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Auguri Francesco! Il Papa spegne 81 candeline

Auguri Francesco! Il Papa spegne 81 candeline

cms_7974/auguri_santita_fg.jpgPapa Francesco ieri 81 candeline. Bergoglio, nella giornata del suo compleanno, riceve l’abbraccio dei bambini assistiti dal dispensario pediatrico ’Santa Marta’, ricevuti in forma privata nell’Aula Paolo VI.

“La gioia dei bambini è un tesoro”, esordisce il Papa. “Dobbiamo fare di tutto perché loro continuino a essere gioiosi, perché la gioia – sottolinea – è come una terra buona”. “Sentite bene. Prima cosa: – dice – custodite la gioia dei bambini. Non rattristate i bambini. Quando i bambini vedono che ci sono problemi a casa, che i genitori litigano, soffrono. Non rattristare i bambini. Devono crescere sempre con gioia. Voi siete gioiosi? E i bimbi: ’Sì’”. Al che il Papa scherza: ’Non ci credo: sì o no?’ ’Sì’, rassicurano i piccoli. “Benissimo. Questa è la gioia”, dice il Papa.

All’Angelus ad augurare il ’buon compleanno’ a Francesco erano presenti 25 mila fedeli e pellegrini arrivati da tutto il mondo, tra cui i ragazzi arrivati per la tradizionale benedizione dei Bambinelli del presepe. La gioia del cristiano “non si compra”, non perdiamola mai, nemmeno quando le cose non vanno nel verso giusto, secondo i nostri desideri, ha detto Bergoglio, affacciandosi alla finestra dello studio nel Palazzo Apostolico Vaticano nella terza domenica di Avvento, detta ’domenica della gioia’.

I fedeli e i pellegrini, al termine dell’Angelus, hanno fatto gli auguri di buon compleanno al Pontefice, intonando il ’Tanti auguri a te’. Bergoglio ha ringraziato: ’Grazie tante!’.

Al rientro a Casa Santa Marta ad accogliere il Papa una dolce sorpresa: la torta preparata dalla pasticceria Hedera di Borgo Pio. Un dessert realizzato, come ogni anno, da Francesco e Nando Ceravolo e con la firma dello street artist Maupal.

Banche, Di Maio: “Boschi solo punta dell’iceberg”

cms_7974/in_mezzora_di_maio_171217.jpg“Maria Elena Boschi è solo la punta dell’iceberg. Da quel poco che sta venendo fuori dall’inchiesta della commissione, mi chiedo quanto è coinvolto lo Stato in questa vicenda? Quanti uomini dello Stato sono coinvolti. Lo Stato o una parte di esso, è ricattabile?”. Così il candidato premier del M5S, Luigi Di Maio, intervenendo a ’1/2h in più’ su Raitre.

“La domanda che mi faccio è questa: perché né Gentiloni, né Berlusconi, né Renzi chiedono le dimissioni della Boschi? Quanto è grande lo scandalo per cui se cade uno, scatta un effetto domino? Ma veramente crediamo che il governo non possa andare avanti senza la Boschi, evidentemente la Boschi è la garanzia che certi equilibri politici reggano”, conclude Di Maio.

Di Maio è tornato sulla vicenda anche in un post pubblicato sul blog di Beppe Grillo. “Migliaia di risparmiatori truffati, conflitti d’interesse, opacità a non finire. Pd e Forza Italia – scrive il deputato M5S – in questa legislatura hanno fatto i loro comodi sulla pelle dei risparmiatori ed è quello che vogliono continuare a fare anche dopo il 4 marzo. Non siete stufi? Perché non ci raccontano la verità e chi ha sbagliato paga? Oggi voglio rivolgere un appello a tutti gli esponenti attuali e passati del Pd: se qualcuno di voi sa, allora parli!”.

BANKITALIA – A ’1/2h in più’ il candidato premier del M5S indica poi alcuni dei ’titoli’ per una riforma delle banche e del sistema bancario: “una maggioranza di 2/3 dei parlamentari”, per nominare il governatore della Banca d’Italia, “ripristinare la separazione tra banche commerciali e banche d’affari, sorveglianza bancaria affidata in parallelo anche alla magistratura e alla Guardia di Finanza”.

ELEZIONI – “Se non raggiungiamo il 40%” dei voti alle elezioni politiche, “certo ci prenderemo la responsabilità di assicurare un governo – dice Di Maio a ’1/2h in più’ – Faremo un appello pubblico la sera delle elezioni a tutti i gruppi parlamentari per chiedere di votare la fiducia alla nostra forza politica e al nostro governo sui temi. Quindi ci incontreremo alla luce del sole per spiegare quali sono i nostri obiettivi programmatici per cambiare il Paese. Sono sicuro che Fi e Pd insieme non arriveranno al 51%. Chi risponderà al nostro appello sarà incontrato per mettere in piedi le priorità del governo”.

In Italia le spoglie di Vittorio Emanuele III

cms_7974/vitt_emanuele_iii_santa_caterina_fg.jpgSono rientrate in Italia le spoglie di Vittorio Emanuele III di Savoia da Alessandria d’Egitto, dove il re è morto in esilio nel 1947.

La salma del re, che fino ad oggi era custodita nella cattedrale di Santa Caterina ad Alessandria d’Egitto, è stata trasferita nel santuario di Vicoforte, in provincia di Cuneo.

Vittorio Emanuele di Savoia annuncia che domani alle ore 15, “insieme a mia moglie Marina, a mio figlio Emanuele Filiberto, a mia sorella Maria Pia ed a mio nipote Serge di Jugoslavia”, si recherà “al Santuario di Vicoforte per rendere omaggio alle sepolture provvisorie dei miei nonni”, Vittorio Emanuele III e la Regina Elena, le cui salme sono state traslate nel santuario piemontese.

COMUNITA’ EBRAICA – Intanto sulla vicenda interviene la presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Noemi Di Segni. “In un’epoca segnata dal progressivo smarrimento di Memoria e valori fondamentali il rientro della salma del re Vittorio Emanuele III in Italia non può che generare profonda inquietudine – afferma – Anche perché giunge alla vigilia di un anno segnato da molti anniversari, i 70 anni della Costituzione che nacque nel solco del referendum attraverso cui l’Italia scelse di abrogare la monarchia ma anche gli 80 anni dalla firma delle Leggi Razziste che per primo proprio il sovrano di casa Savoia avallò nella tenuta di San Rossore a Pisa. Era il 5 settembre del 1938, pochi giorni ancora e Mussolini le avrebbe annunciate alla folla entusiasta radunatasi in Piazza Unità d’Italia a Trieste”.

“Bisogna che lo si dica chiaramente, in ogni sede: Vittorio Emanuele III fu complice di quel regime fascista di cui non ostacolò mai l’ascesa e la violenza apertamente manifestatasi sin dai primi mesi del Ventennio. Nessun tribunale – aggiunge Di Segni, come riporta ’Pagine ebraiche’, il portale dell’ebraismo italiano – ebbe mai modo di processarlo, per quelle gravi colpe. Cercheremo di colmare questo vuoto con una specifica iniziativa, nel prossimo mese di gennaio. Per chi oggi vuole farne un eroe o un martire della Storia, per chi ancora chiede una sua solenne traslazione al Pantheon, non può che esserci una risposta: nessun onore pubblico per chi porta il peso di decisioni che hanno gettato discredito e vergogna su tutto il paese. L’Italia non può e non deve dimenticare”.

Anche la comunità ebraica di Roma interviene per sottolineare come “la coincidenza dell’inizio dell’anniversario per gli ottanta anni dalla promulgazione delle Leggi Razziali e il ritorno in Italia della salma di Vittorio Emanuele III, il re che le controfirmò e permise al fascismo di prendere potere, crei disagio e preoccupazione, soprattutto in un Paese che non ha mai davvero fatto i conti con la sua storia”. Preso atto che la salma è già in Italia, l’auspicio della comunità è “che né ora né in un lontano futuro possa essere traslata in un luogo in cui gli si possa rendere omaggio, men che meno a Roma, a poca distanza dal luogo in cui gli ebrei furono deportati dai nazifascisti”.

LEU: PERCHE’ VOLO DI STATO? – Mentre il capogruppo dei deputati di Sinistra Italiana-Possibile, Giulio Marcon, esponente di Liberi e Uguali, afferma che “qualcuno prima o poi dovrà spiegare a noi, alla Corte dei Conti e soprattutto ai cittadini italiani, per quale motivo – se fosse confermata la notizia – sia stato utilizzato un aereo dell’aeronautica militare, un volo di Stato per riportare in Italia la salma di colui che non si oppose all’avvento della dittatura fascista, firmò la vergogna delle leggi razziali contro gli ebrei, portò il Paese al disastro della guerra al fianco dei nazisti e infine abbandonò vigliaccamente i suoi soldati fuggendo. Il governo e l’aeronautica spieghino per decenza questa scelta”.

Il sangue di San Gennaro si è sciolto

cms_7974/sangue_sangennaro_ftg.jpgSi è ripetuto il prodigio della liquefazione del sangue di San Gennaro. L’evento, annunciato dallo sventolio del fazzoletto bianco, è stato dato alle 12.07 all’interno della Cappella del Tesoro di San Gennaro, nel Duomo di Napoli, dal membro della Deputazione di recente nomina Fabio Marulli d’Ascoli. L’annuncio è stato accolto da un lungo applauso da parte della folla che, già dalle 9 di questa mattina, ha riempito la Cappella e seguito la celebrazione da parte di monsignor Vincenzo De Gregorio, abate della Cappella.

In prima fila le celebri “parenti di San Gennaro”, che per la prima volta hanno avuto un posto privilegiato proprio a ridosso dell’altare per volontà della Deputazione di non perdere una antica tradizione legata alla cerimonia del miracolo. La teca con il sangue di San Gennaro resterà in esposizione dalle ore 16 alle 19.30, per poi essere riposta nella cassaforte d’argento del 1667 che sarà riaperta solo in occasione della processione di maggio.

Il 16 dicembre è la terza data dell’anno in cui dovrebbe compiersi il miracolo di San Gennaro, dopo quella del sabato che precede la prima domenica di maggio e il 19 settembre. E’ un appuntamento che si tramanda dal 16 dicembre 1631, giorno in cui una tremenda eruzione del Vesuvio, dopo aver distrutto Torre del Greco, stava seriamente minacciando di distruggere Napoli. Secondo i fedeli, l’esposizione in processione delle ampolle del sangue con il busto del Santo protettore di Napoli al ponte dei Granili fermò il magma risparmiando la città.

La Deputazione della Cappella del tesoro di San Gennaro, istituzione laica in rappresentanza della città di Napoli che custodisce il sangue del Santo patrono di Napoli, in quell’occasione fece erigere la guglia di San Gennaro di piazza Riardo Sforza affidando la realizzazione a Cosimo Fanzago. Il bozzetto della guglia disegnata dal Fanzago è conservato nell’antico archivio del Tesoro di San Gennaro.

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17 Dicembre 2017