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Bodyshaming

Sui social il disagio spesso si manifesta attraverso insulti anonimi ad opera di “Haters” che enfatizzano imperfezioni fisiche. La prudenza in questi casi dovrebbe dettare le parole agli organi d’informazione che, con il loro lavoro contribuiscono a formare le giovani menti e a condizionarne i giudizi.

“Enough is enough” tuonava solo pochi giorni fa Theresa May, e lo stesso deve aver esclamato a denti stretti il direttore del blog satirico “Barstool Sports” quando il suo giornalista, Chir Spags, ha pubblicato l’articolo intitolato “Rihanna farà diventare il grasso l’ultima tendenza?”. La giovane cantante, presentatasi di recente al festival di Cannes sfoggiando nuove forme, ha dovuto difendersi da una pioggia di attacchi offensivi scatenati da una penna incautamente leggera.

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Il giornalista si è giustificato dicendosi preoccupato per la forma fisica delle fan della cantante che, in qualità di grande influencer, potrebbe innescare uno spiacevole ed emulativo ingrassamento di massa “ora che Rihanna se ne va in giro come se avesse indosso una tenuta da sumo, prepariamoci ad un mondo di donne a forma di Hindenburg (oggetto volante dalle forme sgraziate ndr) fasciate nei costumi da bagno interi” così Chir Spags si è espresso rincarando la dose.

L’articolo, immediatamente rimosso, ha scatenato pesanti polemiche, focalizzando il dibattito sul Body shaming, il preoccupante fenomeno dilagante sui social che si riacutizza ogni estate quando cioè un abbigliamento meno coprente inevitabilmente enfatizza le forme fisiche e le sue criticità gettando nello sconforto milioni di donne.

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Una recente indagine condotta dall’associazione Nutrimente Onlus di Milano, ha evidenziato come una donna su due subisca, attraverso i social, insulti violenti che ne alimentano il disagio con l’effetto di modificarne i comportamenti. Indossare capi informi esageratamente coprenti fino ad assumere errate abitudini alimentari sono solo una faccia dello stesso disagio, l’isolamento sociale che ne consegue, porta inevitabilmente a rendere il soggetto terreno fertile per le più subdole forme depressive.

Le più esposte al rischio di body shaming sono le adolescenti dai 18 ai 21 anni. Per contrastarne gli effetti, gli esperti suggeriscono 5 regole per evitare condizionamenti:

– Ridimensiona il valore dei social. La vita reale è fatta di relazioni vere e tangibili e tu sei molto più di ciò che dice la tua bilancia. Chi scatena la propria aggressività dietro uno schermo non merita la tua attenzione. Guarda le atlete delle Olimpiadi: la loro bravura prescinde dalle critiche ricevute per la forma fisica. Ricorda, infine, che il più severo giudice di te stesso sei tu;

– Svolgi attività per fare un po’ pace con il corpo. Puoi provare a riprendere confidenza con il tuo corpo scoprendolo gradualmente. Se proprio non te la senti di metterti in costume quest’anno, condividi la tua preoccupazione con i tuoi familiari e sentiti libera di proporre una scelta diversa. Nuota, cammina, scegli attività che aumentino la consapevolezza del tuo corpo e della sua utilità;

– Considera l’effetto dell’umore sulla percezione dell’immagine nello specchio. La percezione del tuo corpo spesso dipende dall’umore. Non temere di condividere le tue emozioni con i tuoi amici o familiari;

– La forma fisica indica la salute, non il valore personale. Un corpo sano è un corpo che si alimenta in maniera corretta, che fa attività fisica adeguata e che si prende cura di sé. Un’alimentazione non adeguata al proprio stile di vita, alla propria età e alla propria altezza, rappresenta una minaccia per il tuo benessere e non ha nulla a che fare con il tuo valore personale;

– Riconoscere le difficoltà è il primo passo per affrontarle. Se ti senti a disagio con il tuo corpo e questo occupa molto spazio nei tuoi pensieri, limitando la tua libertà di goderti le vacanze, ricordati che ci sono dei professionisti del settore che, al rientro delle vacanze, possono aiutarti a ritrovare un rapporto sano col tuo corpo.

cms_6445/3.jpgSe è vero che i numeri impongono prudenza ricordandoci che non bisogna abbassare la guardia e che il fenomeno sui social deve essere contrastato con forza per contenere i rischi di una diffusione virale, per sensibilizzare sull’argomento molto spesso sono proprio le star a scendere in campo. E se la star di turno fa dell’imperfezione il suo “ motivo di orgoglio” il messaggio si arricchisce con la sana forza dell’esempio.

Lena Dunham, attrice divenuta famosa grazie alla serie tv Girls, non nasconde di certo le sue forme prosperose, anzi, si dichiara orgogliosa e sicura del suo aspetto fisico. La simpatica attrice non fa mistero che, un’autostima a prova dello specchio più impietoso riesce a farle piacere anche la sua cellulite.

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La tenace Lena è riuscita a dare energia ad un esercito di donne che hanno difatto sdoganato le incertezze di rotolini di ciccia tristi a tutto vantaggio di un sex appeal che solo la sicurezza interiore può risvegliare. Si è belli fuori se si è belli dentro, è l’autostima il primo passo per il successo. Lena gira per l’America su un vecchio bus con un gruppo di sole donne, attrici comiche e scrittrici, allestendo spettacoli esilaranti con l’obiettivo di sconfiggere ogni clichè, per la serie “un sorriso vi seppellirà”! Il movimento emergente sventola la bandiera degli inestetismi a difesa del diritto di piacersi senza doversi assoggettare a dei canoni imposti e al riparo da vessazioni sui social.

Lena lancia un “riflessivo anatema” a tutti gli haters sui social “inventatevi insulti più intelligenti e creativi, perché nessuna di noi si farà più spaventare”.

Data:

9 Giugno 2017