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Baby governatore per il Kansas, 17enni si candidano alle elezioni

Baby governatore per il Kansas, 17enni si candidano alle elezioni

cms_8417/usa_bandiera.jpgL’assalto dei teenager alla poltrona da governatore. A novembre, in Kansas, si vota per scegliere la persona che deve guidare lo stato. Alla fine di gennaio, il 61enne repubblicano Sam Brownback si è dimesso da governatore per assumere l’incarico di ambasciatore degli Stati Uniti per la libertà religiosa nel mondo.

L’eredità è stata raccolta dal 57enne Jeff Colyer, che a novembre cercherà di conquistarsi il primo mandato ’pieno’. Tra i suoi potenziali rivali, grazie alle norme che regolano le elezioni, sono spuntati anche 6 adolescenti. Il Kansas, infatti, con Vermont e Massachusetts è uno dei 3 stati che non fissano un limite di età minimo per le candidature.

La nuova legge che impone un’età minima di 18 anni per presentare una candidatura infatti entrerà in vigore a gennaio 2019, dopo le prossime elezioni. Via libera, quindi, alla campagna dei ragazzini. Il primo a farsi avanti è stato Jack Bergeson: a 17 anni non può votare, ma può essere eletto.

“Posso essere troppo giovane per votare, ma non per vedere i problemi del Kansas che il governo dovrebbe risolvere e non sistema”, scrive sul sito ’Jack Bergeson Governo 2018’, tra rosso, blu e stelle. Il sito di un candidato ’vero’, a prima vista.

“Come studente, punto ad introdurre cambiamenti all’istruzione e in tema di infrastrutture attraverso un semplice progetto di riforma fiscale. Sono un cittadino del Kansas e uno studente prima ancora che un politico, questo mi ha spinto a candidarmi. Voglio cambiare le cose per le persone che, come me, desiderano il meglio per il Kansas”, aggiunge.

Il 17enne Tyler Ruzich si definisce ’’un repubblicano per la prossima generazione’’. E’ uno studente al terzo anno di un high school della Johnson County, è sempre stato coinvolto nello ’student government’: “Sono seriamente preoccupato per il welfare del nostro stato e ho alcune idee per rendere il Kansas un posto migliore dove vivere, studiare e lavorare”. E pazienza se, come tutti coloro che non hanno votato nelle elezioni del 2014, non potrà partecipare ai dibattiti organizzati dal partito.

Stessa età e stesse ambizioni per Ethan Randleas, che pone la libertà al centro della propria campagna: “Non dobbiamo mai smettere di combattere per la libertà! Votate Randleas per tenere lontani da Topeka e dal potere coloro che odiano la libertà e vorrebbero gestire la vostra vita”, ha detto lanciando l’hashtag #Abetterkansas, ’un Kansas migliore’.

I social network sono lo strumento che i baby candidati utilizzano con disinvoltura. Il 16enne Joseph Tutera si presenta come rappresentante di “una nuova generazione” (#anewgeneration) e punta alla carica di governatore “per una ragione molto semplice: un politico è una persona che porta un contributo reale e costruttivo per far progredire l’economica di uno stato. Io voglio essere quella persona”.

Sedici anni, potrebbe obiettare qualcuno, sono un po’ pochi per puntare così in alto: “Se pensate che la mia età possa condizionare la mia capacità di governare, permettetemi di farvi una domanda: cosa ha fatto il governo per voi? Le tasse sono scese? I temi sociali a cui tenete sono stati affrontati? No, chi è al governo non ha fatto quello che serviva. Ecco perché mi candido”.

Il 17enne Aaron Coleman, che dal proprio sito propone una citazione tradizionalmente ed erroneamente attribuita a Voltaire -la celeberrima ’Non sono d’accordo con la tua opinione ma darei la vita per permetterti di esprimerla’- tiene a chiarire che non è un complottista: repubblicani e democratici, però, fanno affari con la ’war machine’.

Ecco perché la priorità è “smantellare l’apparato militare. Spendiamo il 56% del nostro budget per le forze armate. Troppo”. Se fosse un post su Facebook, a Donald Trump -che ha appena firmato il bilancio con stanziamenti più ricchi per la Difesa- non piacerebbe questo elemento. Bisognerebbe capire, poi, come farebbe il giovane Aaron a conciliare il programma con l’ambizione personale di diventare un ufficiale e andare in pensione dopo 20 anni di carriera militare.

Il club dei baby candidati è completato da Dominic Scavuzzo, che si presenta con i 180 caratteri di Twitter: “Il processo politico può essere di difficile comprensione per i giovani, soprattutto in Kansas. E’ il momento di renderlo più semplice per consentire ai giovani di far sentire la propria voce”. Per ulteriori dettagli, bisogna aspettare il lancio del sito. Che arriverà presto.

Italo passa agli americani

cms_8417/italo_treno.jpgGli americani salgono a bordo di Italo. Dopo il colpo di scena nella tarda serata di ieri, che ha visto il rilancio dell’offerta del fondo statunitense Global Infrastructure Partners per 1,980 miliardi di euro il 100% del capitale, e la decisione dei soci di accettarla, oggi il cda ha dato il disco verde definitivo all’operazione curata dall’advisor finanziario Rothschild e, al contempo, ha avviato le procedure, attivate il 23 gennaio scorso, per il ritiro della domanda di autorizzazione alla pubblicazione del prospetto depositata presso la Consob e di ammissione alla quotazione delle azioni della società depositata presso Borsa Italiana.

E’ stato un cda breve, un passaggio formale, quello di oggi al quale erano presenti il presidente Luca Cordero di Montezemolo e l’amministratore delegato Flavio Cattaneo, in collegamento con gli altri consiglieri. E nessuna dichiarazione è stata rilasciata da Montezemolo e Cattaneo lasciando la sede di Italo-Ntv. “Facciamo una cosa per volta”, si è limitato a dire Montezemolo interpellato sulla possibili di un reinvestimento nel capitale della società, come previsto dall’offerta. L’esito della riunione è stato affidato a un breve comunicato diffuso nel tardo pomeriggio, in cui si ufficializza il ritiro dalla quotazione e si spiega che “le relative comunicazioni sono già state inoltrate a Consob e Borsa Italiana”.

’’Siamo soddisfatti, l’operazione è stata approvata da tutti i soci. All’inizio avevo qualche perplessità ma se questa è l’offerta è una buona soluzione’’, commenta Alberto Bombassei, azionista di Ntv. Parole, le sue, che riassumono la dialettica interna alla compagine azionaria, che schierava il partito favorevole alla quotazione in borsa e quello propenso ad accettare l’offerta del fondo Gip e che poi si è ricomposta, dopo una 48 ore serrata, in una decisione unanime.

In una lettera ai dipendenti il presidente di Italo-Ntv, Luca Cordero di Montezemolo, e l’ad, Flavio Cattaneo, hanno espresso “il ringraziamento nostro e degli azionisti” spiegando come “l’offerta del fondo si è resa possibile grazie agli apprezzati risultati conseguiti da Italo in questi anni che hanno favorito una grande considerazione a livello internazionale”.

E alle eventuali preoccupazioni dei dipendenti, i due manager rispondono evidenziando come il fondo Gip “non ha obiettivi speculativi ma una strategia finalizzata alla crescita e allo sviluppo di medio-lungo termine delle aziende che acquista”. Non solo: la continuità nei rapporti interni dovrebbe essere garantita visto che “restano ovviamente gli impegni e la disponibilità della società in materia contrattuale e di sistemi premianti”.

L’annuncio dell’acquisizione di Italo da parte di Global Infrastructure Partners ha dato, come era prevedibile, il la a numerose reazioni e commenti. A cominciare da quelli dei due ministri, Pier Carlo Padoan e Carlo Calenda, che proprio ieri avevano auspicato una quotazione di Italo in borsa quale “coronamento di una storia di successo”. Concetto puntualmente ribadito oggi dal titolare del Mise. ’’Sarebbe stato un bellissimo coronamento fossero andati in Borsa. Hanno deciso diversamente era un loro diritto farlo, il fondo americano è molto serio di più non commento’’, dice Calenda. ’’Rispettiamo il fatto che sono azionisti privati che hanno messo soldi anche facendo un lavoro difficile. Non è sempre facile rompere un monopolio, apprezziamo questa bella storia imprenditoriale’’, aggiunge.

Per Padoan, “è una operazione importante che dimostra la validità degli asset italiani”. “Se l’Italia è un paese aperto non dobbiamo lamentarci quando arrivano investitori dall’estero”, sottolinea il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia. “L’Italia è appetibile dal punto di vista degli investimenti – aggiunge il leader degli industriali – dobbiamo mantenere alcuni impianti importanti di politica economica e continuare. Ricordiamo che siamo il secondo paese industriale d’Europa, abbiamo delle potenzialità incredibili”.

Dopo gli annunci, i sindacati attendono il piano industriale del nuovo acquirente di Italo. “Per commentare bisognerebbe conoscere il piano industriale e le scelte sull’occupazione. Non basta conoscere il valore dell’operazione”, afferma il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso. Stessa considerazione quella di Anna Maria Furlan, numero uno della Cisl: “Dovremo prima di tutto vedere il piano industriale che la nuova proprietà dovrà sicuramente proporre’’. ’’Ho visto – dice – che sono stati distribuiti davvero tanti utili agli azionisti da questa vendita. Immagino che finalmente ci saranno risorse per rinnovare il contratto scaduto da anni e per dare ai lavoratori quei premi della contrattazione di secondo livello che aspettano da tanto tempo’’.

Proprio sulla questione del contratto, oggi, riferiscono fonti sindacali, si è svolto questa mattina un incontro tra azienda e sindacati sui temi relativi all’apertura di un tavolo di confronto sul ccnl della mobilità e sui premi di produzione. Alla luce delle novità maturate in queste ore, l’incontro è stato aggiornato al 14 febbraio. “Si è venduto un altro gioiello di famiglia”, è la denuncia del leader della Uil, Carmelo Barbagallo. “Tutte le aziende private del nostro paese spesso usufruiscono di incentivi economici del Governo. Ce li restituiscono quando vendono?”, si chiede, infine, Barbagallo.

Tigre spedita per posta

cms_8417/tigre_cucciolo.jpgNon riuscivano a credere ai loro occhi. Grazie al fiuto di un cane poliziotto, gli ispettori doganali della polizia messicana di Jalisco hanno trovato un cucciolo di tigre, stretto in un sacchetto di plastica, costretto dentro a un pacco postale. Sedato e disidratato, l’animale sarebbe dovuto arrivare a una piccola città del Messico centrale.

Il suo viaggio, invece, si è fermato alla dogana, dove è stata aperta un’inchiesta per maltrattamento di animali. Il tigrotto è stato affidato a centro veterinario locale.

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12 Febbraio 2018