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Bankitalia, Renzi: “Riconferma Visco non sarebbe sconfitta Pd”

cms_7501/renzi_Matteo_fg.jpgSe verrà riconfermato Ignazio Visco alla guida di Bankitalia sarà una sconfitta per il Pd? ” No, non ho posto un tema legato a un nome e cognome, ma abbiamo detto che la vigilanza non è stata un granché in questi anni”. Così Matteo Renzi a Otto e mezzo, dopo aver ribadito che il governo era informato della mozione del Pd, una mossa che ha messo in subbuglio il Pd: “Tutti non solo erano informati, ma hanno discusso”.

In ogni caso “se Gentiloni fosse al mio posto rispetterebbe la mia scelta da presidente del Consiglio e io rispetterò la sua scelta”, ha poi aggiunto l’ex premier sottolineando che “farà quello che crede, ma non è lesa maestà pensare a un rinnovo“.

“Il Pd è un partito di sinistra, o dovrebbe esserlo, e tra difendere gli incarichi a vita dei Governatori o i risparmi dei cittadini, difende i risparmi di cittadini“, ha detto ancora Renzi.

Prodi, nessun parallelo tra me e improvvida mozione Pd – “Vedo maldestri tentativi di ricercare precedenti alla improvvida mozione presentata dal Pd sul governatore della Banca d’Italia e che si propone un parallelismo con una mia presa di posizione del 2005 – dichiara Romano Prodi -. Il mio intervento di allora mirava ad accelerare la approvazione della Legge sul risparmio che conteneva il giusto passaggio della carica di Governatore da carica a vita a carica con una scadenza di mandato e che assegnava alla Consob il compito di vigilare sulla concorrenza anche nel sistema bancario. E’ del tutto evidente che parliamo di obiettivi e modalità completamente diversi”.

Pensione anticipata, Inps: “Soldi ci sono”

cms_7501/Operaio_industria_fg.jpgEstendere la platea dell’Ape, rendendo più facile l’accesso ai disoccupati e alle persone che svolgono lavori gravosi. Lo propone il direttore generale dell’Inps, Gabriella Di Michele, in audizione nella commissione Lavoro della Camera. Attualmente, anche riesaminando le domande ’’alla luce delle più favorevoli interpretazioni, la platea dei soggetti di cui può essere accolta la domanda sarà sempre abbastanza esigua rispetto a budget a disposizione, che continua a essere abbastanza nutrito’’, spiega il dg. Quindi, essendo una sperimentazione avviata nel 2017, si propone di perfezionare lo strumento a partire dal prossimo anno.

L’Inps chiede, inoltre, una ’’semplificazione dei documenti da allegare mediante utilizzo più esteso dell’autocertificazione’’. E si propone, per i lavoratori disoccupati, ’’una semplificazione dei requisiti d’accesso anche al fine di rendere più agevole la verifica sulla base delle banche dati disponibili’’. Infine Di Michele chiede la possibilità di ’’valutare l’accesso all’ape sociale in qualsiasi caso di cessazione del rapporto di lavoro e, quindi, anche a tempo determinato e non solo in caso di licenziamento’’.

Trapianti record a Torino, donatore salva 9 persone

cms_7501/Ospedale_Molinette_Torino_Fg.jpgQuando si sviluppa un processo di donazione di organi o tessuti da un donatore deceduto, solitamente a beneficiarne sono due pazienti che ricevono i reni e un paziente che riceve il fegato. Più raramente a questi organi trapiantati si aggiungono il cuore e i polmoni. Ma un nuovo record per i trapianti è stato segnato alla Città della Salute di Torino. Ieri mattina in poche ore un solo donatore ha salvato ben 9 persone. Una vera e propria maratona chirurgica su più sale operatorie, con 5 trapianti effettuati all’ospedale Molinette. Addirittura l’équipe di Cardiochirurgia si è divisa e coordinata contemporaneamente su tre sale operatorie limitrofe, per trapiantare due polmoni e un cuore su tre persone diverse.

Com’è stato possibile assegnare gli organi a così tanti riceventi? Se per i reni è ovvio che possono beneficiarne due pazienti, in realtà anche per i polmoni – spiega una nota – si può procedere al trapianto dell’organo destro in un primo ricevente e di quello sinistro a un secondo. E’ poi possibile separare il fegato in due parti, una più piccola (il lobo sinistro) a favore di un bambino e la restante parte a un adulto. Che tutte queste opzioni capitino insieme è davvero unico. Ma è successo ieri, quando al Centro regionale trapianti del Piemonte, coordinato da Antonio Amoroso, è stato segnalato dal Centro di rianimazione dell’ospedale della Carità di Novara il decesso – a causa di una emorragia cerebrale – di una donna di 48 anni, di cui i familiari avevano testimoniato la volontà di donare gli organi.

Così, da questo atto di generosità si sono intrecciati i destini di tanti pazienti in attesa di trapianto, di sesso ed età differenti, di regioni e origini diverse, tutti accomunati dalla necessità di ricevere in dono un trapianto per poter continuare a vivere (è il caso dei trapianti di cuore, fegato e polmone) o per poter vivere con una prospettiva e una qualità di vita migliore (come nel caso dei trapianti di rene e di cornea).

Per il cuore, a beneficiare del trapianto è stata una donna di 41 anni piemontese, in attesa di intervento a causa di una cardiopatia restrittiva; il polmone sinistro è andato a un uomo di 62 anni della Sardegna, affetto da fibrosi polmonare; il polmone destro a una donna di 54 anni della Sardegna, affetta da bronco-pneumopatia polmonare cronica ostruttiva; il fegato sinistro è stato trapiantato su un bambino all’ospedale di Bergamo; il fegato destro a un uomo di 67 anni della Campania, con una cirrosi epatica; il rene sinistro è andato a una donna di 47 anni nata in Nigeria e residente in Piemonte, in dialisi a causa di una nefrosclerosi ipertensiva; il rene destro a un uomo di 47 anni della Sicilia, che ha ricevuto un secondo trapianto di rene in seguito alla perdita di funzione di un precedente trapianto, presso l’ospedale di Novara. Infine, le cornee sono state avviate alla Banca delle cornee, che provvederà a valutarne l’idoneità e ad assegnarle a due pazienti in attesa di trapianto.

Tutti i trapianti sono stati effettuati presso le sale chirurgiche dell’ospedale Molinette della Città della Salute di Torino, ad eccezione del lobo sinistro di fegato trapiantato nel centro trapianti epatici dell’ospedale di Bergamo e il rene destro nel Centro trapianti di rene dell’ospedale di Novara. Inoltre – conclude la nota – in contemporanea l’équipe dei trapianti di fegato ha eseguito un prelievo di fegato a un donatore di 83 anni deceduto a Perugia, per trapiantarlo a Torino su un ricevente piemontese di 57 anni affetto da cirrosi epatica.

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20 Ottobre 2017