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Bomba in supermercato a San Pietroburgo

Bomba in supermercato a San Pietroburgo

cms_8048/bomba_acqua4_fg.jpgUna esplosione in un supermercato di San Pietroburgo ha provocato il ferimento di almeno dieci persone. Una cinquantina di clienti sono stati evacuati dal sito. La commissione investigativa sta perseguendo tutte le piste. Un’inchiesta è stata aperta per tentato omicidio.

L’esplosione all’ingresso del supermercato Perekrestok, spiegano i servizi di emergenza, è stata provocata da un ordigno di potenza equivalente a 200 grammi di tritolo a cui sono stati aggiunti chiodi.

Un testimone ha inoltre reso noto che la detonazione proveniva da un armadietto per la custodia delle borse. Gli inquirenti hanno spiegato che a esplodere è stato un “ordigno rudimentale”. Nove dei dieci feriti nell’esplosione sono stati ricoverati in ospedale. Il Presidente Vladimir Putin a metà mese aveva ringraziato Donald Trump per l’aiuto che la Cia aveva fornito all’Fsb per sventare attentati a San Pietroburgo il fine settimana del 16-17 dicembre. Il 15 l’Fsb aveva annunciato l’arresto di diverse persone coinvolte nell’organizzazione degli attentati.

“Tensioni da Guerra Fredda”

cms_8048/Sottomarino_ftg_1.jpgAd oltre 70 anni dalla fine della seconda guerra mondiale “l’attività sottomarina dei russi è tornata a livelli da Guerra Fredda“. E’ questo l’allarme lanciato dalla Nato a pochi giorni dall’’incidente’ avvenuto nel Mare del Nord in prossimità del confine con le acque territoriali britanniche. Nel weekend di Natale la Royal Navy ha intercettato una nave militare russa in navigazione “in un’aerea di interesse nazionale”. L’ennesimo episodio che ha acuito le tensioni tra Mosca e Londra e che testimonia l’intensa attività subacquea russa.

La Russia infatti, secondo alcuni alti ufficiali militari della Nato, avrebbe “incrementato l’attività sottomarina nell’Atlantico del nord, in prossimità dei cavi che forniscono la connessione a Internet all’Europa e all’America settentrionale”. “Ora stiamo rilevando un’attività subacquea russa in prossimità di cavi sottomarini mai vista fino ad ora”, ha detto il comandante delle forze sottomarine della Nato, l’ammiraglio della marina statunitense Andrew Lennon, “la Russia si sta chiaramente interessando alle infrastrutture sottomarine delle nazioni Nato e della Nato”.

Il motivo? Secondo i militari “il Cremlino – riferisce il ’Washington Post’ – potrebbe decidere di recidere o sfruttare le linee vitali per lo scambio di dati”. Tali linee, disposte lungo gli stessi corridoi del primo filo telegrafico transatlantico del 1858, “costituiscono la spina dorsale della moderna economia globale” trasportando quasi tutte le comunicazioni via Internet e consentendo ogni giorno lo scambio di miliardi di dollari. Se la Russia decidesse di tagliarle manderebbe in tilt il Web mentre se decidesse di sfruttarle potrebbe attingere a preziose informazioni sul traffico internet mondiale.

Nel frattempo la Nato, per reagire alle attività subacquee del Cremlino, ha proposto un piano per riaprire la postazione di comando nell’Atlantico del nord che era stata chiusa dopo la Guerra Fredda mentre gli Stati alleati hanno cominciato a potenziare le loro capacità in materia di difesa antisommergibile e a sviluppare aerei avanzati per il rilevamento di sottomarini.

Nordcorea, anticorpi dell’antrace nel sangue di un disertore

cms_8048/nordcorea_afp.jpgUn disertore dell’esercito nordcoreano, fuggito recentemente oltreconfine, avrebbe nel sangue gli anticorpi per l’antrace. Un segnale che il regime di Kim Jong-un starebbe tentando di sviluppare armi batteriologiche. A riferirlo, secondo quanto riporta il Telegraph, è l’emittente sudcoreana Channel A, per la quale la presenza di anticorpi nel sangue dell’ex militare nordcoreano significherebbe che l’uomo è stato esposto al batterio dell’antrace, oppure vaccinato contro lo stesso batterio, in grado di causare la morte.

Se non curato, l’antrace può uccidere nell’arco di 24 ore. Nonostante il timore che il Nord stia sviluppando armi batteriologiche, la Corea del Sud non ha ancora messo a punto un vaccino contro l’antrace e, secondo quanto riferito dalle autorità militari di Seul, non sarà in grado di farlo prima della fine del 2019.

Sebbene l’identità del disertore nordcoreano non sia stata confermata, potrebbe trattarsi del 24enne Oh Chong Song, che riuscì a fuggire lo scorso novembre, sebbene colpito per quattro volte dai colpi esplosi dalle guardie di frontiera di Pyongyang. L’uomo si trova ancora in ospedale a Seul, dove si sta riprendendo dalle ferite subite.

Anche se non vi sono notizie certe sui programmi di sviluppo di armi batteriologiche da parte della Corea del Nord, all’inizio di dicembre il Washington Post riferì del crescente timore delle autorità Usa per i programmi segreti di Pyongyang. Gli analisti ritengono che il regime di Kim Jong-un stia acquisendo rapidamente gli strumenti tecnici per sviluppare armi batteriologiche da impiegare contro le truppe sudcoreane e quelle statunitensi che presidiano la parte meridionale della penisola coreana.

Russia pronta a mediare tra Usa e Corea del Nord

cms_8048/NordCorea_militari_cappelli_Afp.jpgIl ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, ha ribadito la necessità di avviare un dialogo tra Corea del Nord e Stati Uniti in una telefonata con Rex Tillerson. Lo rende noto un comunicato del ministero degli Esteri russo in cui si afferma che nel colloquio con il segretario di Stato Usa Lavrov “ha sottolineato che è inaccettabile aumentare la tensione nella penisola corea con la retorica aggressiva di Washington nei confronti di Pyongyang e rafforzare i preparativi militari nella regione”.

Il ministro russo ha poi espresso nuovamente la convinzione che le esercitazioni militari Usa nella regione rendono più difficile il dialogo. Già in un’intervista a Rt nel giorno di Natale, il capo della diplomazia russa aveva detto che gli Stati Uniti dovrebbero fare il “primo passo verso il dialogo”, essendo “la parte più controllata e intelligente”.

La telefonata tra i due ministri è avvenuta dopo che il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha detto che Mosca è pronta a svolgere un ruolo di mediazione tra Washington e Pyongyang. “Non si può diventare mediatore tra due Paesi solo per volere proprio, è impossibile, bisogna avere entrambe le parti disponibili”, ha aggiunto.

Nel frattempo gli Stati Uniti hanno imposto nuove sanzioni a due esponenti del regime nordcoreano che vengono i indicati come “le figure chiave” del programma missilistico di Pyongyang. Si tratta di Kim Jong-sik e Ri Pyong-chol, che appaiono regolarmente accanto al leader Kim Jong-un nelle foto celebrative dei lanci missilistici. Le misure annunciate dal dipartimento del Tesoro Usa bloccheranno ogni transazione finanziaria con gli Stati Uniti, congelando ogni loro eventuale bene sul territorio americano. “Il Tesoro prende di mira i leader dei programmi missilistici della Corea del Nord nell’ambito della nostra massiccia campagna di pressioni per isolare la Corea del Nord e ottenere la piena denuclearizzazione della penisola corea”, ha dichiarato il ministro del Tesoro, Steven Mnuchin.

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28 Dicembre 2017