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BARI AVANTI TUTTA, MA QUANTA SOFFERENZA!

Contava vincere e così è stato. Nella fase più cruciale della stagione e, ad una giornata dalla fine, il Bari, allo stadio “Rigamonti” di Brescia (così intitolato in memoria del giocatore bresciano del Grande Torino, Mario Rigamonti), conquista l’ottava vittoria stagionale in trasferta, importantissima per classifica e morale. I ragazzi di Camplone, infatti, vincendo per 3-2 con doppietta di Rosina e Puscas, non solo accedono aritmeticamente ai play-off, ma possono, ancora, legittimamente sperare di raggiungere il 4° posto in classifica, che, come è noto, per effetto del regolamento del campionato in corso di serie B, garantirebbe dei piccoli vantaggi nella disputa dei play-off. Tuttavia, è stata una vittoria con un retrogusto amaro. Già, perché anche in vantaggio di due reti e con l’uomo in più, il Bari, non solo non riesce a controllare la partita, ma subisce anche il gioco degli avversari. In ottica play-off questo atteggiamento preoccupa non poco.

In effetti, qualche timore doveva averlo anche Camplone che, soprattutto dopo le ultime prestazioni poco incoraggianti, inserisce contro il Brescia, forze nuove sin dall’inizio: Donkor e Jakimovski in difesa, Donati a centrocampo e Puscas in attacco. L’idea sembra essere vincente. I biancorossi aggrediscono gli avversari e provano a fare la partita, giocando un calcio propositivo per buona parte del primo tempo. In questo frangente, Rosina (autore di una prestazione superlativa), complice un grave errore del portiere Minelli, porta subito in vantaggio i galletti, che poi raddoppiano con Puscas. Sembra fatta, ma non è così. Sotto di due gol, infatti, le rondinelle, prima accorciano le distanze con un gran gol di Morosini (dalla distanza) e poi, a 8 minuti dalla fine (e in inferiorità numerica dal 37’ del primo tempo), pareggiano con uno splendido gol di Embalo direttamente su punizione.

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“Sono arrabbiato e preoccupato per la mentalità – ammette Camplone ai microfoni di Radionorba – perché abbiamo giocato bene nei primi 25 minuti e poi abbiamo smesso. Non possiamo permetterci cali di tensione e non si può prendere un gol, come quello che abbiamo subìto, sul 2-0 per noi. Dobbiamo giocare da squadra.”

In effetti, il carattere della squadra biancorossa si rivede solo nel finale, quando si riversa in avanti, a testa bassa, per tentare l’impossibile. Così, in pieno recupero, lo sforzo degli ospiti viene premiato.

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Di Noia (entrato nel secondo tempo al posto di Donkor), viene atterrato in area di rigore, guadagnando un penalty che viene trasformato dal solito Rosina per la gioia dei tanti tifosi biancorossi. E’ il definitivo 2-3, ma quanta sofferenza!

Al di là del risultato, infatti, la gara è stata più difficile del previsto. Chi si aspettava, infatti, un Brescia arrendevole e rinunciatario si sbagliava. Le rondinelle, infatti, ormai fuori dalla zona play-off, hanno creato più di un grattacapo ai biancorossi a testimonianza della forza della squadra bresciana fra le mura amiche. Dei 54 punti conquistati, infatti, ben 40 sono stati ottenuti in casa. Il Bari ha avuto il grande merito di conquistare 3 punti d’oro, di indirizzare la gara nel giusto binario e poi di crederci fino alla fine, con una reazione da grande squadra. Ma nel mezzo, anche oggi, alcune cose non sono andate per il verso giusto. La squadra di Camplone dimostra di non riuscire a mantenere alta la concentrazione per tutta la gara. Anche oggi, infatti, come in altre occasioni, i galletti, una volta in vantaggio, pensano di aver già chiuso la pratica, ma si fanno rimontare. Inoltre, non si può far rientrare in partita e subire il gioco di una squadra in inferiorità numerica per oltre un tempo.

Nella ripresa abbiamo corso a vuoto – continua, seccato, Camplone – pur avendo avuto diverse occasioni per chiudere la gara. Sono preoccupato per la mentalità e perché non si riesce a chiudere prima la partita. Le altre, invece, come Pescara e Trapani, segnano. Cissokho? Un giocatore che viene dalla serie A, non può venire a fare la vacanza in B. Non sarà facile battere il Trapani, ma dobbiamo provarci, a patto che si cambi testa.

In effetti, ecco l’altra nota dolente. Ci vuole maggiore cattiveria sotto porta. Anche oggi, infatti, il Bari ha costruito altre importanti palle gol con Dezi, Puscas, Tonucci e Boateng, due delle quali davvero clamorose, ma non si segna.

Per raggiungere il 4° posto e, soprattutto, per vincere i play-off è necessario che il Bari cambi mentalità. E’ da elogiare la rabbia finale e la prova d’orgoglio dei ragazzi, ma non sempre può andar bene.

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15 Maggio 2016