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Banche italiane, Draghi: “Governo sa cosa fare”

Sono fiducioso che il governo sappia cosa deve fare e che i problemi saranno affrontati“. Lo dice il presidente della Bce, Mario Draghi, parlando della vulnerabilità del sistema bancario italiano che “c’è da tempo e va affrontata”.

I mercati si sono dimostrati “più resistenti” del previsto agli shock di questi mesi, aggiunge, rispondendo a una domanda su Brexit, elezioni Usa e risultato del referendum in Italia. “C’è una grande incertezza”, dovuta in buona parte a fattori politici. E “la domanda è ’cosa può fare la Bce’”. La risposta di Draghi è “continuare con fermezza” con la politica monetaria che serve. Una politica che non è orientata a favorire un Paese in particolare. “No, ovviamente no. Non siamo di parte“, risponde a una domanda sulle critiche che arrivano da alcuni Paesi, Germania in testa, rispetto all’azione dell’Eurotower che sosterrebbe in particolare i paesi dell’Europa meridionale, Italia inclusa.

Per altro, la situazione italiana non comporta il rischio di un potenziale contagio al resto dell’Europa. “Non vediamo rischi per l’Area euro” derivanti dal’incertezza politica in alcuni Paesi, dice il presidente della Bce, puntualizzando che i rischi “rimangono contenuti nei singoli Paesi”. Questo non toglie che tutti, a partire dall’Italia, siano obbligati ad andare avanti con le riforme strutturali. “I Paesi che hanno bisogno di riforme devono farle a prescindere dall’incertezza politica generale“. E questo perché “è il modo migliore per riportare la crescita e occupazione”.

Ue: “Non temiamo crisi bancaria in Italia”

Le parole di Draghi arrivano nella giornata in cui la Bce lascia invariati i tassi d’interesse: il tasso principale rimane fermo al minimo storico dello 0%, quello sui depositi bancari a -0,40% e quello di rifinanziamento marginale a 0,25%. Intanto, la banca centrale proroga il suo programma di acquisti, il quantitative easing, almeno fino a dicembre 2017. Nello specifico, resteranno pari a 80 miliardi al mese gli acquisti fino alla fine di marzo 2017; mentre da aprile a dicembre 2017, o oltre se necessario, il ritmo delle acquisti scenderà a 60 miliardi.

Il programma di acquisto di titoli da parte della Bce “resta flessibile”, assicura Draghi, ripetendo che il tapering, la progressiva riduzione degli acquisti fino a zero, è esclusa in questa fase (“Oggi non è stato discusso”) e che, se necessario, il programma può essere, al contrario, ampliato.

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9 Dicembre 2016