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Brexit, Farage: “Forse dovrebbe esserci un altro referendum”

Brexit, Farage: “Forse dovrebbe esserci un altro referendum”

cms_8162/faragevota.jpgDovrebbe esserci un secondo referendum sulla Brexit. A dirlo non sono quei politici, sia laburisti che conservatori, che non si sono rassegnati all’idea che il Regno Unito lasci la Ue, ma il principale esponente dell’euroscetticismo made in Britain, Nigel Farage. “Forse, ripeto forse, sto arrivando a pensare che dovremmo avere un secondo referendum sulla nostra appartenenza alla Ue“, ha detto l’ex leader dell’Ukip intervenendo sull’emittente Channel 5.

L’idea di un secondo referendum, spiega però Farage, non è certo ispirata dalle difficoltà del negoziato con Bruxelles, né dalle incertezze sul futuro della Gran Bretagna fuori dall’Unione europea. Una nuova consultazione servirebbe per mettere a tacere le “lagne” di quei politici che non hanno accettato il risultato del precedente voto.

“Quello che è certo – ha detto Farage – è che i Clegg, i Blair, gli Adonis non si rassegneranno mai. Andranno a vanti a lamentarsi e a frignare per tutta la durata di questo processo“. Quindi, un secondo referendum potrebbe essere, secondo Farage, lo strumento per metterli a tacere “per generazioni”, perché questa volta “le percentuali (per la Brexit, ndr) sarebbero molto più grandi”.

“Non ci sarà un secondo referendum”, ha tuttavia assicurato un portavoce della premier britannica Theresa May, dopo l’esternazione del leader di Ukip.

Vittima di bullismo, Dolly si toglie la vita: Australia sotto choc

cms_8162/Dolly.jpgAveva solo 14 anni, era nel pieno dell’adolescenza e all’inizio di una vita in cui aveva sperimentato già tante emozioni. Una di queste: essere diventata a 8 anni il volto della campagna di una nota casa australiana che produce cappelli. Ma, 7 anni dopo, non ce l’ha più fatta a sostenere il peso degli attacchi di bullismo on line e ha deciso di togliersi la vita. Un disperato gesto che Amy ’Dolly’ Everett ha compiuto lo scorso 3 gennaio. A maggio avrebbe compiuto 15 anni.

“Siamo sotto choc e angosciati per la notizia della scomparsa di Dolly” scrive in un commosso post su Instagram la ’Akubra’. “Pensare che qualcuno possa sentirsi sopraffatto al punto da pensare che il suicidio sia l’unica opzione è qualcosa di indecifrabile”.

INACCETTABILE – “Il bullismo di ogni tipo è inaccettabile: è un abuso ed è tempo di alzarci in piedi e reagire quando lo riconosciamo”. Perché quello che è accaduto a Dolly, prosegue il post, potrebbe accadere a una figlia, a una sorella, a un’amica. “Dobbiamo assicurarci che chiunque sia in crisi sappia che c’è sempre qualcuno con cui parlare” conclude il post, dedicando un pensiero alla famiglia e agli amici della ragazza.

IL PAPA’ – Anche il padre di Dolly ha scritto un messaggio via Facebook, sottolineando come l’ultima settimana sia stata “un esempio di come i social media dovrebbero essere utilizzati; oltre che come esempio di come non dovrebbero esserlo. Se possiamo aiutare altre vite e proteggerle dallo smarrimento e dalla sofferenza, la vita di Doll non sarà sprecata”.

L’APPELLO – Dopo aver ringraziato tutti quello che hanno avuto parole gentili e di supporto, Tick Everett si è rivolto “a tutte le persone che hanno pensato che fosse uno scherzo e si sono sentite superiori ai costanti attacchi di bullismo e alle molestie” per dire loro di rendersi conto della “completa devastazione che avete creato”. Infine, l’appello a combattere il fenomeno: “Fermate i bulli, non importa dove. Soprattutto, nei nostri figli”.

Svelati dettagli su reggiseni Elisabetta, via il ’sigillo reale’

cms_8162/Regina_elisabetta.jpgDopo 58 anni la Rigby & Peller, azienda londinese che produce lingerie di lusso, ha perso il prestigioso ’Royal warrant’, la patente di fornitore ufficiale di Buckingham Palace. La ’colpa’ della storica azienda, anche se non ci sarà mai una conferma ufficiale, è l’aver rivelato in un libro i dettagli dei reggiseni che venivano forniti a Sua Maestà la regina Elisabetta.

Autrice del libro, intitolato ’Storm in a D-Cup’ (tempesta in una coppa D), è June Kenton ex proprietaria della Rigby & Peller. La Kenton, che ancora siede nel cda dell’azienda, ha definito la decisione di Buckingham Palace “incredibile”, sostenendo che nel suo libro non c’è “nulla di cui potersi arrabbiare”. Nessuna replica da parte di Buckingham Palace, riporta la Bbc, che ha preferito trincerarsi dietro un “no comment”.

Eppure, a palazzo devono essere rimasti molto turbati dal libro dell’82enne Kenton, che nel suo ruolo di “fornitrice ufficiale” ha visitato più volte Buckingham Palace, per servire i membri femminili della Royal Family, comprese la regina madre e la principessa Anna. Nel libro, pubblicato a marzo dello scorso anno, si raccontavano alcuni dettagli di queste visite.

L’autrice, che nel 2011 ha venduto la sua quota di maggioranza della Rigby & Peller per 8 milioni di sterline, dopo averla acquistata insieme al marito nel 1982 per sole 20mila sterline, ha raccontato di essere stata informata sei mesi fa che a Buckingham Palace “il libro non era piaciuto”. Di qui, la decisione di cancellare l’azienda dall’albo dei fornitori della Royal Family, nel quale era presente fin dal 1960.

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11 Gennaio 2018