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Autocertificazione, arriva nuovo modulo (Altre News)

Autocertificazione, arriva nuovo modulo

A breve sarà disponibile un nuovo modulo per l’autocertificazione dei cittadini che devono spostarsi. Il modulo sarà in linea con l’ultimo Dpcm con le misure di contenimento per il coronavirus, pubblicato oggi in Gazzetta ufficiale. Lo prevede una circolare inviata ai prefetti. Da ieri, come è noto, è in vigore il divieto per tutte le persone fisiche di trasferirsi o spostarsi con mezzi di trasporto pubblici o privati in Comune diverso da quello in cui si trovano, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute.

Oltre alle informazioni già richieste nella vecchia autocertificazione, nel nuovo modulo va indicato l’indirizzo da cui è iniziato lo spostamento e la destinazione. Inoltre tra le esigenze concesse perché lo spostamento sia lecito oltre alle “comprovate esigenze lavorative” e ai “motivi di salute” sono contemplate “l’assoluta urgenza (per trasferimenti in comune diverso” o la “situazione di necessità” per spostamenti all’interno dello stesso comune.

Nella circolare si precisa che “rientra nello spostamento per comprovate esigenze lavorative il tragitto (anche pendolare) effettuato dal lavoratore dal proprio luogo di residenza, dimora e abitazione al luogo di lavoro”. Inoltre “rientrano nelle esigenze di assoluta urgenza, anche i casi – che si stanno ripetendo con una certa frequenza in questi giorni – in cui l’interessato si stia recando presso grandi infrastrutture del sistema dei trasporti (aeroporti, porti e stazioni ferroviarie) per trasferire propri congiunti alla propria abitazione”.

Infine si sottolinea nella circolare che il Dpcm “reca alcune restrizioni riguardanti l’accesso ai pubblici parchi, ville, aree gioco e giardini pubblici e l’attività ludica e ricreativa all’aperto nonché dell’attività all’aperto” e prevede la chiusura dei negozi di alimenti e bevande situati in porti, aeroporti e stazioni a eccezione degli esercizi che si trovano sulle autostrade.

Coronavirus, Fontana: “Inizia sperimentazione Avigan”

“Una buona notizia è che il nuovo farmaco Avigan ora potrà essere testato grazie all’intervento dell’assessore Davide Caparini, del presidente dell’Aifa e alle sollecitazioni che abbiamo inviato a Roma per essere immediatamente sottoposto a prove ed esperimenti”. Lo ha detto il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, nel corso della conferenza stampa quotidiana per gli aggiornamenti sul coronavirus. “La sperimentazione inizierà da domani – ha spiegato Fontana – speriamo che il farmaco sia quello giusto, che dia buoni risultati e contribuisca con noi a eliminare questo maledetto virus”.

“La sera, prima di dormire, faccio un excursus della giornata, se ho dimenticato qualcosa, se ho fatto abbastanza e spero che le cose vadano meglio riguardo ai numeri” ha detto rispondendo a una domanda. “Poi mi addormento profondamente, per fortuna non ho perso questa abitudine. Recupero le energie per combattere ogni giorno il virus. Sono convinto che sarà una positiva battaglia e che ce la faremo presto”.

Il governatore lombardo ringrazia “Mattia per la forza dimostrata e per il messaggio lanciato, che è estremamente importante”. Quella del 38enne, primo positivo al coronavirus, ha detto Fontana, “è una bella notizia. Il paziente uno ci racconta la sua esperienza e ci dice due cose importanti: la prima, ’state a casa’, perché è l’unico modo per evitare che l’epidemia si diffonda e che un giorno non ci siano più letti a sufficienza per rutti i malati. La seconda è un appello rilanciato ai media: lasciatelo tranquillo, ha bisogno di riprendersi e ritrovare la serenità che gli è mancata”.

Coronavirus, Gallera: “Trend in calo si conferma in Lombardia”

“Il trend è in calo, oggi posso dire che il trend in calo si conferma, da tanti punti di vista, forse è la prima giornata positiva, di questo mese duro durissimo, ma non cantiamo vittoria, non è ancora il momento di rilassarci, ma di stare ancora più concentrati che mai”. Lo ha detto l’assessore regionale al Welfare, Giulio Gallera, in videoconferenza parlando dei dati sul coronavirus in Lombardia.

Il numero di nuovi decessi in Lombardia nelle ultime 24 ore è 320, ha detto Gallera sottolineando: “Il trend è in calo, anche se un po’ meno degli altri dati, visto che ieri erano aumentati di 361”. Il numero dei morti sale quindi da 3.456 a 3.776. I contagiati sono 28.761 stati, con un +1.555 di positivi. Ieri l’incremento era di 1.691 e il giorno prima 3.200, con un incremento in discesa.

E’ sceso per la prima volta il numero dei ricoverati in Lombardia, fa sapere Gallera: “Il numero dei ricoverati in Lombardia oggi è 9.266, ieri era 9.439. E’ il primo dato negativo, abbiamo -173 ricoverati”. Il numero dei posti in terapia intensiva in Lombardia è “cresciuto enormemente, a 1.350 posti”, ha fatto sapere ancora Gallera. Si tratta di un numero raddoppiato rispetto ai posti esistenti il 19 febbraio.

“Questa è la giornata che vede maturare i grandi sforzi che abbiamo iniziato a fare”, spiega Gallera aggiungendo subito: “Aspettiamo però i prossimi due giorni, anche se su tre giorni il dato è costantemente in diminuzione e questo è un elemento significativo”. Altro elemento positivo, osserva Gallera, arriva dalle “voci dei territori”, che evidenzia una “riduzione in alcuni casi lieve degli accessi al pronto soccorso. E’ minima, perché negli ospedali in trincea non c’è una riduzione così evidente ma si sta notando che c’è una leggera riduzione”. Il monito di Gallera, però, è che non si “vanifichi” lo sforzo fatto finora, “è il momento in cui dobbiamo intensificarlo”, afferma.

A Bergamo il trend dei positivi al coronavirus “è fortemente diminuito”, fa sapere ancora l’assessore: l’aumento è di 255 a 6.471 totali, ieri erano stati +357. A Brescia, invece, la situazione non cambia: i positivi sono aumentati di 588 unità a 5.905.

“Anche a Milano lo sforzo sta producendo risultati”, ha continuato Gallera in videoconferenza. In provincia di Milano i contagiati sono aumentati di 230 unità a 5.326, ieri era +424: “Anche a Milano si nota un rallentamento, a Milano città da 2039 a 2176, +137, quindi anche a Milano lo sforzo produce risultati”.

“Ogni tanto sentiamo in tv qualcuno che dà giudizi sulla Regione Lombardia. Io la vivo dall’interno e vedo chi si sta spendendo come mai: prima di dare giudizi sulla Lombardia qualcuno dovrebbe essere stato in trincea in Lombardia a lavorare e avrebbe solo rispetto per il lavoro che stiamo facendo”, ha poi affermato Gallera, spiegando che anche sul fronte tamponi, in Lombardia “ne sono stati fatti 73mila, siamo la regione che ha fatto più tamponi in assoluto in Italia. Abbiamo anche bisogno di processarli in maniera tempestiva, li facciamo seguendo i consigli degli esperti”.

“Noi i tampono vogliamo farli, li facciamo a tutti coloro che ne hanno bisogno, in Regione Lombardia vogliamo farli e mirare in maniera selettiva a coloro che ne hanno bisogno” anche ai “medici di medicina generale e ai pediatri” che ne sentono il bisogno, ha continuato l’assessore. “Al personale negli ospedali, a tutti, da oggi prendiamo temperatura e appena hanno 37.5 li mandiamo a fare i tamponi perché al nostro personale sanitario ci teniamo”. Il nostro lavoro non è “fare tamponi random fuori dai supermercati, ma prenderci cura di tutti, che ci sembra più efficace”.

Coronavirus, Gismondo: “Amareggiata per diffida, si attacca solo me”

“Sono piuttosto amareggiata e disorientata dalla diffida, se ne stanno interessando i miei legali”. Lo afferma Maria Rita Gismondo, direttrice del laboratorio di microbiologia clinica dell’Ospedale Sacco di Milano, ai microfoni della trasmissione radiofonica ’Circo Massimo’ su Radio Capital, riguardo alla lettera di diffida del Patto trasversale per la scienza (Pts).

“Mia frase sul virus come influenza? Altri virologi, ad esempio Pregliasco, hanno detto la stessa cosa, e lo diceva anche il direttore generale dell’Oms. In quel momento avevamo un piccolo focolaio a Codogno e due casi dalla Cina” spiega Gismondo. Ma “si attacca solo me, quando invece c’erano altre persone che dicevano le stesse cose – ribadisce – fra cui quella che firma la diffida. Vale la fonte o il contenuto?”.

“Per la Sars, benché ci siano stati 700 morti nell’area asiatica, che non sono tantissimi, in Italia ci furono solo 7 casi importati. Eravamo convinti che sarebbe stato importato questo modello – dice ancora – Ho sempre concluso qualsiasi mia intervista dicendo che bisogna guardare ai dati dei canali ufficiali e che quello che viene detto oggi può essere smentito domani”. Quanto al virus, Gismondo spiega che ci sono alcuni fattori che ne peggiorano il comportamento, “come ad esempio la popolazione anziana della Lombardia”.

Riguardo agli ultimi dati, “sono sempre speranzosa, i dati di ieri ci fanno tirare un sospiro di sollievo ma non possiamo dedurre l’andamento di decremento dai dati di un giorno”. “L’unica arma che abbiamo per limitare il contagio – conclude – è stare a casa ed evitare i contatti sociali, tutti quelli evitabili”.

Coronavirus, oltre 96mila le denunce

Salgono a 2.016.318 le persone controllate dall’11 al 22 marzo 2020, 92.367 quelle denunciate ex articolo 650 del codice penale, 2.155 le denunce ex articolo 495 del codice penale, 973.799 gli esercizi commerciali controllati e 2.277 i titolari denunciati. E’ il bilancio dei controlli eseguiti dalla forze dell’ordine sul rispetto delle misure di contenimento del coronavirus diffuso dal Viminale.

Solo ieri sono tate oltre 157mila (157.621 persone) le persone controllate e 10mila (10.326) quelle denunciate dalle forze di polizia per violazione delle misure di contenimento del contagio. Gli esercizi commerciali controllati sono stati 53.776, denunciati 158 esercenti e sospesa l’attività di 7 esercizi commerciali.

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24 Marzo 2020