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AZERBAIJAN VS ARMENIA

Proprio come in una serie televisiva della durata di numerose stagioni, con picchi d’ascolto a intensità variabile, prosegue la “guerra a puntate” tra Azerbaijan e Armenia. Anche dopo il cessate il fuoco della Dichiarazione Trilaterale (Armenia-Russia-Azerbaijan), che ha posto fine a 44 giorni di pesantissime battaglie sul territorio conteso dell’Artsakh, non si sono quasi mai fermati gli incidenti e i dissapori al confine. Gli Azeri hanno provato in tutti i modi a minare anche la credibilità interna ed estera del Governo guidato da Nikol Pashinyan, tanto che lo scorso 20 giugno il parlamento armeno è stato rinnovato con l’elezione anticipata dell’ottava legislatura.

Negli scorsi mesi, però, si sono registrati diversi sconfinamenti dei soldati azeri nel territorio sovrano della Repubblica di Armenia. Nell’ultima settimana la situazione si è ulteriormente inasprita. Il 23 agosto il Difensore dei Diritti umani dell’Armenia Arman Tatoyan ha reso noto che pochi giorni prima, insieme ad alcuni suoi collaboratori, era stato fatto oggetto di una pesante minaccia alla propria incolumità. Nella settimana precedente, infatti, il gruppo con cui viaggiava era stato tenuto sotto tiro da cecchini azeri proprio lungo una delle strade più trafficate che separano i due stati, l’autostrada interstatale M2. Tatoyan ha valutato questa azione come una minaccia alla libertà di movimento, ovvero una delle libertà personali garantite dai trattati internazionali. Il Difensore dei Diritti Umani dell’Armenia ha preparato l’ennesimo dossier anche su questa vicenda; sono ormai migliaia, da anni, gli episodi simili ed anche di maggior gravità di cui la comunità internazionale viene messa ogni giorno a conoscenza in modo impeccabile e assai dettagliato.

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Due giorni fa il Servizio di sicurezza nazionale dell’Armenia aveva informato che il 25 agosto, verso le 23:00, la parte azera aveva proceduto al blocco della intersezione Karmrakar-Shurnukh della strada Goris-Kapan. Gli Armeni rimasti in quella zona sono stati evacuati e per diversi giorni si sono tenuti colloqui per la riapertura della strada. Nelle ore successive, il difensore dei diritti umani dell’Armenia ha informato che le truppe azere avevano bloccato anche la strada Goris-Vorotan. Il 27 agosto, il primo ministro Nikol Pashinyan ha dichiarato, durante una seduta del governo, che la chiusura dell’autostrada interstatale Kapan-Goris da parte delle forze armate azere si poneva in netta contraddizione rispetto gli accordi raggiunti nel dicembre 2020. La strada è stata aperta solo il 27 agosto e dopo molte ore il traffico civile è stato ripristinato. Il tratto in questione è una diramazione di una arteria che collega anche Armenia e Iran, stati che da anni sono buoni vicini e partner in vari campi. Per questo anche l’Iran si è detto molto preoccupato per il blocco della strada da parte dell’Azerbaigian, infatti i Tir iraniani hanno avuto problemi a raggiungere l’Armenia e quindi a ricevere o consegnare le materie normalmente trasportate.

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In ultimo, contro il villaggio di Kut, nella regione di Gegharkunik, in Armenia, il 27 agosto, a partire dalle 22:00, colpi di artiglieria sono stati sparati dalle posizioni azere per circa mezz’ora, a darne notizia è stato il capo della comunità Sima Chitchyan durante un briefing con l’agenzia di stampa Armenpress. “A seguito della dei colpi, i tetti di circa 10 abitazioni civili del villaggio sono stati danneggiati. Grazie a Dio nessun civile o militare è rimasto ferito. Al momento nel villaggio c’è calma“, ha detto. L’esercito azero ha recentemente sparato contro numerosi villaggi armeni.

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Data:

28 Agosto 2021