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“Blocco navale? Sarà guerra nucleare”, la minaccia di Kim

“Blocco navale? Sarà guerra nucleare”, la minaccia di Kim

cms_7950/kim_afp_corea.jpgSe gli Stati Uniti metteranno in atto un blocco navale si tratterebbe di un “atto di guerra” al quale la Corea del Nord reagirebbe con “spietate misure di auto difesa”. Questa la minaccia lanciata da un portavoce del ministero degli Esteri di Pyongyang, rilanciata dall’agenzia di stato Kcna. Un blocco navale contro la Corea del Nord, ha detto ancora il portavoce, sarebbe una “arbitraria violazione” della sovranità e dignità del Paese.

Per il portavoce del ministero degli Esteri di Pyongyang, nel perseguire il blocco navale contro la Corea del Nord, il presidente Usa Donald Trump sta facendo “un passo ampio ed estremamente pericoloso verso la guerra nucleare“. Al momento non ci sono proposte ufficiali da parte degli Usa di un blocco navale contro la Corea del Nord.

La spallata di Trump: abolita neutralità della rete

cms_7950/trump_applauso_afp.jpgLa Commissione federale delle comunicazioni degli Stati Uniti ha votato, con tre voti a favore e due contrari, l’abrogazione delle regole di neutralità della rete, che obbliga tutti i provider a trattare i contenuti online allo stesso modo. Una mossa dunque che favorisce i provider e va a svantaggio dei consumatori, ma soprattutto che rappresenta un’ulteriore spallata da parte dell’Amministrazione di Donald Trump al suo predecessore Barack Obama che aveva imposte queste regole nel 2015.

La decisione della Commissione, che ha ritenuto che la regolamentazione attuale fosse un ostacolo agli investimenti, autorizza teoricamente i provider a modulare la velocità di internet in funzione del contenuto che passa attraverso i loro ’canali’ e che potrebbe portare così alla creazione di un ’internet a due velocità’, consentendo agli operatori di offrire un servizio più veloce alle aziende che pagano, o che pagano di più.

Bce, lascia tassi fermi e conferma il Qe

cms_7950/bce_afp.jpgResta al minimo storico il costo del denaro. Il Consiglio direttivo della BCE ha deciso di mantenere invariati i tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale rispettivamente allo 0,00%, allo 0,25% e al -0,40%. Il Consiglio direttivo “si attende che i tassi di interesse di riferimento della BCE si mantengano su livelli pari a quelli attuali per un prolungato periodo di tempo e ben oltre l’orizzonte degli acquisti netti di attività”.

Tutto fermo sul piano per l’acquisto dei titoli. La Bce conferma che “da gennaio 2018 intende continuare a effettuare gli acquisti netti nel quadro del programma di acquisto di attività (PAA) al ritmo mensile di 30 miliardi di euro sino alla fine di settembre 2018 o anche oltre se necessario, e in ogni caso finché il Consiglio direttivo non riscontrerà un aggiustamento durevole dell’evoluzione dei prezzi, coerente con il proprio obiettivo di inflazione”.

Il Qe, comunque, se necessario può tornare a crescere. “Se le prospettive diverranno meno favorevoli o se le condizioni finanziarie risulteranno incoerenti con ulteriori progressi verso un aggiustamento durevole del profilo dell’inflazione, il Consiglio direttivo è pronto a incrementare il PAA in termini di entità e/o durata”, spiega l’Eurotower.

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15 Dicembre 2017