FRANCIA IN LACRIME

Da oggi sono stati decretati tre giorni di lutto nazionale

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La Francia si risveglia di nuovo sotto attacco, sotto l’assedio del terrore jihadista.Stavolta è accaduto a Nizza. E non in un giorno normale, ma il 14 luglio. Il giorno in cuisi celebra la festa più cara ai francesi. Le 14 Juillet, dal 1880, la Francia si ferma per festeggiare la presa della Bastiglia, l’evento che diede il via alla Rivoluzione francese. Il giorno in cui, per eccellenza, si riaffermano i valori dell’uguaglianza, della fraternità e della libertà. E l’attacco terroristico sembra davvero anche un attacco a quei valori fondanti la democrazia transalpina.

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E’ questo, per il Paese, il terzo attentato nel giro di un solo anno e mezzo. Il 7 gennaio 2015 i terroristi di Al Qaeda facendo irruzione nella redazione del giornale satirico Charlie Hebdo, a Parigi, uccidono 12 persone e ne feriscono altre 11. Il 13 novembre un commando armato, in contemporanea, assalta il teatro Bataclan, lo Stade De France e tre locali della capitale. E’ una carneficina: restano uccise 130 persone. Stavolta è diversa la città, Nizza, e le modalità, un camion con un conducente armato di pistola che investe i passanti e spara loro dall’abitacolo del suo tir. Ma identica è la follia omicida. La paura di un cambio di passo però era già stata annunciata dai servizi segreti francesi. Il capo dei servizi segreti, Patrick Calvar, il 24 maggio scorso, riferendo a una commissione parlamentare d’inchiesta, spiegava che c’erano segnali di un cambio di modalità negli attacchi: Calvar ha fatto riferimento alla possibilità che cominciassero gli assalti con veicoli armati. Del resto, sempre negli ultimi mesi, la propaganda dell’Isis sul web aveva incitato i lupi solitari a colpire in Occidente. Cosa più inquietante, il portavoce dell’Isis, Adnani, aveva dichiarato proprio: "Investiteli con l’auto". Fu uno degli appelli ai lupi solitari in Europa e nel mondo del portavoce dell’Isis, Adnani. La notizia era stata riportata da Site, il sito che monitora le attività jihadiste sul web: agli attentatori era stato consigliato di usare i camion come delle falciatrici, "non per tagliare l’erba ma per falciare i nemici di Allah".

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Spontaneo, a questo punto, è chiedersi: ma perché sempre la Francia? Le ragioni sono molteplici e dipendono non solo dalla storia di questo paese ma anche dalla politica estera e dalle strategie che la Francia ha adottato nel corso degli ultimi decenni. Da paese culla dei diritti dell’uomo, che ha dato asilo a esuli, attivisti, ricercati e terroristi del mondo intero, si è trasformata nel simbolo dell’odio anti-occidentale con sacche di violenza nascosta, pregressa.Anche la sua politica di accoglienza di terroristi negli anni ’70 e l’aver appoggiato in Europa e Medio Oriente fazioni, partiti rivoluzionari, guerriglie locali, dissidenze in cambio della deposizione delle armi si trasforma, nel tempo, in un’arma a doppio taglio.

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E pensare che Nizza si era anche preparata a un eventuale attentato. Nei mesi scorsi si erano svolte simulazioni in previsione degli eventi che richiamano nella capitale della Costa Azzurragrandi folle, come il Carnevale e le partite dei Campionati europei di calcio. Per il Carnevale era stato rafforzato l’apparato di sicurezza e l’8 marzo scorso si era svolta una simulazione in cui erano state prese in considerazione tutte le ipotesi, compreso un attacco nucleare, batteriologico e chimico. Erano stati rafforzati anche i controlli in mare, per intercettare l’arrivo sulla costa di imbarcazioni sospette. Inoltre, la città è una delle più video sorvegliate di tutta la Francia, con la presenza di 15 telecamere per chilometro quadrato. Ma tutto questo non è bastato per evitare che un singolo uomo, un “lupo solitario”, facesse ripiombare il Paese nel terrore, facesse riprovare ai francesi un’opprimente sensazione di vulnerabiltà.

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Da oggi, in tutto il Paese, sono stati decretati tre giorni di lutto nazionale. Il dolore è immenso, ha detto il primo ministro Manuel Valls , ma i francesi sapranno reagire: ”Facciamo fronte alla guerra che ci sferra il terrorismo. L’obiettivo dei terroristi è di diffondere il panico, la paura, ma la Francia, come ha ricordato il nostro presidente della repubblica, è un grande paese e una grande democrazia, che non si lascerà destabilizzare”.

Mary Divella

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