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Brexit, c’è l’accordo

Brexit, c’è l’accordo

cms_8731/barnier_afp.jpg“Abbiamo trovato un accordo sul periodo di transizione, su cui il Consiglio Europeo di dicembre aveva segnato un accordo di principio, dopo la richiesta del primo ministro britannico Theresa May nel suo discorso di Firenze”. Lo ha affermato il capo negoziatore dell’Ue, Michel Barnier, in conferenza stampa a Bruxelles dopo un fine settimana di negoziati con la delegazione britannica sulla Brexit.

La transizione sarà di durata limitata (da fine marzo 2019 al dicembre 2020, ndr), come desiderato sia dal governo britannico che dall’Ue – ha spiegato Barnier – Durante questo periodo, il Regno Unito non parteciperà più al processo decisionale dell’Ue, semplicemente perché non sarà più uno Stato membro a partire dal 30 marzo 2019. Conserverà tuttavia tutti i vantaggi del mercato unico, dell’unione doganale e delle politiche europee, e dovrà dunque rispettare tutte le regole, come fanno gli Stati membri”.

IRLANDA – Resta il nodo Irlanda. La soluzione di salvaguardia, o backstop, per la questione irlandese individuata nello scorso dicembre, cioè la creazione di un confine doganale nel Mare d’Irlanda, farà parte del testo dell’accordo per il ritiro del Regno Unito dall’Ue e verrà applicata “a meno che e fino a che” non vengano trovate altre soluzioni per impedire il risorgere di un confine fisico tra l’Irlanda e l’Irlanda del Nord, ha detto Barnier.

L’Ue e il Regno Unito, ha continuato, “hanno concordato di includere nel testo dell’accordo di ritiro pubblicato oggi una nota su come la questione irlandese verrà affrontata. Abbiamo concordato anzitutto che entrambe le parti restano impegnate al rapporto congiunto di dicembre, in tutti i suoi aspetti”.

Secondo, ha proseguito Barnier, “abbiamo concordato che i problemi identificati nel testo dell’Ue devono essere affrontati per trovare soluzioni praticabili e legalmente solide. Terzo, abbiamo concordato che la soluzione di salvaguardia deve fare parte del testo giuridico dell’accordo di ritiro. Quarto, abbiamo concordato anche su alcuni elementi del protocollo, in particolare quelli relativi alla Common Travel Area e alla cooperazione nord-sud”.

La salvaguardia – ha aggiunto – si applicherà a meno che e fino a che un’altra soluzione non venga o non verrà trovata. Siamo disposti a guardare a tutte le opzioni che ci permettano di raggiungere i nostri obiettivi in modo costruttivo. Ed è quanto ho sottolineato nei miei recenti incontri” in Irlanda e Irlanda del Nord.

Disavventura in volo per Ivanka

cms_8731/ivanka_trump_fg.jpgL’elicottero ha un motore fuori uso, Ivanka Trump e Jared Kushner devono tornare alla base. La Cnn riferisce che la figlia del presidente e suo marito sono stati protagonisti di una disavventura giovedì scorso. Poco dopo il decollo da Washington, l’elicottero su cui viaggiavano i coniugi ha avuto un problema ad uno dei due motori.

Il velivolo, diretto a New York e destinato ad atterrare a Manhattan, ha dovuto far rientro nella capitale ed è atterrato al Ronald Reagan National Airport. Ivanka e il marito, a quel punto, hanno dovuto far ricorso ad un volo commerciale. Secondo il sito specializzato LiveATC.net, l’elicottero in questione appartiene alla Trump Organization.

Rubati 50 milioni di profili Facebook

cms_8731/facebook_afp.jpgLa Cambridge Analytica, la società di analisi data di proprietà di Robert Mercer di cui era ceo Steve Bannon, impiegata per la campagna di Donald Trump e per la vittoria della Brexit, aveva raccolto informazioni personali relative a 50 milioni di profili Facebook di elettori americani, raccolte senza autorizzazione all’inizio del 2014, per progettare un programma software per individuare “i demoni segreti” degli utenti da raggiungere con messaggi personalizzati per influenzare le loro scelte.

Lo rende noto l’Observer che dedica alla società una lunga inchiesta, citando Christopher Wylie, che aveva lavorato per la società insieme a un accademico di Cambridge per ottenere i dati, e che ora collabora con gli inquirenti americani e britannici: “Abbiamo sfruttato Facebook per raccogliere i profili di milioni di persone”.

Entro la fine del 2015, Facebook, che ha dichiarato di aver sospeso il rapporto con Cambridge Analytica, aveva scoperto che erano state raccolte informazioni su scala senza precedenti ma non aveva diffuso alcun avvertimento agli utenti. Per raccogliere i dati, la società aveva usato l’app “thisisyourdigitallife” messa a punto da Aleksandr Kogan, dell’Università di Cambridge e a capo della società Global Science Research (GSR), in collaborazione con Cambridge analytica. Centinaia di migliaia di utenti erano stati pagati per fare un test della personalità accettando di fornire i loro dati personali per uso accademico. Ma l’app raccoglieva anche informazioni sugli amici di questi utenti.

Uccisa da auto senza pilota, Uber ferma i test

cms_8731/uber6_afp.jpgStop per il momento ai test del programma di guida autonoma portato avanti da Uber, dopo l’incidente mortale in cui la scorsa notte è rimasto ucciso un pedone negli Stati Uniti. L’azienda ha annunciato la decisione di bloccare questi esperimenti nelle città dove erano in corso (Phoenix, Pittsburgh, San Francisco e Toronto) nel tentativo di comprendere la dinamica che ha portato un veicolo a guida autonoma a travolgere una donna a Tempe, in Arizona.

La vittima stava attraversando la strada sulle strisce, secondo quanto riporta il quotidiano Arizona Central, quando è stata investita dall’auto, attorno alle 22 locali di domenica. Nel veicolo era presente un tecnico della società ma – riferisce il giornale – al momento dell’incidente l’auto era in modalità ’guida autonoma’. La donna, soccorsa, è stata trasportata in ospedale dove è deceduta.

L’attenzione degli investigatori e dei tecnici di Uber sarà incentrata sulla dinamica dell’incidente, a partire dal funzionamento del sistema di rilevamento degli ostacoli, che avrebbe dovuto arrestare il veicolo, una volta identificata la donna.

“Il nostro pensiero va alla famiglia della vittima. Stiamo collaborando totalmente con le autorità locali nelle indagini su questo incidente”, ha detto Uber in una nota.

Si tratta del primo incidente mortale a coinvolgere un pedone nel programma partito in California nel 2016. Nei giorni scorsi l’ad di Uber Dara Khosrowshahi aveva espresso la speranza di poter mettere in servizio entro 18 mesi le prime auto a guida autonoma, ma quest’ultimo incidente rischia di rallentare questo cammino.

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20 Marzo 2018