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Berlusconi: “Toghe militanti accanite contro di me”(Altre News)

Berlusconi, ’la verità del Cav’: “Toghe militanti accanite contro di me”

(Vittorio Amato)- “Non si sono visti né carri armati, né militari, né cortei di gente in rivolta nelle strade, ma come chiamare il capovolgimento della volontà espressa liberamente dai cittadini alle elezioni senza passare di nuovo dalle urne? Non c’è che una risposta: si è verificato un colpo di Stato. Questo è quanto è successo per quattro volte negli ultimi venti anni in Italia…”. Il 2013 è un annus horribilis per Silvio Berlusconi: condannato dalla Cassazione per frode fiscale viene dichiarato ’decaduto’ dal Senato per effetto della legge Severino.

Un anno dopo il Cav inizia a scrivere un libro, mai andato alle stampe, dal titolo provvisorio ’La verità’, dove parla dei ’’quattro colpi di Stato” vissuti e si sfoga contro certa “magistratura militante’’, soprattutto di sinistra, in particolare esponenti di Md, che fa un ’’uso politico della giustizia’’ e prova a ’’rovesciare la volontà popolare imprimendo un salto di qualità alla gogna mediatica” nei confronti del premier e leader dell’allora maggioranza di governo, mettendo a rischio la democrazia.

Il capitolo sulla giustizia contenuto nella bozza del pamphlet, rimasta riservata e ora in possesso dell’Adnkronos, sembra quantomai attuale dopo le polemiche sollevate dalla pubblicazione di una registrazione audio del magistrato Amedeo Franco, relatore in Cassazione nel processo sui diritti Mediaset. L’ex premier si definisce lui ’’vittima di una frode’’, convinto di essere ’’stato condannato” e poi “estromesso dal Parlamento sulla base di una sentenza ’politica’ costruita scientificamente ed assolutamente infondata”.

“In questi venti anni la magistratura militante -avverte- si è accanita contro di me, come è evidente a tutti coloro che non siano animati da pregiudizio. Me ne hanno fatte di tutti i colori. Sono stato colpito nei miei affetti, nella mia reputazione, sul versante aziendale, economico, personale. Sono stato intercettato e spiato a casa mia. Sono stato oggetto, sino a oggi, di 57 processi…’’.

“Nel processo sui diritti Mediaset -denuncia il leader forzista nella bozza del libro risalente a fine gennaio del 2014 e fatta visionare ad alcuni parlamentari azzurri – i collegi giudicanti sono stati addirittura presieduti da magistrati che si erano messi in luce partecipando a manifestazioni pubbliche contro di me e contro i miei governi. In primo e in secondo grado sono stati rifiutati 171 testimoni a mio favore, vanificando del tutto il mio diritto alla difesa”.

Nel primo capitolo (’Storia dei quattro colpi di Stato’) Berlusconi ricostruisce tutta la vicenda giudiziaria Mediaset e dà la sua versione dei fatti: ’’Dopo la condanna di primo grado, si è proceduto con una velocità tale che tra la sentenza di primo grado e il pronunciamento della Cassazione sono passati meno di otto mesi, un record assoluto. Ovviamente sono stati usati anche i vecchi metodi ben collaudati negli anni precedenti”.

Berlusconi scrive di come la “Cassazione fissò l’udienza il 30 luglio, affidandomi a un collegio feriale scelto ad hoc. Fui sottratto così al mio giudice naturale, cioè alla Terza Sezione penale della Cassazione, competente per i reati tributari, la Sezione che già il 6 marzo 2013, aveva confermato il mio proscioglimento per gli stessi fatti, ma riferiti ad anni diversi, così come aveva deciso anche la Sezione Seconda della stessa Cassazione un anno prima, nel 2012”.

E ancora: “La Sezione cosiddetta feriale della Cassazione, composta con giudici ad hoc, emise la sua sentenza di condanna il 1° agosto confermando le condanne in primo e secondo grado, decise in base ad accuse risibili e inconsistenti”, si legge nel testo che l’Adnkronos ha visionato.

“Dopo la sentenza -sottolinea il leader azzurro- alle incontestabili prove a mio discarico che erano state presentate dai miei legali nel processo, si sono aggiunte due ulteriori e insuperabili prove di innocenza: i documenti pervenuti alla Procura di Milano da Hong Kong e dall’Irlanda e la deposizione resa al fisco americano dall’ad del Gruppo Agrama (fornitore di diritti a Mediaset, Rai, ecc.) che, entrambe, escludono una mia partecipazione ’occulta’ alle società off-shore dello stesso Gruppo Agrama”.

“In conclusione, io -assicura- sono stato condannato e poi estromesso dal Parlamento sulla base di una sentenza ’politica’ costruita scientificamente ed assolutamente infondata. Come ho sempre sostenuto, sono stato io la vittima di una frode”. “Del resto -si chiede il Cav- come avrei potuto, se davvero fossi stato socio occulto di Agrama, continuare a tollerare che in una azienda del mio Gruppo lui corrompesse il capo dell’ufficio acquisti e il nostro collaboratore che ci segnalava dall’America i programmi da acquistare?”.

Berlusconi fa una sorta di excursus storico e descrive nel dettaglio i ’’quattro colpi di Stato’’: il primo nel ’92-’93, “con l’operazione Mani pulite”, il secondo nel ’94 con l’avviso di garanzia, ’’recapitato in prima pagina’’ dal Corsera mentre sta presiedendo a Napoli il vertice Onu contro la criminalità organizzata, il terzo nel 2011 con ’’l’imbroglio degli spread’’, l’ultimo, quello del 2013 culminato nella estromissione dal Parlamento.

“Per questo -si legge in un passaggio della bozza del libro- quando dico che la malattia che sta devastando la democrazia italiana si chiama ’uso politico della giustizia’, non faccio che rendere un servizio alla verità. La mia forza politica e io siamo estremisti per questo? Forse sì! Perché amiamo all’estremo la libertà e non ci rassegniamo all’idea di vivere in un Paese in cui avvengono simili colpi di Stato”.

Berlusconi non se ne fa una ragione e si chiede: ’’È ancora democratico un Paese dominato da un nucleo di magistrati collocato nel cuore dello Stato, dotato di un enorme potere, non sottoposto ad alcun controllo, del tutto autoreferenziale e non legittimato da una elezione democratica?”.

“L’unica colpa -assicura- che mi si può attribuire, oggi come nel 1994, è quella di aver saputo vincere le elezioni e di aver resistito negli anni di opposizione”. Da qui la scelta di restare nell’agone politico, allora come oggi: ’’Se non fossi sceso in campo io (certo, con il mio conflitto di interesse, evidente e perciò controllabile proprio perché sotto gli occhi di tutti), la democrazia italiana sarebbe stata dominata da un fortissimo sistema di potere politico, giudiziario, finanziario e mediatico”.

Gli altri due capitoli del libro mai pubblicato del Cav si intitolano, rispettivamente, ’Un generoso tentativo riformatore’ e ’E andiamo avanti!’.

Conte: “Dl Semplificazioni per tornare a correre”

“La pandemia del Covid-19 ha determinato una recessione senza precedenti. Tra gli strumenti per rilanciare la crescita” c’è anche il dl Semplificazioni “di cui stiamo discutendo in queste ore. E’ la madre di tutte le riforme, indispensabile per modernizzare l’Italia, tornare a far correre il Paese. E in queste ore è in atto un confronto costruttivo per trovare le soluzioni migliori”. Lo dice il premier Giuseppe Conte nell’Aula di Montecitorio, rispondendo al question time.

Nel decreto, al quale lavora il governo, “ci sono misure volte a produrre accelerazioni nell’iter delle opere, e c’è anche, questo tengo a sottolinearlo, un rafforzamento dei presidi di legalità”.

Nel decreto semplificazioni, spiega ancora, “sono state studiate e in parte accolte le proposte di Iv. Ci sono interventi nella fase contenziosa, per rendere più veloce il processo amministrativo ed evitare la sospensione delle gare pubbliche. Sono misure che intervengono anche sulla responsabilità dei pubblici dipendenti, perché vogliamo superare la cosiddetta ’paura della firma’ per i dipendenti pubblici” sul fronte opere pubbliche, spesso motivo di rallentamenti.

“Pensiamo a semplificare le procedure affidando i contratti in modo più rapido, in questo momento, transitorio – illustra il presidente del Consiglio – Compatibilmente, introdurremo procedure negoziate anche senza bando, compatibilmente alla normativa europea. Deroga associata a misure di trasparenza e controlli antimafia, che sono da un lato semplificati ma dall’altro lato rafforzati. Le misure intervengono anche nella fase dell’esecuzione, al fine di accelerare la cantierizzazione delle opere e la loro realizzazione”.

INTERVENTO SU IVA – Poi l’Iva. “Non c’è discrasia tra la voce del presidente e la voce del ministro, abbiamo tutti confermato” che intervenire sulle aliquote Iva “è un’ipotesi, non abbiamo ancora deciso sul tempo, la stiamo valutando” precisa il premier.

Sul fronte del fisco, “l’obiettivo del governo è di far pagare tutti e consentire a tutti di pagare meno. Per quanto riguarda il giro di incontri” a Villa Doria Pamphili, “sono arrivate diverse sollecitazioni proprio in chiave fiscale per rilanciare il Paese. Io non ho mai annunciato” una ’sforbiciata’ all’Iva, “ma ho detto, rispondendo a un giornalista, che si è parlato anche di questo e confermo che lo stiamo valutando in queste ore e in questi giorni”.

L’ipotesi sulla quale è concentrato il governo, “è quella del cashless” legato al taglio dell’imposta, ovvero l’incentivazione della moneta elettronica, “su cui si è già lavorato nella legge di bilancio col cosiddetto bonus Befana. L’ipotesi su cui si può lavorare per dare una scossa”, una spinta “incentivante, rilanciando la domanda ma anche modernizzando il Paese, per cui tutti paghino perché tutti paghino meno”.

Inoltre, “alla luce dell’impegno assunto per la promozione di pagamenti con carta e per la digitalizzazione del Paese è ferma determinazione del governo promuovere e incentivare le iniziative private finalizzate a ridurre l’impatto sugli esercenti delle merchant fees. Una via è l’attivazione di un protocollo con il sistema bancario per contenere i costi del pagamento con carta”.

ALIQUOTE NUOVE – “Questo governo – sottolinea poi – sta lavorando ad un’ampia riforma della tassazione diretta ed indiretta finalizzata a definire e disegnare un fisco equo, semplice, trasparente per i cittadini”. “E’ una riforma che non si può attuare nel giro di pochi giorni o di poche settimane, ovviamente – aggiunge il premier – l’obiettivo non è aumentare ma ridurre la pressione fiscale sui certi medi, sulle famiglie con figli e accelerare la transizione del sistema economico verso una maggiore sostenibilità ambientale e sociale”.

“Punti chiave della riforma – evidenzia – saranno la semplificazione, la rimodulazione delle aliquote fiscali, allo stesso tempo le scelte fiscali dovranno supportare la politica industriale e il processo di riconversione successivo alla crisi sanitaria e agevolare le produzioni in quei settori dove l’emergenza epidemiologica ha evidenziato una carenza produttiva a fronte di una evidente necessità per gli approvvigionamenti nazionali”.

TAGLIO CUNEO FISCALE – Ancora, “abbiamo deciso di rendere strutturale” la misura relativa al taglio del cuneo fiscale, dice il presidente del Consiglio.

PENSIONI DI INVALIDITA’ – Quanto alle pensioni, “il governo sarà pronto a intervenire per adeguare le pensioni di invalidità, oggi ferme a una soglia inaccettabile, a seguito della pubblicazione in Gazzetta ufficiale della sentenza” della Corte costituzionale su questo tema.

“Il governo sta già lavorando a un testo che sarà affinato dopo la pubblicazione della sentenza che dovremo leggere attentamente”, dice il premier aggiungendo che “a tale misura il governo attribuisce grande rilevanza per rafforzare il welfare e per una maggiore equità e inclusività sociale”.

SCUOLA – “Come già anticipato, a settembre tutti gli studenti torneranno a scuola finalmente in presenza. La scuola ha dimostrato eccezionali risorse umane nel corso dell’emergenza”, al personale “va un sentito ringraziamento” per le “grandi capacità di resilienza” le parole del premier.

Conte ricorda che per la scuola è stato predisposto “un ulteriore miliardo, risorse aggiuntive per evitare classi affollate: dovremo arrivare, si stima, a un incremento dell’organico di 50mila unità tra docenti e personale Ata”, che verrà distribuito “sulla base delle esigenze definite dal territorio”. Sulla “configurazione degli spazi” per il rientro a scuola, “il ministro ha già avviato un confronto col commissario per il Covid”, Domenico Arcuri, “per velocizzare” la loro predisposizione. Il presidente del Consiglio rivendica poi le risorse già stanziate per la scuola nel dl rilancio.

Conte fa un breve accenno anche alle scuole paritarie, ricordando che nel dl rilancio sono stati previsti 150 mln di euro, l’obiettivo, rimarca, “è di tutelare non le scuole confessionalmente orientate bensì gli studenti in quelle scuole”. “Le scuole – assicura dunque il premier – non saranno lasciate sole”, al Miur ci sarà una cabina di coordinamento ad hoc per affiancarle. “La scuola è tornata al centro del dibattito pubblico oltre che del governo – rimarca ancora il presidente del Consiglio – è il perno della nostra comunità e sarà anche al centro degli investimenti del Recovery plan”.

MES – Poi il Mes. “Non vi è alcuna connessione” tra una eventuale decisione di accedere “alle linee di credito del Mes, relative alle spese sanitarie, e le scelte generali di politica di bilancio relative alla spesa pubblica e alla tassazione” afferma il premier.

Poi, lasciando l’Aula, a chi gli chiede se tema eventuali risoluzioni sul Mes a luglio, Conte risponde: “Io non temo mai una risoluzione del Parlamento”.

NEXT GENERATION EU – “In queste ore il governo sta conducendo un’intensa attività diplomatica per garantire una risposta europea adeguata alle dimensioni della crisi innescata dalla pandemia da Covid 19” dice Conte al question time. Il Next generation Eu “è necessario per preservare bene essenziali europei – rileva – come il funzionamento del mercato interno, le catene di valore europee, la base industriale. Ho parlato in questi giorni con il premier Rutte e la cancelliera Merkel con l’obiettivo di preparare al meglio il prossimo Consiglio europeo”.

“Da parte italiana resta l’obiettivo di un’intesa rapida che mantenga l’ambizione di partenza” del Next generation Eu, composto da 500 miliardi di sovvenzioni e 250 di prestiti. “Dovrà rimanere fermo il principio di un finanziamento straordinario a lungo termine, tramite debito comune europeo e il risultato finale non dovrà discostarsi dalla proposta della Commissione quanto al volume, alla composizione delle risorse, ad ampia prevalenza di sovvenzioni”.

Inoltre “riteniamo che i criteri di allocazione debbano confermare il sostegno ai Paesi, regioni, settori più colpiti dalla crisi da Covid-19 e quelli che potrebbero, anche per ragioni storiche, avere più difficoltà nel recupero e quindi che venga mantenuta la distinzione tra i criteri di allocazione per gli strumenti di Next generation Eu e quelli dei fondi di coesione ordinari”.

L’uso delle risorse del Next generation Eu “rappresenta per il Paese un’occasione formidabile per la riconversione del nostro sistema industriale e di sviluppo secondo le direttrici della sostenibilità, delle infrastrutture fisiche ma anche digitali, della semplificazione, della inclusione sociale. A settembre l’Italia presenterà un Recovery plan a cui stiamo lavorando alacremente per un utilizzo efficace senza sprechi di queste risorse. Sono questi gli impegni che mi sento di rinnovare in questa sede, ribadendo che ogni decisione relativa all’utilizzo di queste risorse sarà condivisa doverosamente e ben volentieri con il Parlamento”.

E spiega che “nella discussione sul Quadro finanziario europeo figureranno anche i cosiddetti rebates di alcuni Stati membri, che fin dal negoziato precedente alla crisi abbiamo definito anacronistici. Ne comprendiamo l’elevata importanza per alcuni Stati membri in termini di politica nazionale, ma vogliamo credere che tale sensibilità venga accompagnata da quegli stessi Stati membri da apertura e flessibilità riguardo al Next generation Eu”.

EX ILVA – Sull’ex Ilva “la trattativa sta proseguendo e in queste ore si sta lavorando a una nuova compagine societaria e valutando anche un intervento pubblico, la migliore garanzia per i livelli occupazioni e gli obiettivi ambientali” spiega il presidente del Consiglio.

JINDAL – Quanto alle acciaierie Jindal di Piombino c’è un “percorso costruttivo condiviso” per un “nuovo modello di siderurgia eco sostenibile in Italia”.

AST TERNI – Riguardo alle acciaierie Ast di Terni, “in attesa delle scelte che la proprietà vorrà compiere in termini di cessione azionaria, le interlocuzioni avvenute in questi giorni con l’amministratore delegato dell’azienda ci portano a ritenere che verrà confermato il piano industriale, il quale prevede investimenti per circa 60 milioni di euro, e che i tempi non saranno brevi”.

ACCIAIO – “L’obiettivo del governo è un piano strategico per la siderurgia che definisca il fabbisogno di acciaio nel Paese e le condizioni di mercato in cui i produttori devono muoversi con la consapevolezza che sono necessari elementi di protezione commerciale” spiega Conte.

“Il rilancio del settore passa da una ristrutturazione del comparto con una specializzazione nell’acciaio di qualità per filiere ad alto valore aggiunto, in cui l’Italia è leader, e da una transizione energetica verso cui questo settore deve orientarsi quanto prima per non rimanere ai margini”, aggiunge il presidente del Consiglio.

VERTICE DI MAGGIORANZA – Si è intanto concluso il vertice di maggioranza a Palazzo Chigi sul dl semplificazioni. “Ci siamo aggiornati a domani alle 9.30, poi il pomeriggio ci sarà il pre-Consiglio che sarà lunghissimo. Quindi tra domani e dopodomani ci sarà il Cdm” chiamato a varare il decreto, ha spiegato il capogruppo di Iv al Senato, Davide Faraone, al termine della riunione.

“Siamo a un buon punto – ha assicurato – Restano da affrontare le questioni del danno erariale, dell’abuso di ufficio e dei commissari per singole opere”. Su quest’ultimo punto, ci saranno nel pomeriggio delle riunioni tecniche con la ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli, in particolare sull’elenco delle opere da stilare.

Renzi: “Se cade, sarà per nostro autogol e non per Salvini”

“Questo governo non rischia di saltare per colpa di Salvini ma per colpa delle nostre divisioni interne. Io consiglio a tutti di mettere al centro gli italiani, poi verrà il momento di tornare a distinguerci. Ma, ripeto, non è Salvini che può darci scacco matto, siamo noi che possiamo fare autogol. Penso e spero di no”. È l’avvertimento che arriva dal leader Iv Matteo Renzi, dai microfoni di SkyTg24.

“Un governo funziona – dice Renzi – se fa le cose, se sta a parlare della propria durata allora ha già dei problemi”.

“Uno dei motivi – ricorda il Rottamatore – per cui noi siamo ancora al governo è perché vogliamo sbloccare 120 miliardi dei cantieri. Tenerli bloccati è allucinante. Poi le modalità sono le più disparate: il modello Genova, quello di Expo o Pompei risalendo fino al Giubileo del 2000. Le cose si possono fare ed è ora di passare dalla chiacchiere ai fatti. Non sarà un autunno facile”.

“Qualcuno – incalza Renzi – pensa di andare avanti a colpi di Cig e invece serve una decontribuzione per le aziende perché prima o poi i soldi finiscono”. E attacca i ritardi dell’Inps: “Con Tridico è stato un disastro. L’Agenzia delle Entrate con Ruffini ha fatto partire il fondo perduto e ha dato risposte efficienti”.

Renzi è scontento anche dei provvedimenti sulla scuola. “I bambini sono stati considerati cittadini di serie B. Si sono chiuse e nessuno ha detto niente. Si sono considerati più importanti i grandi eventi che l’attività quotidiana dei ragazzi. Ma la scuola non è babysitteraggio, bensì è formazione dei cittadini” e torna alla carica con un suo vecchio cavallo di battaglia: “Mettiamo soldi sull’edilizia scolastica”.

“Conte scrive a Salvini, incontro per discutere piano di rilancio”

Il premier Giuseppe Conte ha scritto al leader della Lega Matteo Salvini confermando l’intenzione di un incontro per discutere del piano di rilancio del Paese. Lo riferiscono fonti della Lega.

Meloni: “Ricevuta lettera di Conte, Fdi disponibile a incontro”

“Mi è arrivata una lettera con la quale Giuseppe Conte mi rinvita a incontrarlo. Aspettiamo un appuntamento da circa due settimane ma mi manda la lettera per dirmi che mi vorrebbe incontrare e io ho ribadito che noi siamo disponibili”. Così la leader di Fdi, Giorgia Meloni.

“Visto che ci dobbiamo vedere – prosegue polemica Meloni – se ci manda un documento elaborato alla fine di questi 10 giorni di Stati generali… così parliamo non del sesso degli angeli ma di cose concrete, su cui Fdi è sempre disponibile”.

“Io sono francamente stanca di parlare di cose che non conosco. Atteso che tutti siamo per la semplificazione e che il governo aveva gli strumenti per semplificare nei vari dl in cui ha infilato tutt’altro, aspettiamo che qualcuno ci mandi un documento da poter valutare” dice Meloni.

Senatore Carbone lascia Forza Italia e passa con Renzi

“Lascio Forza Italia e aderisco al gruppo parlamentare di Italia Viva. Non posso più sopportare l’immagine di un partito appiattito e subordinato a una destra sovranista che, con piglio giustizialista, mette in discussione lo spirito del garantismo, valore fondante non solo della nostra democrazia ma principio costituente del movimento politico, fondato dal presidente Silvio Berlusconi, a cui mi legherà per sempre un sentimento di profonda stima e totale riconoscenza”. Lo dichiara all’Adnkronos il senatore Vincenzo Carbone, che ha detto addio al partito di Silvio Berlusconi per approdare in Italia Viva.

“Ho appena consegnato alla presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati -annuncia Carbone- la lettera di dimissioni da membro del gruppo parlamentare di Forza Italia e la richiesta di adesione al gruppo di Italia Viva”.

Il senatore spiega le ragioni del suo passaggio con Matteo Renzi: “Da domani inizia un viaggio nuovo e stimolante in una forza politica giovane e dinamica che intende mettere fine all’agonia del Mezzogiorno, colmare il gap infrastrutturale con il resto del Paese, e, soprattutto, creare una classe dirigente in grado di costruire un futuro di certezze per i nostri figli e i nostri nipoti”.

“Si allarga la nostra squadra! Un caloroso benvenuto al senatore Vincenzo Carbone. Il suo contributo serve, c’è un Paese da far ripartire, andiamo avanti con motivazione e determinazione” twitta Ettore Rosato, presidente di Italia Viva.

Forza Italia continua a ’perdere pezzi’ in Parlamento. Prima del senatore Carbone giusto nel maggio scorso fa avevano lasciato il partito del Cav la senatrice Elena Testor (passata con la Lega) e due deputati siciliani, Francesco Scoma (traslocato anche lui con i renziani) e Nino Germanà, ’accasato’ nel gruppo di Noi con l’Italia di Maurizio Lupi. Quattro addii che cominciano a pesare sulla tenuta del partito azzurro suonando come un campanello d’allarme per i vertici azzurri.

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1 Luglio 2020