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Bombole e molotov, tensione a Roma per lo sgombero

cms_7033/piazzaindipendenza_unhcr.jpgTensioni in piazza Indipendenza, vicino alla stazione Termini a Roma, dove le forze dell’ordine, alle prime ore del mattino, hanno sgomberato i giardini che erano stati occupati da circa 100 cittadini stranieri già occupanti dell’immobile di via Curtatone sgomberato nei giorni scorsi.

“L’intervento – fa sapere la Questura – si è reso urgente e necessario dopo il rifiuto di ieri ad accettare una sistemazione alloggiativa offerta dal Comune di Roma, ma soprattutto per le informazioni di alto rischio pervenute, inerenti il possesso da parte degli occupanti di bombole di gas e bottiglie incendiarie“.

Durante l’intervento, riporta la nota, “le forze dell’ordine sono state aggredite con lancio di sassi e bottiglie. Utilizzate bombole di gas aperte, messe in sicurezza grazie al repentino intervento dei poliziotti. Usato contro gli agenti anche peperoncino. L’uso dell’idrante ha evitato che venissero accesi fuochi e liquidi infiammabili. Due fermati al momento”.

L’operazione era “finalizzata al ripristino delle condizioni di vivibilità, legalità, igiene e sicurezza in piazza Indipendenza e in via Curtatone” fa sapere la Questura. ’’Tutte le persone presenti sui giardini sono state allontanate mentre gli occupanti dello stabile, comprese le ’fragilità’, sono state trasferite presso l’Ufficio Immigrazione di via Patini, dove la Sala operativa sociale del Comune di Roma si sta occupando della loro assistenza”.

’’Parallelamente gli uffici investigativi – conclude – hanno già isolato le immagini delle aggressioni alle forze dell’ordine, effettuate anche attraverso bombole del gas, lanciate o accese. Al momento è al vaglio la posizione di 4 cittadini stranieri’’.

Intanto, dell’uso degli idranti, si parla anche sull’account Twitter di UNHCR Italia. “Roma: sgombero dei rifugiati a Piazza Indipendenza, anche famiglie con bambini, dopo cinque giorni senza soluzioni adeguate uso di idranti” si legge in un tweet.

Per Andrea Iacomini, portavoce dell’Unicef Italia, tutto è avvenuto “sotto gli occhi terrorizzati dei bambini che erano stati lasciati al primo piano, insieme alle loro famiglie, dopo lo sgombero di sabato scorso”.

“Questi bambini, dopo aver assistito a scene di guerriglia urbana, sono stati caricati sui pullman delle forze dell’ordine e portati in Questura – continua Iacomini – alcuni testimoni ci hanno raccontato che continuavano a gridare e battere le mani sui vetri durante tutto il tragitto, in preda al terrore. Sconvolti. È una situazione molto triste: parliamo di 800 persone con status di rifugiato, sopravvissute a guerre, persecuzioni o torture che in alcuni casi hanno anche ottenuto la cittadinanza italiana, buttate in strada in condizioni disumane senza una reale alternativa sostenibile (non il meno peggio) da parte del Comune di Roma, che abbiamo invano atteso in piazza’’.

’’Malgrado le soluzioni offerte dal Comune, 80 posti Sprar in due strutture diverse, e dal privato, alcune villette in provincia di Rieti, ci sembra – aggiunge Iacomini – che nessuno abbia riflettuto sul destino di queste persone”.

“Italia sismica e case fragili”

cms_7033/ingv_diretta2.jpgL’Italia è tutta sismica e in Italia un terremoto di magnitudo 5 può avvenire in tutto il territorio. Le abitazioni, tutte, andrebbero messe in sicurezza”. E’ quanto sottolinea il sismologo dell’Ingv Antonio Piersanti, in diretta su AdnKronos Live ad un anno dal sisma che ha sconvolto il centro Italia.

Da quella notte, “si sono registrati diversi eventi sismici: a oggi se ne contano circa 70mila se consideriamo la zona di Norcia-Amatrice e Visso. Si tratta di terremoti di magnitudo inferiore a 2, quindi non avvertiti dalle popolazioni. La fascia appenninica – ricorda l’esperto – è la zona in cui si concentra la maggiore attività sismica, e gli Appennini sono stati oggetto di grandi terremoti dal 1980 (Irpinia) al 1997 (Colfiorito)”.

ISCHIA – “Dal 1997 non abbiamo avuto sismicità forte, fino a quelli di Abruzzo (2009), Emilia Romagna (2012) e Centro Italia (2016). Il terremoto di Ischia appartiene alla macro-tettonica dell’area mediterranea: Ischia è un’area di caldera vulcanica e anche se questo terremoto non è di origini vulcaniche, cioè on indica risalita magma all’interno della caldera, è legato a strutture tipiche presenti nelle aree vulcaniche” dice Piersanti.

LA FAGLIA – “Questo terremoto è stato generato da una faglia, diversa da quelle appenniniche; inoltre – prosegue il sismologo – sono diverse le caratteristiche del terreno adiacente all’epicentro dove le onde sismiche si propagano. Spesso le aree vulcaniche hanno terreni di propagazione che amplificano le onde sismiche, come è successo a Ischia, e spesso i terremoti in area vulcanica hanno epicentri superficiali questo rende impatto terremoto più localizzato vicino all’epicentro ma ha effetto più impattante”.

MAGNITUDO 5 – “In ogni caso – conclude – questo terremoto di bassa magnitudo non avrebbe mai fatto danni se non ci fosse stata altissima e anomala vulnerabilità delle costruzioni. L’Italia è tutta sismica e in Italia un terremoto di magnitudo 5 può avvenire in tutto il territorio. Le abitazioni, tutte, andrebbero messe in sicurezza”.

INGV – A un anno dall’inizio della sequenza sismica di Amatrice-Visso-Norcia, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) di Roma ha aperto le porte per presentare i risultati del lavoro svolto durante l’anno, quanto di nuovo è stato compreso sulla dinamica dei terremoti e come l’Ente intende impegnarsi nello studio della sismicità.

Sicilia, elezioni regionali il 5 novembre

cms_7033/elezioni.jpgSicilia al voto per rinnovare presidente della Regione e parlamentari il prossimo 5 novembre. La data già annunciata nei mesi scorsi dal governatore, Rosario Crocetta, è stata ufficializzata oggi pomeriggio. La Giunta regionale, infatti, ha deliberato l’indizione delle prossime elezioni regionali per il 5 novembre 2017. L’esecutivo targato Crocetta ha approvato, inoltre, la richiesta di iscrizione nel registro delle eredità immateriali per la Farm Cultural Park di Favara, come annunciato nei giorni scorsi dal presidente della Regione. Tra le motivazioni che hanno spinto la giunta a questo atto di indirizzo “l’alta valenza di riscatto civile, culturale delle attività a beneficio della città di Favara e dell’intero territorio isolano”.

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25 Agosto 2017