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“Attacco a democrazia”, Lega chiede incontro con Mattarella

“Attacco a democrazia”, Lega chiede incontro con Mattarella

cms_9620/lega_ftg_bandiere.jpgLa Lega è pronta a dare battaglia. All’indomani della sentenza della Cassazione che ordina il sequestro di qualsiasi somma di denaro riferibile al Carroccio fino a raggiungere 49 milioni di euro, fonti Lega riferiscono la volontà di chiedere subito un incontro al capo dello Stato, Sergio Mattarella, dopo il suo rientro dalla Lituania.

La Lega considera infatti come un “gravissimo attacco alla democrazia mettere fuori gioco per via giudiziaria il primo partito italiano. Un’azione che non ha precedenti in Italia e in Europa”, si ragiona in ambienti del Carroccio.

E la richiesta di incontro al presidente della Repubblica nascerebbe dalla convinzione di essere davanti a un “attacco alla Costituzione, perché si nega il diritto a milioni di italiani di essere rappresentati”. Per la Lega, dunque, siamo davanti a “una sentenza politica che non ha senso giuridico“. La Lega non ha paura, viene assicurato, c’è clima di grande tranquillità e serenità anche se c’è la consapevolezza che “ci vogliono impedire di lavorare ed esistere”, è la convinzione maturata.

Fondi Lega, Di Maio: “Scandalo riguarda Bossi, non Salvini”

cms_9620/DiMAio_Milano78_Fg.jpg“Nessun imbarazzo” da parte di Luigi Di Maio rispetto alla sentenza della Cassazione sui beni della Lega. “Stando a quel che dice Salvini lo scandalo riguarda Bossi e il suo cerchio magico. Detto questo, una sentenza è una sentenza…”, ha aggiunto il vice premier nel corso di una diretta Facebook da Casal di Principe, ricordando che nel contratto di governo con Matteo Salvini ci sono anche le norme anticorruzione. “Ora ci metteremo al lavoro sulle norme penali che tra l’altro sono a costo zero e basta la volontà politica: Daspo ambientale, Daspo contro i corrotti, agente provocatore, norme contro il gioco illegale” conclude.

Scintille Salvini-Boeri sui migranti

cms_9620/boeri_tito_fg.jpgNuovo scontro a distanza sulla questione migranti tra il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini e il presidente dell’Inps Tito Boeri. “Il nostro Paese ha bisogno di aumentare” l’immigrazione “regolare”, ha detto Boeri alla presentazione della relazione annuale dell’Inps a Montecitorio.

La domanda di lavoro immigrato in Italia “è forte”, ha spiegato, perché sono “tanti i lavori che gli italiani non vogliono più svolgere”. Quindi ha aggiunto: “I dati sull’immigrazione, anche quelli che sono stati qui riportati, sono dati incontrovertibili, per altro le fonti che ho citato sono diverse: da Istat a Eurostat, a organizzazioni internazionali che fanno proiezioni sulla spesa pensionistica. Credo che questi dati parlano da soli“.

Parole che hanno provocato l’immediata reazione del leader della Lega, che è tornato ad attaccare Boeri. “Dove vive, su Marte?”, ha tuonato Salvini.”’Servono più immigrati per pagare le pensioni… cancellare la legge Fornero costa troppo… servono più immigrati per fare i tanti lavori che gli italiani non vogliono più fare…’. Il presidente dell’Inps continua a fare politica – ha aggiunto -, ignorando la voglia di lavorare (e di fare figli) di tantissimi italiani”.

Già ieri il ministro dell’Interno, in un video postato su Facebook, aveva attaccato Boeri affermando: “C’è ancora qualche fenomeno, penso anche al presidente dell’Inps (ci sarà tanto da cambiare in questi apparati…), che dice che senza immigrati è un disastro”. Boeri oggi ha spiegato: “Mi limito a fare il mio lavoro: il mio mandato come sapete finisce a inizio del 2019. “Ci sono ancora tantissime cose da fare; in sei mesi – ha aggiunto – si possono fare ancora tante cose”.

Sulla questione migranti è intervenuto anche il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico Luigi Di Maio. Il presidente dell’Inps dice che servono più migranti regolari? “Questa è una sua opinione, per quanto mi riguarda oggi, e sono d’accordo con Boeri, serve fermare l’emigrazione dei giovani italiani e per farlo dobbiamo istituire il reddito di cittadinanza per formarli e reinserirli lavorativamente. E allo stesso tempo dobbiamo mandare in pensione i papà e le mamme in modo tale che i figli possano entrare nel mondo del lavoro”.

Poi a chi gli domandava se il presidente sarà confermato alla guida dell’Inps, Di Maio ha risposto: “Boeri per ora, fino al 2019, resta in carica e per quanto mi riguarda è il mio interlocutore per l’Inps. Poi non abbiamo affrontato il tema dei rinnovi. Sulla collaborazione istituzionale per vitalizi e pensioni d’oro – ha concluso – stiamo andando bene, su altre cose non siamo d’accordo”.

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5 Luglio 2018