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Bomba in strada, strage in Afghanistan

Bomba in strada, strage in Afghanistan

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Undici civili, tra cui una donna e sei bambini, sono stati uccisi da una bomba lungo la strada nella provincia orientale di Nangarhar, in Afghanistan, nel secondo giorno delle elezioni parlamentari. Lo riferiscono funzionari Attaullah Khugyani, un portavoce del governatore provinciale. Le vittime viaggiavano all’interno di una station wagon che è stata investita dall’esplosione di una bomba nella zona di Momand Dara, nel distretto di Achin.

Oggi nel Paese si torna al voto, nonostante gli incidenti accaduti e i problemi tecnici in 32 delle 34 province. Più di 3 milioni di elettori afgani su quasi 9 milioni di aventi diritto si sono recati alle urne. Il dato è stato diffuso dalla Commissione elettorale indipendente afgana. A Kandahar e Ghazni le operazioni di voto sono state rinviate per motivi di sicurezza. A Kabul, Herat, Daykundi e Nangarhar si è registrata l’affluenza maggiore, mentre il livello più basso si è registrato nel territorio di Uruzgan con sole 5.000 persone a recarsi alle urne.

Secondo dati forniti dal ministero degli Interni afgano, ieri 27 persone tra cui 11 membri delle forze di sicurezza sono stati uccisi e altri 100 feriti in 192 incidenti legati alla sicurezza tra cui 89 attacchi contro centri di voto in tutto il paese. Altre fonti riferiscono invece che le persone uccise sono 67 persone e le ferite 126.

Italia:Funzionari Viminale a Claviere

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Continua il botta e risposta tra Roma e Parigi dopo gli episodi di sconfinamento a Claviere denunciati dall’Italia. Nelle prossime ore, secondo quanto si apprende da fonti del Viminale, i funzionari della direzione centrale dell’immigrazione e della polizia delle frontiere (dipartimento della pubblica sicurezza) saranno a Claviere “per verificare la situazione dopo i recenti episodi di sconfinamento”.

Ieri il ministro dell’Interno Matteo Salvini, dopo aver denunciato “l’ennesimo abuso transalpino” aveva annunciato l’invio di pattuglie di polizia per presidiare il confine. E oggi, il ministro dell’Interno francese Christophe Castaner, in un’intervista a ’Le Journal du Dimanche’ ha reso nota l’intenzione di voler discutere “nei prossimi giorni” con i suoi omologhi europei, tra cui Salvini, della questione migranti e dei respingimenti al confine tra Francia e Italia.

“Nella maggior parte delle zone di confine la cooperazione con la polizia italiana sta funzionando bene – ha spiegato Castaner -. Capisco che è necessario rafforzare questa cooperazione nella regione di Bardonecchia. Ma non contare su di me per aggiungere polemica a polemica”. Quanto alle recenti polemiche tra Roma e Parigi sui respingimenti alla frontiera italo-francese, Castaner ha sottolineato che “le procedure applicate al confine, da entrambi i lati, sono il risultato del Codice di Schengen e di un accordo bilaterale franco-italiano”. Secondo Castaner, le decisioni unilaterali “non possono farci fare passi in avanti’’.

Immediata la replica di Salvini, che ha invitato il ministro francese: ’’L’Italia non è più pavida, rassegnata a essere il campo profughi d’Europa e che prende ordini da Bruxelles e da Berlino – ha detto il vicepremier -. Aspetto il ministro francese a Roma, ma nel frattempo continueremo a pattugliare i confini. Siamo un Paese che ha rialzato la testa: chi non l’ha ancora capito se ne renda conto’’. Commentando le parole del ministro francese, l’inquilino del Viminale ha poi osservato: ’’Prendo atto con soddisfazione. Castaner evidentemente fa autocritica dopo gli episodi di immigrati scaricati come pacchi dalla polizia francese nei boschi italiani. Castaner è ministro da pochi giorni, sono sicuro che lavoreremo bene e nel rispetto reciproco. Ma servono i fatti: noi siamo pronti a tirare dritto’’. Peraltro, il ministro francese ha invocato ’’più efficacia nei provvedimenti di espulsione’’. ’’Sono d’accordo’’ ha sottolineato Salvini, ’’è quello che sostengo da anni eppure mi davano del razzista, anche da Parigi. Meglio tardi che mai’’.

Poi è tornato sulla questione in un’intervista al Gr1 di Radio Rai. “Non c’è nessun accordo, né scritto, né non scritto. Io ho imparato in quattro mesi da ministro a fare da solo – ha rimarcato Salvini – Se gli sbarchi sono scesi da 110mila a 20mila è perché non abbiamo aspettato gli altri. Quindi, in attesa che la Francia si scusi e la smetta di portare i migranti abusivamente in Italia, io il confine lo controllo“. “Più che le scuse – ha aggiunto – voglio che la smettano, perché anche nelle ultime ore hanno proseguito con questo scarico di esseri umani. Al di là di ogni legge, al di là di ogni regola”. Quanto all’incontro con Castaner, “se vuole, lo invito a Milano. O potrebbe essere interessante andare al confine, a Claviere, per verificare chi rispetta le regole e chi no. Però sarebbe un po’ scortese come augurio di buon lavoro che lui debba chiedere scusa e rimediare agli errori degli altri”.

“Dall’anno scorso sono più di 50mila i respinti al confine tra Francia e Italia – ha sottolineato ancora Salvini – Quindi: primo, non accusare me e il governo italiano di egoismo e razzismo quando tu hai questi numeri sulle spalle; secondo, i minori sono tutelati sempre e comunque. I minori dall’Italia non sono e non saranno espulsi; terzo, ci mettiamo al tavolo e riscriviamo le regole se l’Europa esiste. Se invece l’Europa non esiste continueremo a fare da soli con i buoni risultati di questi mesi”. Tra dieci anni esisterà l’Europa? “Spero proprio di sì perché mio figlio ha quindici anni e spero che cresca in un continente europeo compatto dove però le regole valgono per tutti”, ha concluso il vicepremier.

Cybersecurity, al via progetto Defend

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Cybersicurezza, privacy, protezione dati e identità personale. Su questi temi è partito il Progetto europeo “DEFeND – Data govErnance For supportiNg Gdpr”, finanziato dalla Commissione nell’ambito del programma Europe Horizon 2020 e AbiLab, Centro di ricerca e innovazione per la banca promosso dall’Associazione bancaria italiana, partecipa alla realizzazione dell’iniziativa.

L’Abi spiega che il progetto “è diretto a mettere a punto un sistema per identificare potenziali aspetti di sicurezza dei dati personali da potenziare” e che “oggetto dell’attenzione è quanto circola su Internet”. Lo scopo è individuare le carenze in materia di protezione di queste informazioni e realizzare un sistema di supporto decisionale, che consenta di analizzare e correggere in maniera immediata ed efficace le questioni identificate.

DEFeND ha quindi l’obiettivo di “definire, progettare e sviluppare una piattaforma per supportare organizzazioni rappresentative di industrie e settori di riferimento verso la conformità alle linee operative della General Data Protection Regulation (Gdpr) e tra i comparti interessati quello bancario e finanziario” sottolinea l’Asociazione Bancaria Italiana.

In particolare, DEFeND è un progetto di Innovation Action e, in quanto tale, il suo obiettivo principale consiste nel miglioramento degli strumenti e delle strutture software esistenti tramite lo sviluppo di un nuovo “software di integrazione”, guidato dalle esigenze del mercato, per fornire un’unica piattaforma di governance della privacy dei dati organizzativi. L’iniziativa è stata messa a punto da un consorzio di dieci strutture europee pubbliche e private provenienti da Italia, Regno Unito, Spagna, Portogallo, Grecia, Francia, e Bulgaria.

AbiLab, partner insieme agli altri enti, segnala che contribuirà all’analisi delle esigenze operative e tecnologiche che sono necessarie per l’attuazione e l’implementazione del progetto a livello bancario. In particolare, è prevista la costituzione di uno specifico gruppo di banche che possa analizzare e verificare i principali risultati dell’iniziativa attraverso lo svolgimento di un caso pilota. AbiLab fornirà anche un supporto concreto alle attività di diffusione e comunicazione, svolgendo un ruolo chiave nella promozione del progetto a livello europeo presso banche e istituzioni finanziarie di riferimento.

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22 Ottobre 2018