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Bonus asili nido, ecco gli importi” (Altre News)

Bonus asili nido, ecco gli importi

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La legge di bilancio 2020 ha incrementato, a decorrere dall’anno 2020, l’importo del contributo per il pagamento di rette relative alla frequenza di asili nido pubblici e privati, nonché per l’introduzione di forme di supporto presso la propria abitazione in favore dei bambini al di sotto dei tre anni, affetti da gravi patologie croniche, portandolo fino ad un massimo di 3.000 euro su base annua per i nuclei familiari in possesso di Isee minorenni in corso di validità (riferito al minore per il quale è richiesta la prestazione) fino a 25.000 euro.

Per i nuclei familiari con un lsee minorenni compreso tra 25.001 e 40.000 euro, l’agevolazione potrà spettare in misura pari a un massimo di 2.500 euro. Infine, spetterà l’importo minimo di 1.500 euro nell’ipotesi di Isee minorenni oltre la predetta soglia di 40.000 euro, ovvero in assenza dell’Isee. Lo rende noto l’Inps in un comunicato.

La domanda, come di consueto, deve essere presentata attraverso i seguenti canali: Web, tramite il servizio on line dedicato accessibile direttamente dal cittadino in possesso di un Pin Inps dispositivo, di una identità Spid o di una Carta Nazionale dei Servizi (Cns) per l’accesso ai servizi telematizzati dell’Istituto; Contact Center multicanale – chiamando da telefono fisso il numero verde gratuito 803 164 o da telefono cellulare il numero 06 164164, a pagamento in base al piano tariffario del gestore telefonico, se in possesso di Pin; Patronati – attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi, anche se non in possesso di Pin.

Coloro che hanno già presentato domanda di bonus nido nel 2019, invece, stanno ricevendo un sms che permetterà loro, tramite accesso con Pin Inps, Spid, Cns o Cie, di confermare o modificare i dati nella domanda precompilata dall’Istituto, senza doverne riproporre una nuova per l’anno 2020.

Gualtieri:”Crisi? Pensiamo a rimboccarci le maniche”

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“Il punto è che inviterei tutti ad esercitarsi nella competizione a chi trova le soluzioni migliori per rilanciare il nostro Paese piuttosto che a enfatizzare” orizzonti di crisi “che non servono a nessuno”. Così il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, parlando in collegamento da Bruxelles con Zapping, su Radio 1. Quindi, ha esortato il titolare del Mef, “rimbocchiamoci le maniche e lavoriamo per fa ripartire il Paese e definiamo dei progetti concreti come stiamo facendo con questi tavoli di lavoro come quelli sulla scuola”.
“Sono molto contento che con il Milleproroghe siamo riusciti a stanziare l’assunzione di 1.300 ricercatori, di 1.000 posti di professori universitari perché abbiamo bisogno di questo” ha quindi aggiunto Gualtieri.

Il dibattito su una possibile crisi di governo è quindi “un dibattito che potremmo risparmiarci” perché “nella concreta realtà dei voti in Parlamento il Governo ha una solida maggioranza” e anche “gli investitori l’hanno capito perfettamente che ci sarà stabilità. Infatti dopo l’elezione in Emilia Romagna il costo del nostro debito pubblico, lo spread, si è ridotto sensibilmente”.
“Questo governo – ribadisce il ministro – è stabile e finirà la legislatura” e “gli italiani vogliono poche parole, pochi litigi e molti fatti”.

Catalfo: “Salario minimo? Vicini ad accordo condiviso”

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“Anche oggi al tavolo il confronto tra le forze di maggioranza è stato proficuo e positivo. Sul salario minimo siamo vicini ad un accordo, ci sarà un nuovo incontro giovedì’’. Lo afferma il ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, al termine dell’incontro che si è svolto al dicastero.

Benzina e diesel, ritocco al rialzo

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Solo una risposta al rialzo deciso venerdì da Eni. Stando alla consueta rilevazione di ’Staffetta Quotidiana’, sabato Q8 ha aumentato di 0,5 centesimi al litro i prezzi consigliati di benzina e gasolio.

Queste sono le medie dei prezzi praticati comunicati dai gestori all’Osservatorio prezzi del ministero dello Sviluppo economico ed elaborati dalla Staffetta, rilevati alle 8 di ieri mattina su circa 15mila impianti: benzina self service a 1,555 euro/litro (+1 millesimo, compagnie 1,560, pompe bianche 1,540), diesel a 1,444 euro/litro (invariato, compagnie 1,450, pompe bianche 1,427). Benzina servito a 1,688 euro/litro (invariato, compagnie 1,730, pompe bianche 1,594), diesel a 1,582 euro/litro (-1, compagnie 1,627, pompe bianche 1,481). Gpl self service a 0,606 euro/litro, servito a 0,625 euro/litro (-1, compagnie 0,632, pompe bianche 0,615), metano self service 0,968 euro/kg, servito a 0,984 euro/kg (invariato, compagnie 0,992, pompe bianche 0,977), Gnl 0,961 euro/kg (compagnie 0,966 euro/kg, pompe bianche 0,958 euro/kg).

Questi i prezzi sulle autostrade: benzina self service 1,666 euro/litro (servito 1,883), gasolio self service 1,560 euro/litro (servito 1,798), Gpl 0,713 euro/litro, metano 1,068 euro/kg, Gnl 0,929 euro/kg.

Ubi Banca, nel piano 2.030 esuberi

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Il nuovo piano di Ubi banca prevede la riduzione di personale dell’istituto per circa 2.030 risorse, “incluse le circa 300 persone già oggetto dell’accordo sindacale del dicembre 2019”, e il cui costo è già stato riconosciuto nei risultati di fine anno. E’ quanto annuncia la banca nel suo piano al 2022.

Nel piano è prevista anche l’esecuzione di “iniziative immobiliari”, tra cui la razionalizzazione e il consolidamento delle sedi direzionali, e la chiusura di 175 “filiali non strategiche”. La banca ha intenzione di “razionalizzare” anche la sua presenza su Milano e di vendere immobili non strumentali. La rivalutazione del real estate di gruppo porterà a 32 punti base in più di Cet1 ratio al 2020. Tra le azioni, “la ristrutturazione del 40% della rete fisica del Gruppo, che include gli investimenti tecnologici abilitanti la liberazione di tempo commerciale” e, appunto, “la dismissione di una parte del patrimonio classificato come non strumentale”.

Il nuovo piano di Ubi banca si attende un utile di esercizio in crescita fino a 665 milioni di euro nel 2022, senza poste non ricorrenti, rispetto ai 251 milioni del 2019. La cifra configura un tasso di crescita annua dello 0,3%, “in uno scenario conservativo di tassi negativi e di crescita bassa”. In uno scenario di tassi di mercato a 0%, l’utile netto aumenterebbe, precisa Ubi, di oltre 100 milioni al 2022, con un Rote del 9,5%. La banca ha poi deciso di mantenere un pay out medio, ovvero la quota dell’utile da destinare alle cedole, del 40% in arco piano, “coerente con il mantenimento di un cet1 ratio al 12,5% a fine anno”. Nel 2022, però, “è possibile un ulteriore incremento del dividendo in caso di cet1 ratio superiore al 12,5%”. Le rettifiche su crediti sono attese scendere a 387 milioni nel 2022,dai 738 del 2019, “che comprendevano le maggiori rettifiche legate alle cessioni massive”.

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18 Febbraio 2020