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Bassetti: «Senza meraviglia e stupore la vita perde il suo senso e svilisce»

Mentre ci avviamo al termine delle giornate del Meeting, che quest’anno celebra la quarantesima edizione, guardiamo al nostro tempo con trepidazione ma anche con speranza, come ci ha suggerito Papa Francesco nel suo messaggio di saluto”. A conclusione del Meeting di Rimini per l’amicizia tra i popoli, il cardinal Guglielmo Bassetti, presidente della Cei, nella messa conclusiva, esorta noi tutti a guardare al nostro tempo con trepidazione e speranza, di imparare alla pari dei profeti, a guardare le cose come le vede Dio e di riconoscerlo e di viverlo, testimoniando la sua presenza nella nostra quotidianità. Un messaggio molto forte che non fa altro che rimarcare il senso profondo della vita, ovvero che “senza meraviglia e stupore la vita perde il suo senso e svilisce”. Diventare profeti nella contemporaneità è un po’ utopistico ma non impossibile, e lo stesso porporato ci ricorda che per farlo è necessario aprirsi alla meraviglia, capacità questa dei profeti, cioè mettersi in ascolto della parola di Dio, e solo così si è in grado di leggere la profondità di tutto ciò che ci circonda. Paolo e Pietro, i protagonisti della seconda Lettura e del Vangelo, vengono presi da Bassetti come punto di riferimento.

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Paolo ci viene descritto come colui che esterrefatto e impressionato dalla sapienza infinita di Dio, non viene di certo frenato dalla meraviglia di Dio, pur percependo la distanza, impara a riconoscere il mediatore che è Gesù Cristo. L’altro protagonista delle letture è invece Pietro, che a contatto con Gesù è stato invaso da meraviglia che gli ha permesso di riconoscere l’identità del figlio del Dio vivente. Due esempi di profeti che si sono lasciati colpire dalla meraviglia, imparando a riconoscere la presenza di Dio nella propria epoca, pregando per il proprio popolo e invocando l’intervento del Signore. Il cardinal Bassetti nella sua omelia ricorda che l’assenza di profeti rappresenta un vero e proprio pericolo per l’umanità tutta, proprio perché nell’era della perenne connessione, abbiamo bisogno di lasciarci andare a quella che Bassetti definisce la “meraviglia dei semplici”. Solo facendoci profeti possiamo scorgere quelli che sono i segni dei tempi non solo pronunciando parole ma anche con le nostre stesse testimonianze di vita.

Data:

25 Agosto 2020