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AUSTRIA VERSO UN GOVERNO POPOLARI-VERDI

L’Austria potrebbe voltare pagina. A tre mesi dalle elezioni legislative dello scorso 29 settembre, i popolari (ÖVP) del Cancelliere uscente Sebastian Kurz hanno raggiunto un accordo politico con il partito dei Verdi, che dovrebbe portare alla formazione di un esecutivo guidato proprio da Kurz. Il cambiamento epocale che porterebbe l’insediamento del nuovo governo sarebbe la definitiva relegazione all’opposizione del partito di destra “estremissima” FPÖ, prima alleato di governo dei Popolari, e poi escluso proprio da Kurz dopo lo scandalo che aveva coinvolto il leader del Partito della Libertà Austriaco, Heinz-Christian Strache, ripreso con una telecamera nascosta mentre prometteva di far vincere appalti in cambio di denaro a una sedicente nipote di un oligarca russo. Il governo ÖVP-FPÖ era uno dei più sbilanciati a destra del panorama europeo e non solo. Infatti, Kurz è uno degli uomini più rigidi ed euroscettici tra i leader dei Popolari europei, e nell’ultima legislatura ha totalmente avallato le posizioni apertamente xenofobe del Partito della Libertà. Il nuovo accordo con i Verdi non dovrebbe andare a cambiare in maniera sostanziale le politiche migratorie intraprese dall’Austria, ma potrebbe andare a modificare enormemente diversi aspetti della politica interna e dei rapporti con l’UE: si prevede che i Verdi ottengano il ministero delle Infrastrutture, che si occupa anche delle questioni energetiche e ambientali, oltre al ministero della Giustizia, a quello della Salute, degli Affari Sociali e a quello dell’Arte e della Cultura, che tornerebbe ad essere un ministero autonomo.

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Dopo le elezioni di settembre, si temeva che Popolari ed estremisti di destra potessero ricucire i rapporti e trovare un nuovo accordo per una nuova legislatura all’insegna della sovversione dei valori liberali. Il Partito della Libertà, infatti, nonostante un calo del 10% rispetto alle elezioni del 2017, aveva comunque ottenuto il 16% dei consensi e 30 seggi, che avrebbero permesso ai due partiti ex-alleati di formare un governo sostenuto da una larga maggioranza parlamentare. Ciò, però, non è avvenuto, e si prospetta quindi un accordo simile a quello avvenuto su più larga scala nel Parlamento Europeo, dove i Verdi, accordandosi con i Popolari (e, in UE, con i socialdemocratici), hanno evitato che l’estrema destra prendesse il potere. Il leader dei Verdi, Werner Kogler, ha detto di aver chiesto una serie di investimenti su questioni relative alla difesa ambientale, e che diverse questioni importanti non sono ancora del tutto risolte, ma restano risolvibili. Una svolta ecologista, quindi, molto importante in questo determinato momento storico, dove l’ambiente ha raggiunto il limite delle proprie possibilità di sopportazione. Se l’accordo è cosa ormai fatta, però, non è detto che il governo lo sia. Infatti bisognerà passare l’ultimo scoglio: l’approvazione del Congresso Federale del partito dei Verdi, che voterà il testo probabilmente il 7 gennaio. È tuttavia molto probabile che, dopo tanta fatica per raggiungere un’intesa, il Congresso non vi si opponga, e permetta ai Verdi, che nella scorsa legislatura non erano neanche presenti in Parlamento, di sedersi sugli scranni governativi.

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Data:

31 Dicembre 2019