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Brexit, May apre al rinvio

Brexit, May apre al rinvio

La premier britannica promette il voto sul ’no deal’

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La premier britannica Theresa May ha promesso che il Parlamento di Londra potrà votare per decidere se lasciare l’Ue con un ’no deal’. Se l’uscita senza accordo sarà respinta, si potrà votare per un rinvio della Brexit. Intervenuta alla Camera, la May si è impegnata a far votare i deputati sull’accordo con l’Ue entro il 12 marzo. Se l’accordo sarà bocciato, ha aggiunto, il 13 si voterà per decidere se uscire senza accordo. “Così – ha detto – il Regno Unito potrà uscire dall’Ue il 29 marzo senza accordo solo con l’esplicito consenso del parlamento”. Se l’ipotesi no deal verrà respinta, ha proseguito, allora ci sarà un terzo voto per permettere “una breve, limitata estensione” dei negoziati sulla Brexit con l’Ue.

“Non voglio una proroga dell’articolo 50. Il nostro obiettivo assoluto dovrebbe essere puntare ad un accordo e all’uscita il 29 marzo”, uno dei passaggi finali dell’intervento di May alla Camera.

Abusi, sospeso il cardinale Pell

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Il cardinale australiano George Pell, tesoriere del Vaticano, è stato giudicato colpevole da un tribunale di Melbourne per abusi sessuali nei confronti di minori. Il porporato, 77 anni, è accusato di aver stuprato un ragazzino e averne molestato un altro negli anni Novanta. A giudicarlo colpevole, dopo due giorni di deliberazioni, è stata una giuria del tribunale della contea di Victoria l’11 dicembre scorso ma la condanna è stata resa nota solo oggi. Pell, il più alto funzionario della Chiesa cattolica ad essere coinvolto in un caso di pedofilia, resta libero su cauzione in attesa della sentenza che potrebbe arrivare a metà marzo. Rischia fino a 50 anni di carcere.

Intanto, in attesa del compimento della vicenda giudiziaria, Bergoglio ha avviato una serie di misure nei confronti di Pell come la proibizione dell’esercizio pubblico del ministero episcopale e di qualsiasi contatto con minori. “La Santa Sede prende atto della sentenza di condanna in primo grado nei confronti del cardinale George Pell – dichiara il portavoce del Vaticano, Alessandro Gisotti -. Una notizia dolorosa che, siamo ben consapevoli, ha scioccato moltissime persone, non solo in Australia. Come già affermato in altre occasioni, ribadiamo il massimo rispetto per le autorità giudiziarie australiane. In nome di questo rispetto, attendiamo ora l’esito del processo d’appello ricordando che il cardinale Pell ha ribadito la sua innocenza e ha il diritto di difendersi fino all’ultimo grado”.

“Ci uniamo ai vescovi australiani nel pregare per tutte le vittime di abuso, ribadendo il nostro impegno a fare tutto il possibile affinché la Chiesa sia una casa sicura per tutti, specialmente per i bambini e i più vulnerabili” fa sapere Gisotti. Papa Francesco, “per garantire il corso della giustizia, ha confermato le misure cautelari già disposte nei confronti del cardinale George Pell al rientro in Australia: in attesa dell’accertamento definitivo dei fatti, al cardinale Pell è proibito in via cautelativa l’esercizio pubblico del ministero e, come di norma, il contatto in qualsiasi modo e forma con minori di età”.

CHI E’ – Il 77enne era stato consigliere finanziario di Papa Francesco e ministro dell’economia del Vaticano. Cardinale dal 2003, era stato chiamato da Papa Francesco nel 2013 a far parte del Consiglio dei Cardinali per la riforma della Curia Romana, il cosiddetto C9. Nel 2014, venne chiamato per la prima volta a testimoniare davanti alla Royal Australian Commission che investiga sugli abusi sessuali e fu accusato tra il dicembre 2015 e il febbraio 2016 di proteggere altri sacerdoti dagli abusi commessi contro minori negli anni Settanta.

In videoconferenza da Roma, rispose alla Commissione australiana e negò di essere a conoscenza dei fatti accaduti nella diocesi di Ballarat. Nell’ottobre 2016, il cardinale venne interrogato a Roma da legali australiani, questa volta con l’accusa di pedofilia nella sua ex diocesi di Melbourne. Alla fine di giugno 2017, venne formalmente accusato di violenza sessuale su un minorenne. Chiamato a comparire il 26 luglio davanti a un tribunale, il cardinale Pell lasciò la Segreteria dell’Economia in Vaticano. Pell si è dichiarato innocente durante tutto il processo e il suo avvocato prevede di ricorrere in appello.

Argentina, rabbino capo assalito in casa e pestato

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Il rabbino capo dell’Argentina, Gabriel Davidovich, è stato ricoverato in ospedale dopo essere stato brutalmente picchiato da un gruppo di sconosciuti che si sono introdotti in casa nella notte, in quello che organizzazione ebraiche denunciano come un attacco antisemita.

“Sappiamo che sei il rabbino dell’Amia”, hanno gridato gli assalitori, riferendosi all’associazione ebraica argentina che fu colpita da un grave attentato nel 1995, in cui morirono 84 persone. I malviventi, che hanno picchiato il rabbino davanti alla moglie provocandogli la rottura di varie costole, hanno rubato anche denaro e oggetti di valore. Le autorità trattano la vicenda come fatto di criminalità comune, ma c’è allarme nella comunità ebraica argentina, anche perché nel fine settimana è stato profanato un cimitero ebraico di Buenos Aires.

Il pestaggio del gran rabbino ha avuto forte eco in Israele, dove il primo ministro Benyamin Netanyahu ha condannato l’attacco, dichiarando che “non bisogna permettere all’antisemitismo di rialzare la testa”. E’ dal 2013 che Davidovich è gran rabbino dell’Argentina e guida l’Amia. L’associazione ebraica ha espresso “grande allarme” per il pestaggio e le parole degli aggressori. L’attentato del 1995 è rimasto impunito e nel 2015 è rimasto ucciso in circostanze misteriose il procuratore Alberto Nisman che accusava il governo di Cristina Kirchner di voler insabbiare le indagini dirette contro l’Iran.

Ragazza italiana aggredita a Rabat

La giovane è tirocinante in ambasciata, escluso il movente terroristico

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Una giovane italiana originaria della provincia di Bologna è stata aggredita e lievemente ferita a Rabat, in Marocco, in un attacco per il quale è stato escluso il movente terroristico. Secondo quanto ricostruito, la 23enne, tirocinante presso l’ambasciata italiana nella capitale marocchina, nella notte tra il 16 ed il 17 febbraio scorsi, nelle vicinanze della sua abitazione è stata avvicinata da tre malviventi, che l’hanno aggredita.

La ragazza ha riportato lievi ferite da arma da taglio. Condotta nell’ospedale più vicino è stata medicata e dimessa dopo qualche ora. Indagini sono in corso per individuare i responsabili dell’aggressione, mentre le autorità di Rabat circoscrivono il caso ad un episodio di criminalità comune, fenomeno di recente in aumento nella capitale.

La premier britannica Theresa May ha promesso che il Parlamento di Londra potrà votare per decidere se lasciare l’Ue con un ’no deal’. Se l’uscita senza accordo sarà respinta, si potrà votare per un rinvio della Brexit. Intervenuta alla Camera, la May si è impegnata a far votare i deputati sull’accordo con l’Ue entro il 12 marzo. Se l’accordo sarà bocciato, ha aggiunto, il 13 si voterà per decidere se uscire senza accordo. “Così – ha detto – il Regno Unito potrà uscire dall’Ue il 29 marzo senza accordo solo con l’esplicito consenso del parlamento”. Se l’ipotesi no deal verrà respinta, ha proseguito, allora ci sarà un terzo voto per permettere “una breve, limitata estensione” dei negoziati sulla Brexit con l’Ue.

“Non voglio una proroga dell’articolo 50. Il nostro obiettivo assoluto dovrebbe essere puntare ad un accordo e all’uscita il 29 marzo”, uno dei passaggi finali dell’intervento di May alla Camera.

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Data:

27 Febbraio 2019