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BRASILE, SI TEMONO ALTRE PROTESTE

Sembra non esserci pace per il Brasile dopo l’assalto alle istituzioni di domenica scorsa. Dopo che le forze dell’ordine brasiliane sono riuscite a mettere sotto controllo la situazione, con oltre 1500 arresti, e sono stati sgomberati gli accampamenti dei rivoltosi a Brasilia, si teme ora per nuovi attacchi e proteste dei sostenitori di Bolsonaro. Stando ad alcune notizie, dei gruppi estremisti avrebbero convocato nuove proteste e manifestazioni nella capitale e in altri capoluoghi del Brasile, attraverso l’applicazione di messaggistica Telegram. A quanto si apprende da Cnn Brasil, attraverso i social e l’applicazione, i gruppi di estrema destra bolsonarista avrebbero convocato una “mega-manifestazione nazionale per la ripresa del potere”. La paura di nuovi scontri ha spinto l’Avvocatura generale dello Stato (Agu) a richiedere un intervento della Corte suprema brasiliana. Il giudice dell’organo, Alexandre de Moraes, ha quindi proibito l’occupazione e il blocco di strade o autostrade, nonché qualsiasi manifestazione organizzata davanti agli edifici pubblici.

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Oltre ciò, il magistrato ha anche disposto che Telegram blocchi canali, profili, gruppi, account e contenuti legati agli assalti di domenica scorsa e pro Jair Bolsonaro. Per quanto riguarda le proibizioni, in caso di violazione è prevista la sanzione di 20 mila reais (circa 3.500 euro) alle persone fisiche e di 100 mila reais (circa 18 mila euro)alle persone giuridiche. Infine Moraes ha anche specificato che gli agenti degli organi di pubblica sicurezza devono arrestare le persone che violeranno il divieto di occupazione o ostruzione delle strade. Nel mentre il governo ed il Presidente Lula proseguono con le loro misure d’emergenza per blindare gli edifici pubblici in vista della possibilità di nuovi disordini. In parallelo, dopo i disordini, sono arrivati primi esoneri, attuati dal segretario esecutivo del ministero della Giustizia brasiliano, Ricardo Cappelli. Ad essere stati sollevati dall’incarico sono stati tutti i vertici delle forze di sicurezza di Brasilia, accusati di comportamento omissivo.

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Nello specifico sono stati congedati: il comandante della Truppa d’assalto, il maggiore Gustavo Cunha; il capo del dipartimento delle operazioni, colonnello Eduardo Naime; il segretario esecutivo e commissario della polizia federale, Fernando Souza Oliveira, e Marília Ferreira deAlencar, sottosegretaria all’Intelligence. Reazioni, dopo gli accadimenti, non sono arrivare solo dal governo brasiliano. Infatti nella giornata di ieri il Consiglio permanente dell’Organizzazione degli Stati americani (Osa) ha convocato una riunione straordinaria per trattare gli assalti di Brasilia. A sollecitare l’incontro sono stati personalmente i presidenti di Cile e Colombia, con Boric e Petro che hanno additato gli eventi come “un tentativo grave di promuovere un colpo di Stato” e “un fatto inaccettabile sul quale non ci possono essere sfumature interpretative né silenzi complici”.

Data:

13 Gennaio 2023