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Bari e i suoi frammenti di storia.

Dal ieri al 23 luglio a Bari la “Mostra Nazionale della Radio e della Filatelia Marconiana”. Presso la rotonda “Luigi Giannella” i gazebo, montati per l’occasione, stanno opsitando una postazione A.R.I. – Associazione Radioamatori Italiani – oltre ad alcune radio della preziosa collezione di Umberto Giarletti, che vanta un patrimonio di oltre mille pezzi, uno più prezioso dell’altro, stimato in un milione di euro.

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Ed è proprio al Sig. Giarletti che chiediamo quale circostanza concorre a dare significato alla data scelta per la manifestazione.

La programmazione dell’evento intende dare risalto a due importanti avvenimenti, il 90° anniversario dell’A.R.I. fondata nel 1927 e la commemorazione dell’80°anniversario della scomparsa dello scienziato Guglielmo Marconi avvenuta il 20 luglio 1937.Un’opportunità per fare un tuffo nel passato e rivivere gli emozionanti momenti di storia che hanno reso protagonista la città di Bari dell’inizio delle comunicazioni innovative.

Infatti “Antivari chiama”: era il 3 agosto 1904 ed il Premio Nobel Guglielmo Marconi fece partire proprio da Bari il primo segnale, dall’attuale Bar, in Montenegro…

cms_6783/U_Giarletti_intervista.jpgEsatto! Quel giorno il grande scienziato fece partire il messaggio tramite il servizio radiotelegrafico veloce senza fili che fu ricevuto dalla stazione di San Cataldo. La trasmissione, sperimentale, consentì a Bari di diventare stazione radiotelegrafica con servizio regolare dal 1904.Per l’impulso agli scambi commerciali e per aver proiettato Bari alla massima notorietà a livello europeo, Guglielmo Marconi fu insignito della cittadinanza onoraria barese. Parte della mia collezione è dedicata proprio a questo evento.

Di cosa si compone questa collezione? Ha una collocazione permanente?

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Si tratta di più di 1.000 pezzi, documenti storici, radio d’epoca restaurate e funzionanti, filatelia e numismatica inerente l’epoca Marconiana e ….antiche macchine del suono, così come venivano chiamati i vecchi giradischi. Purtroppo, nonostante l’interesse internazionale di valore (la collezione è stata esposta e apprezzata in diverse mostre-esposizioni nazionali ed estere ndr) a tutt’oggi la nostra collezione non ha ancora trovato una collocazione permanente che le dia la giusta valorizzazione.

Quale potrebbe essere la funzione sul territorio di una mostra storica permanente?

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Parlare di mostra della radio appare riduttivo in quanto la nostra collezione comprende l’intera filatelia Marconiana emessa sulla tematica, nel mondo, lo stesso dicasi per la numismatica. Reperti e documentazioni sulla nascita della discografia passando per il vinile fino ad arrivare ai nuovi DVD.

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“Il museo della radio” a Bari, collocandosi tra gli eventi “altamente culturali”servirebbe al capoluogo pugliese come propulsore di un turismo che riesca a coniugare l’aspetto paesaggistico, la tradizione enogastronomica ma soprattutto il bagaglio storico evidentemente testimoniato da costruzioni medievali perfettamente conservate.

Restaurando la città vecchia, infatti, non è raro imbattersi in scoperte di valore archeologico inestimabile. Il rifacimento del Fortino portò al rinvenimento dei resti di una chiesa. È di poche ore fa la notizia del ritrovamento di antiche strutture di ancoraggio di imbarcazioni tra gli scavi del mercato ittico di un antico porto cittadino (ndr).

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Al Coordinatore dell’A.R.I. – Sezione di Bari – Sig. Lello Cafaro, chiediamo come è cambiata l’associazione da quando Guglielmo Marconi, primo radioamatore nel mondo e Primo Presidente nel lontano 1927 dell’allora nascente Associazione Radiotecnica Italiana gettò le basi del movimento divenuto dal 1977 Associazione Radioamatori Italiani.

E’ cambiata molto grazie all’avvento del digitale. Oggi con i nuovi mezzi a disposizione si aprono possibilità infinite. I radioamatori e chiunque utilizzi apparecchi ricetrasmittenti devono necessariamente interfacciare l’apparato radio con il computer. I nuovi sistemi consentono la localizzazione, il punto esatto da cui è partito il segnale.

La presenza di radioamatori in passato ha fornito aiuti concreti per la trasmissione di dati in caso di catastrofi e disastri umanitari. Come si riesce a conservare quest’importante funzione sociale con l’avvento dei social e di una comunicazione divenuta velocissima? Ha ancora senso cercare frequenze quando la rapidità degli eventi impone la scelta del digitale?

Durante le sciagure del Polesine, di Firenze, della Sicilia, del Friuli e dell’Irpinia i radioamatori, questi cittadini sconosciuti, balzarono alle cronache per essere riusciti con mezzi propri spesso di fortuna a sostituire le reti ufficiali laddove le comunicazioni erano interrotte. Durante l’alluvione che la colpì così duramente Firenze non rimase completamente isolata solo grazie ai radioamatori che per 48 ore si misero a disposizione degli organi di soccorso fornendo gli unici contatti.Nonostante i progressi tecnologici, e anche il terremoto delle ultime ore in Grecia lo testimonia, la prima difficoltà è l’interruzione delle comunicazioni. Ed è questa la ragione che continua ancora oggi a dare un significato insostituibile alle radiocomunicazioni.

Come si finanzia l’associazione? Quali le aspettative da manifestazioni come questa?

Nota dolente! Purtroppo si autofinanzia. Solo da qualche anno abbiamo potuto iscrivere la sezione di Bari nell’elenco regionale per le associazioni del volontariato della Protezione Civile per poter partecipare ai bandi pubblici con dei progetti che, in caso di selezione il Dipartimento Nazionale sovvenziona con il 70% del progetto che si intende attuare.

Come si diventa radioamatori?

Lo si diventa sostenendo un vero esame di stato. Si presenta nei mesi di aprile e settembre di ogni anno domanda al Ministero delle Comunicazioni e dello Sviluppo Economico. Se superato l’esame c’è la possibilità di richiedere il Nominativo di Stato che serve ad identificare il radioamatore. Bisogna fare attenzione infatti a non confondere la banda GB dove si utilizza la radio 27megahertz con pseudonimi che non identificano il soggetto fisico. Il radioamatore deve invece essere riconosciuto dal nominativo internazionale di chiamata a garanzia delle istituzioni che intendono avvalersi del loro operato in situazioni di soccorso.

Cosa si aspetta da questa manifestazione?

Il mio auspicio è che i baresi prendano finalmente atto di uno spaccato di storia che in molti ancora non conoscono. Quello che accadde nel giorno della prima trasmissione è la base di tutti i progressi nel campo delle comunicazioni e lo sarà anche per il futuro.

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Nel discorso inaugurale di ieri,venerdì 21, il vicesindaco – Pierluigi Introna – ha promesso un impegno inclusivo nella ricerca di una sede che possa ospitare in maniera permanente la mostra sul capoluogo barese, mosso non solo dalla evidente potenzialità dell’evento ma, ha confessato, per l’amore ereditato dal nonno paterno per le radio. Nella giornata di sabato 22 luglio, dalle 14,00 alle 20,00, un annullo speciale filatelico arricchirà il calendario della manifestazione. Sarà presente per l’occasione una postazione temporanea delle poste italiane. Fino a domenica 23 luglio sarà possibile visitare i gazebo e partecipare all’evento che chiuderà i battenti alle ore 22,00.

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L’affluenza significativa già dalle prime ore di ingresso libero è di per sé indicativa dell’interesse e della risposta del pubblico. L’augurio è pertanto che le attese degli organizzatori per una mostra permanente sul territorio vengano a breve premiate.

Data:

22 Luglio 2017