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Ballottaggi, in 4,3 milioni al voto per 111 sindaci

cms_6578/seggio_urna_elezione.jpgSeggi aperti in 111 comuni. Entra nel vivo il secondo turno delle elezioni comunali, con i ballottaggi che decreteranno la vittoria dei nuovi sindaci. A votare, le città con più di 15mila abitanti dove il quorum del 50%+1 di preferenze non è stato raggiunto al primo turno. Sono chiamati al voto 101 comuni di regioni a statuto ordinario nonché 10 comuni delle Regioni a statuto speciale, per un numero complessivo di 4.304.739 di elettori, di cui 2.054.516 maschi e 2.250.223 femmine. Seggi aperti dalle 7 alle 23, orario in cui avrà inizio lo spoglio delle schede. Per votare, come sempre è necessario presentare la tessera elettorale e un documento d’identità in corso di validità.

“Per il turno di ballottaggio nei comuni con popolazione superiore a 15 mila abitanti – ricorda il Viminale – poiché al primo turno nessun candidato sindaco ha avuto la maggioranza assoluta dei voti, si sceglie tra i due candidati che hanno ottenuto il maggior numero di voti. L’elettore vota tracciando un segno sul rettangolo entro il quale è scritto il nome del candidato che si intende votare”.

I BALLOTTAGGI – Alle urne è quasi ovunque sfida fra centrodestra e centrosinistra. Dopo il primo turno, infatti, il M5S è tagliato fuori dai giochi in tutti i grandi centri fatta eccezione per Asti, dove in seguito al riconteggio i grillini si batteranno con il candidato del centrodestra.

A Genova, è ballottaggio tra il centrodestra e il centrosinistra. La poltrona da sindaco è infatti contesa tra Marco Bucci e Giovanni Crivello, candidato fra gli altri per il Pd. Resta fuori dalla contesa il candidato del M5S Luca Pirondini, che dopo il clamore del caso Cassimatis si è fermato al primo turno con il 18,07%.

A l’Aquila sfida fra Americo Di Benedetto, candidato per il centrosinistra in testa al primo turno con il 47,8% e Pierluigi Biondi del centrodestra.

A Catanzaro, ballottaggio con Sergio Abramo (centrodestra) e il centrosinistra con Vincenzo Antonio Ciconte.

A Verona si vira a destra nella sfida fra i candidati sindaco Federico Sboarina (Fratelli d’Italia, fra gli altri) e Patrizia Bisinella (Lista Tosi e civiche) ai quali lo scrutinio delle schede al primo turno aveva attribuito rispettivamente il 29,26% e il 23,54% dei voti.

A Padova secondo round fra il sindaco di centrodestra ed ex primo cittadino Massimo Bitonci e il candidato di centrosinistra Sergio Giordani, che parte in netto svantaggio.

A La Spezia la competizione si giocherà tra Pierluigi Peracchini (centrodestra) e Paolo Manfredini (centrosinistra).

A Parma occhi puntati per la sfida tra il sindaco uscente Federico Pizzarotti e Paolo Scarpa, candidato del centrosinistra. L’ex Cinquestelle Pizzarotti parte in testa con il 34,78%, tallonato da Scarpa con il 32,73%.

A Monza è testa a testa e sfida all’ultimo voto tra il candidato di centrosinistra Roberto Scanagatti (che al primo turno aveva incassato il 39,91%) e il competitor di centrodestra Dario Allevi (secondo arrivato con il 39,84%).

A Taranto ballottaggio fra la candidata Stefania Baldassarri, sostenuta da liste civiche di ispirazione centrodestra, e il candidato di Pd, Psi e altre liste civiche di centrosinistra, Rinaldo Melucci.

Ballottaggio infine anche a Trapani, dove di fatto il candidato in corsa per la poltrona di sindaco è solo uno: Piero Savona per il Pd. Con un colpo di scena al termine del primo turno, che lo vedeva attestarsi al 32% dei consensi, il contendente Girolamo Fazio ha infatti annunciato a sorpresa la rinuncia all’incarico in caso di vittoria.

Voleva compiere atti terroristici, fermata foreign fighter italiana

cms_6578/foreignfighters_FTG.jpgE’ atteso per lunedì il pronunciamento del gip del tribunale di Alessandria sulla convalida dell’arresto di Lara Bombonati fermata nell’alessandrino nella notte tra giovedì e venerdì scorso su richiesta della procura di Torino e ora detenuta nel carcere torinese delle Vallette.

L’arresto, si legge in una nota firmata dal procuratore Armando Spataro, è avvenuto nell’ambito di un’indagine coordinata dalla procura torinese e congiuntamente condotta dalle Digos delle Questure di Torino ed Alessandria.

La donna è accusata di aver partecipato a un’associazione che si propone il compimento di atti di violenza con finalità di terrorismo. Il fermo è stato disposto per il pericolo di fuga conseguente al progetto della donna di abbandonare il territorio nazionale per raggiungere nuovamente la Siria, utilizzando contatti in Belgio.

L’ipotesi d’accusa, si legge ancora nella nota, si basa sulla circostanza che la donna avrebbe svolto attività di logistica e di assistenza nell’ambito di una neo formazione terroristica operante nelle aree di Idlib ed Aleppo. Il provvedimento di fermo, precisa infine la procura, è ora al vaglio del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Alessandria, competente per territorio, essendo stato eseguito il fermo in quella giurisdizione.

Allarme Sud: un cittadino su due a rischio povertà

cms_6578/poverta_fila_pane_fg.jpgContinua ad aumentare il gap tra Nord e Sud dove un cittadino su due è a rischio povertà. E’ l’analisi compiuta dalla Cgia di Mestre che ha messo a confronto gli andamenti del Pil pro-capite, dell’occupazione, della disoccupazione e dell’esclusione sociale.In termini di Pil pro-capite, infatti, se nel 2007, anno pre-crisi, la differenza tra Nord e Sud del Paese era di 14.255 euro (nel Settentrione il valore medio era di 32.680 e nel Mezzogiorno di 18.426 euro), nel 2015 (ultimo anno in cui il dato è disponibile a livello regionale) il differenziale è salito a 14.905 euro (32.889 euro al Nord e 17.984 al Sud, pari ad una variazione assoluta tra il 2015 e il 2007 di +650 euro). Le variazioni percentuali più negative si sono registrate in Sardegna (2,3%) in Sicilia (-4,4%), in Campania (-5,6 per cento) e in Molise (-11,2 per cento). Buona, invece, la performance della Basilicata (+0,6 per cento) e della Puglia (+0,9 per cento).

Non meglio la comparazione sul fronte del mercato del lavoro. Anzi. Se nel 2007 il divario relativo al tasso di occupazione era di 20,1 punti a vantaggio del Nord, nel 2016 la forbice si è allargata, registrando un differenziale di 22,5 punti percentuali (variazione +2,4 per cento). Nella graduatoria regionale spicca la distanza tra la prima e l’ultima della classe. Se l’anno scorso la percentuale di occupati nella Provincia autonoma di Bolzano era pari al 72,7 per cento, in Calabria si attestava al 39,6 per cento (gap di oltre 33 punti) .

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25 Giugno 2017