbe far passare Morra? Che chi è in sofferenza economica è autorizzato ad uccidere?

Anna Di Fonzo

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