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Biden: “No a secondo dibattito se Trump ancora positivo”

Biden: “No a secondo dibattito se Trump ancora positivo”

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Il secondo dibattito presidenziale non dovrebbe tenersi nel caso in cui il presidente Donald Trump risultasse ancora positivo al Coronavirus. Ad affermarlo è stato il candidato democratico alla Casa Bianca Joe Biden chiarendo però che baserà ogni sua decisione in merito sulle raccomandazioni degli esperti. “Bene, credo che se avesse ancora il Covid, non dovremmo avere un dibattito”, ha dichiarato, parlando con i giornalisti nel Maryland. “Credo che dovremo attenerci a norme estremamente rigide. Troppe persone sono state contagiate ed è un problema molto serio”. “Così io mi atterrò alle linee guida della Cleveland Clinic, e a ciò che diranno i medici sulla cosa giusta da fare, se e quando si paleserà per un dibattito”.

Covid, Pechino sotto accusa: cresce nel mondo giudizio negativo

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Il giudizio dell’opinione pubblica a livello globale sulla Cina è drammaticamente peggiorato dallo scorso anno. E’ quanto rileva una ricerca condotta dal Pew Research Institute in 14 Paesi ad economia avanzata. Circa due terzi dei 14.300 intervistati hanno un giudizio critico sulla gestione della pandemia da parte di Pechino. Negli Usa, in Corea del Sud e in Germania, per citare tre Paesi presenti nella ricerca, il numero di intervistati con un giudizio negativo sulla Cina è ai livelli più alti degli ultimi 10 anni, quando hanno avuto inizio questo tipo di rilevazioni, con percentuali rispettivamente del 73%, 75% e 71% In Italia la percentuale è invece del 62%.

Negli Stati Uniti, dove Donald Trump ha assunto un atteggiamento particolarmente critico nei confronti di Pechino, la percentuale di intervistati che hanno un giudizio negativo sulla Cina è cresciuta quasi del 20 per cento, da quando il presidente ha iniziato il suo mandato.

Arrestato per evasione fiscale McAfee, inventore dell’antivirus

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John McAfee, inventore dell’antivirus per computer e fondatore dell’omonima azienda di software, è stato arrestato in Spagna su richiesta delle autorità Usa, che lo accusano di evasione fiscale. Secondo i magistrati, tra il 2014 e il 2018 McAfee non ha presentato le denunce dei redditi, nonostante gli introiti milionari derivanti da consulenze, apparizioni pubbliche, scambi di cripto-valute e dalla vendita dei diritti della sua biografia. Tra le accuse a suo carico, riporta la Bbc, anche quelle di aver nascosto al fisco uno yacht e una proprietà immobiliare. Se condannato, rischia fino a 30 anni di carcere.

Quella di McAfee è una figura controversa nel settore tecnologico. Raggiunse la fama negli anni ’80, dopo aver fondato l’azienda che produttrice del primo software anti virus per uso commerciale, il McAfee VirusScan, creando così un’industria multi miliardaria. L’azienda venne poi ceduta alla Intel, ma McAfee è rimasto attivo nel settore della sicurezza informatica.

L’imprenditore, nato nel Regno Unito, in passato aveva espresso la sua idiosincrasia nei confronti del fisco, affermando in un tweet di non avere presentato le dichiarazioni dei redditi per otto anni, perché “le tasse sono illegali”. Lo scorso anno venne arrestato per breve tempo mentre si trovava nella Repubblica dominicana, con l’accusa di avere fatto entrare illegalmente delle armi nel Paese. Nel 2012 fu protagonista di un’altra disavventura giudiziaria, nel Belize, dove venne coinvolto nell’inchiesta sulla morte del suo vicino di casa, l’imprenditore Usa Gregory Faull.

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7 Ottobre 2020