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Autostrade, Di Maio: “Pronti a revoca concessioni”

Autostrade, Di Maio: “Pronti a revoca concessioni”

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“Ora il prossimo passaggio cruciale sarà togliere le concessioni ai Benetton”. Lo scrive su Facebook Luigi Di Maio. “Abbiamo tagliato i parlamentari, istituito il carcere per i grandi evasori e fatto in modo che chi compie un reato e viene condannato non possa più farla franca con la prescrizione. Riusciremo anche in questo. Perché siamo il Movimento 5 Stelle: unica e reale speranza di questo Paese”. “C’è qualcuno che pensa che il governo precedente fosse migliore di questo. Io penso che i conti si debbano fare alla fine. Ho sempre e solo pensato a portare a casa i risultati per gli italiani. Abbiamo portato i leghisti a votare la legge spazzacorrotti, il blocco delle trivelle in mare e il reddito di cittadinanza. Ora siamo in un altro governo. E conta cosa otterremo per gli italiani”.

M5S, Paragone: “Farò ricorso”

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“Cari falsi probiviri, cari uomini del Nulla, voi avete paura di me perché io ho quel coraggio che voi non avete più. Contro la meschinità del vostro arbitrio mi appellerò”. Così Gianluigi Paragone in un post su Facebook annuncia il ricorso, dopo che il Collegio dei probiviri ha disposto la sua espulsione dal Movimento 5 Stelle.

Nel video che accompagna il post Paragone punta il dito contro una “volontà politica di espellere qualcuno perché è un rompicoglioni, perché è qualcuno che ti sta obbligando a prendere coscienza del fatto che le battaglie radicali, identitarie, antisistema del Movimento Cinque Stelle non sono combattute con quella forza. Ecco qual è la mia unica colpa, e quindi sono stato sbattuto fuori da questo nulla, il nulla di queste persone che si arrogano il diritto di prescindere dalla correttezza delle norme”.

“Ci sono tanti altri casi aperti prima del mio – scandisce – e ci sono tanti altri casi che dovrebbero essere disciplinati. Però Paragone deve essere buttato fuori, perché? Perché è uno strano Savonarola, è uno strano predicatore, che tra l’altro ci costringe a guardarci allo specchio. Questo Paragone si appellerà all’ingiustizia arbitraria dei probiviri, cioè degli uomini del nulla, guidati da qualcun altro che è il nulla”. “Io farò ricorso – annuncia – e se mi gira mi rivolgerò anche alla giustizia ordinaria”.

Fantasma Salvini agita ’cespugli’ di Forza Italia

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Dove va il centro? E’ l’interrogativo che si pongono gli ex Dc, ora nell’orbita del centrodestra, accasati soprattutto con Silvio Berlusconi, di fronte all’avanzata del sovranismo della coppia Salvini-Meloni. L’idea, raccontano, è quella di resettare tutti i ’cespugli’ centristi (dall’Udc alla Dca) ora a bordo di Forza Italia per ripartire dalla casella zero. Il punto di caduta dei vari esponenti della Balena Bianca potrebbe essere quello di un rilancio del Partito popolare, fondato da Mino Martinazzoli.

L’occasione per confrontarsi su questo, provando a definire strategie e possibili exit strategy per il futuro, sarà il 18 gennaio prossimo, quando, racconta Gianfranco Rotondi all’Adnkronos, ’’io e Lorenzo Cesa, con altri 36 movimenti, ci riuniremo a Roma per ricordare i 101 anni dalla fondazione del Ppi e i 26 anni dallo scioglimento della Dc, avvenuto il 18 gennaio del 1994″.

“Non sarà una commemorazione -precisa Rotondi, leader Dca e vicepresidente del gruppo di Fi alla Camera-. Al contrario, ci porremo operativamente la domanda: che si fa? La risposta non la conosco, ma vederci penso che sia già una notizia’’. Gli fa eco Lorenzo Cesa, che avverte: ’’In nessun Paese europeo senza un centro moderato c’è stabilità. E se c’è bisogno di ricostruire questo centro, noi in particolare che veniamo dall’esperienza della Dc abbiamo il dovere di ricostruirlo”.

Da qui, prosegue Cesa, “il nostro appello rivolto a tutto l’associazionismo cattolico e non, ma anche a chi, come gli amici di Fi, fa parte del Ppe, che è un partito profondamente democratico cristiano, per dar forza a un centro moderato nel Paese’’.

Non si sa come il centro pensi di organizzarsi. Si era parlato di una federazione, ma tempi e modi sono tutti da definire. Adesso il problema e l’urgenza, è allontanare il più possibile il fantasma di Matteo Salvini. Unica certezza: non c’è nessuna intenzione di dar vita a qualcosa ’contro’ Forza Italia, anzi.

Si ragionerà attorno a un disegno politico che coinvolga soprattutto il partito del Cav, ma, ’’Fi non può pensare di ridursi a fare il biglietto di presentazione di Salvini in Europa, perché serve un progetto più ambizioso’’, dice a mezza bocca un big democristiano che sta partecipando attivamente alle ’grandi manovre’ centriste di questi giorni e chiede un ’’incontro al più presto con Berlusconi’’.

’’Nella storia d’Italia -spiega ancora Rotondi- il centro nasce dall’impegno politico dei cattolici. In analogia con la Germania, dove la Dc è ancora al governo. Berlusconi ha svolto con genialità e generosità la missione di proseguire con Fi il cammino interrotto traumaticamente con la fine della Dc. Oggi i cattolici non hanno più la possibilità di interloquire con il centrodestra, perché Salvini lo scaglia addirittura contro il Papa…”.

Il “nostro obiettivo’’, spiega all’Adnkronos Cesa, è quello di “dare stabilità al Paese, ovvero offrire ai cittadini risposte concrete su lavoro famiglia e sostegno alle imprese, perché non si può andare avanti come fa il governo Conte, mettendo solo toppe in giro. Serve una strategia di sviluppo del Paese da portare avanti con forza e determinazione. Non ci si può logorare con trenta vertici in un mese…’’, ironizza il leader dell’Udc.

Carfagna: “Voce Libera sarà all’opposizione”

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“Siamo all’opposizione di questo governo, non sosterremo i provvedimenti di Conte’’, assicura Mara Carfagna all’Adnkronos per ribadire che la sua ’Voce Libera’ non farà da stampella a nessuno e darà battaglia a M5S-Pd dall’interno di Forza Italia. L’associazione lanciata prima di Natale dalla vicepresidente della Camera, insomma, non sarà nemmeno un ’correntone azzurro’, ma una sorta di avamposto antisovranista, un think thank dove dare spazio e ’voce’, appunto, a tutti coloro, per lo più moderati di centro, che non si riconoscono nella destra di Salvini e Meloni.

Questo, almeno nelle intenzioni dell’ex ministro. Ma vari parlamentari che hanno aderito all’iniziativa non si accontentano e scalpitano, perché temono “di fare la fine di Toti” e sono tentati dallo strappo. I malumori di chi vorrebbe dire addio una volta per tutte a Silvio Berlusconi si intrecciano con le voci, che continuano a circolare con insistenza anche in questi giorni, sulla nascita di uno o più gruppi di ’responsabili’ a favore del governo giallorosso. Secondo i boatos, infatti, se dovesse nascere un ’partito di Conte’, molti azzurri sarebbero pronti a imbarcarsi nella nuova avventura politica, “piuttosto che restare in una Forza Italia ormai diventata un’appendice della Lega’’, come dice a mezza bocca un big forzista.

Osvaldo Napoli, berlusconiano storico e ora tra i promotori di ’Voce Libera’ è convinto che l’esecutivo durerà, perché la paura di perdere la ’cadrega’ fa 90 e a Conte conviene stare in sella il più possibile, anche per sottrarre voti e forze a Salvini: ’’La mia esperienza politica mi dice che il governo Conte non cadrà, perché hanno una necessità di sopravvivenza per superare il momento difficile e per cercare di consumare politicamente Salvini”. Ma se la situazione dovesse precipitare, avverte Napoli, ’’non ci sono dubbi che in caso di crisi e se Conte dovesse candidarsi -piaccia o meno- in questo momento è sicuramente un valore aggiunto. Piccolo o grande che sia -insiste- l’attuale premier è e resta un valore aggiunto”.

Napoli ribadisce la linea della Carfagna: ’’Se il governo non prende certi tipi di provvedimenti, come sulla prescrizione e il reddito di cittadinanza, noi non potremmo che stare all’opposizione e non avremmo dubbi nel votare contro”. Insomma: ’’Non possono certo contare su di noi per una sopravvivenza forzata”.

L’esponente azzurro commenta poi l’intervista del Cav, che rivendica la vocazione europeista e spiccatamente moderata di Fi rispetto al fronte sovranista: ’’Per noi moderati di centro sono molto importanti le dichiarazioni di oggi di Berlusconi. Ma mi permetto di dire, con molta umiltà, che il problema non è solo è la sostituzione di organi locali”.

“Per dare una svolta al partito -avverte- serve chiarezza nella linea politica: abbiamo bisogno di coerenza e di tenere la barra dritta”, avverte Napoli, che non ci sta a ’morire salviniano’ o ’meloniano’, e confida nel leader Berlusconi: ’’Sono sicuro che Berlusconi saprà dare una linea chiara e coerente, anzi, non ne ho alcun dubbio’’.

Luttwak: “Da Times scelta giusta su Meloni”

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La scelta del Times di inserire Giorgia Meloni tra i venti volti che “potrebbero plasmare il mondo nel 2020” trova concorde Edward Luttwak, grande conoscitore della politica italiana, che parla della leader di FdI come di una personalità che “rappresenta il principio della democrazia”. La Meloni, dice all’Adnkronos il politologo statunitense, “rappresenta una politica identitaria, in un’Europa dove la stragrande maggioranza dei cittadini vogliono mantenere la propria identità e cultura rispetto all’internazionalizzazione che va di moda tra le élite”.

“Quando il desiderio di identità è emerso come maggioritario, i politici di professione hanno preferito essere fedeli alla loro confraternita, l’élite, che segue la moda internazionale. E’ per questo -spiega con un paradosso- che le élite in tutta Europa vorrebbero mandare a casa il popolo ed eleggerne un altro”.

Per Luttwak, “le posizioni che la Meloni rappresenta insieme a Matteo Salvini è democratica. Loro sono persone che rappresentano il principio di democrazia, mentre i loro avversari preferiscono rimanere fedeli alle élite, anche se questo vuol dire ignorare l’opionione pubblica. Siccome il dovere del politico è rappresentare la volontà popolare, questo rifiuto di rappresentarla è una cosa drammatica”, conclude il politologo.

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3 Gennaio 2020