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Brexit: l’Ue con il fiato sospeso

“Leave” o “Remain”? Sono 46,5 milioni gli elettori britannici chiamati a rispondere al referendum che determinerà il futuro del loro Paese in Europa. I seggi resteranno aperti giovedì 23 giugno dalle 7 alle 22 locali, rispettivamente le 8 e le 23 in Italia. Il risultato ufficiale sarà reso noto solo nove ore dopo, alle sette del mattino (le 8 italiane) di venerdì 24 giugno. A influire sull’esito del voto, determinante è l’affluenza, potrebbero essere anche le piogge torrenziali e gli allagamenti, che dalle prime ore di questa mattina hanno colpito alcune aree di Londra e del sud est dell’Inghilterra.

Numero record per gli elettori registrati ad avere diritto di voto: 46.499.537. Il referendum odierno è solamente il terzo a livello nazionale nella storia del Paese.

E l’opzione ’Remain’ per confermare l’appartenza della Gran Bretagna all’Unione Europea sarebbe in vantaggio di 4 punti percentuali sull’ipotesi ’Leave’. E’ quanto indica un sondaggio telefonico Ipsos-Mori diffuso oggi via Twitter dall’aggregatore di notizie Britain Elects. Remain si attesterebbe sul 52%, mentre Leave è data al 48%. Le interviste telefoniche sono state condotte nei giorni precedenti la consultazione referendaria di oggi.

Mentre per l’Istituto Opinium la Brexit sarebbe al 45%, il Remain al 44% mentre gli indecisi il 9%. Per TNS il 43% degli elettori sarebbe per lasciare la Ue, il 41% è contro l’uscita e ben il 16% è indeciso. Un altro sondaggio online su oltre 3.000 adulti ha prodotto invece un “pari merito statistico”, per Yougov il sì è avanti di un soffio, con il 51% contro il 49%, mentre il sondaggio ComRes indica otto punti di vantaggio per il no alla Brexit.

La partecipazione al voto – L’affluenza nel referendum di oggi potrebbe superare il 67% degli aventi diritto al voto, simile a quella registrata lo scorso anno in occasione delle elezioni politiche. E’ quanto indica un sondaggio, realizzato da Bmg Research per la Electoral Reform Society. Il 67% degli intervistati hanno risposto che si recherà “sicuramente” alle urne, eventualità definita “probabile” da un ulteriore 12% di intervistati. Lo scorso anno votò il 66% degli aventi diritto. Un’alta affluenza è considerata da tutti i sondaggisti come un elemento di possibile successo della campagna ’Remain’. Tuttavia, il sondaggio Bmg Research indica che l’affluenza maggiore si avrà tra l’elettorato più anziano, generalmente più incline a scegliere l’opzione ’Leave’. Secondo la rilevazione, appena il 54% (erano il 47% il mese scorso) degli elettori compresi nella fascia di età 18-24 anni ha risposto che si recherà sicuramente ai seggi, rispetto al 79% degli elettori con oltre 65 anni di età.

Cosa c’è da sapere – Possono votare tutti gli elettori che hanno diritto di voto nel Regno Unito e che risultano maggiorenni alla data del 23 giugno. La legge che ha istituito il referendum ha previsto che possano votare: i cittadini britannici e i cittadini irlandesi residenti nel Regno Unito; i cittadini del Commonwealth che hanno il permesso di soggiorno permanente nel Regno Unito; i cittadini britannici e i cittadini irlandesi nati in Irlanda del Nord che risiedono all’estero e che negli ultimi 15 anni sono stati iscritti negli elenchi elettorali. I cittadini dell’Unione Europea non hanno diritto di voto, a meno che non rientrino in una delle precedenti categorie.

Dopo la chiusura dei seggi alle 22, le urne contenenti le schede elettorali verranno portate nei 382 centri di spoglio (380 in Gran Bretagna, 1 in Irlanda del Nord e 1 a Gibilterra). Appena completato lo spoglio, ciascun centro dichiarerà l’esito del voto. Il risultato finale verrà annunciato dal Municipio di Manchester.

Le opinioni – Il leader laburista Jeremy Corbyn è “estremamente” ottimista sulla vittoria del fronte pro Ue ’Remain’. Lo ha detto rispondendo alle domande dei cronisti che lo attendevano davanti al suo seggio elettorale nel nord di Londra. “I bookmaker di solito ci prendono”, ha aggiunto Corbyn in riferimento alle quotazioni delle principali agenzie di scommesse che assegnano al campo ’Remain’ maggiori probabilità di vittoria rispetto all’ipotesi ’Leave’.

Il primo ministro britannico David Cameron, che ha lottato per rimanere in Europa, si è recato nel seggio vicino alla sua residenza di Downing Street, nel centro di Londra, insieme alla moglie Samantha.

Il leader dell’Ukip ed esponente del fronte Brexit, Nigel Farage, è convinto invece che il referendum di oggi sarà deciso dall’affluenza ai seggi. “Credo veramente che abbiamo delle buone possibilità, ne sono convinto”, ha detto Farage alla Press Association che lo ha intervistato davanti alla sua abitazione nel Kent. “Ma – ha aggiunto – dipenderà tutto dall’affluenza” e dagli elettori “tiepidamente” orientati per la “permanenza” nella Ue che invece decideranno di “rimanere a casa”.

Secondo l’ex sindaco di Londra e portabandiera della campagna anti Ue ’Leave’, Boris Johnson, la Brexit sarà un “punto di svolta nella storia del nostro Paese” e un “trionfo della democrazia”. In un’intervista al Telegraph, del quale è anche editorialista, Johnson si dice certo che con l’uscita dall’Europa la Gran Bretagna potrà “prosperare grandemente”. Poi, l’attacco al premier David Cameron accusato da Johnson di aver “danneggiato” il Paese nel corso di una campagna referendaria che ha puntato a spaventare i britannici per spingerli a rimanere nella Ue.

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Data:

24 Giugno 2016