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Brexit, sì del governo May all’intesa con l’Ue

Brexit, sì del governo May all’intesa con l’Ue

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Il governo britannico dice sì alla bozza d’accordo sulla Brexit definita ieri a Bruxelles. “Questa bozza d’accordo è il meglio che si potesse avere in questo negoziato. Dobbiamo decidere se portarlo avanti. La scelta è nostra” ha affermato la premier britannica Theresa May al termine della riunione di gabinetto. “La decisione collettiva è che il governo deve sostenere il progetto di accordo di uscita” dall’Unione Europea, ha detto May.

“Si è trattato di un dibattito appassionato”, ha sottolineato ancora la premier britannica, spiegando che “la decisione verrà sottoposta a un attento esame”. “Ci sono giorni difficili davanti a noi – ha avvertito – ma l’accordo è nell’interesse nazionale e mantiene la promessa del referendum”. “Credo fermamente con la testa e il cuore che questa sia una decisione che è nell’interesse di tutto il Regno Unito”, ha poi scandito May, non nascondendo che “la scelta di portare avanti questo accordo è difficile, soprattutto in relazione alla clausola di salvaguardia per l’Irlanda del Nord”. Secondo la premier, tuttavia, “questo è un passo decisivo che ci permette di andare avanti e di finalizzare l’accordo nei prossimi giorni”.

“Quando elimini i dettagli – ha rilevato – la scelta che abbiamo di fronte è chiara. Questo accordo esprime il voto del referendum, ci riporta al controllo dei nostri soldi, delle leggi e dei confini, pone fine alla libera circolazione, protegge i posti di lavoro, la sicurezza e la nostra unione”. May difenderà questa bozza di accordo domani in Parlamento. “Sono pronta a fare questo per il bene del nostro Paese. L’alternativa era ripartire da zero, con più divisioni, più incertezza e l’incapacità di esprimere il referendum”, ha spiegato, mentre aumentano le voci nella maggioranza pronte a votare contro questo testo.

COSA SUCCEDE ORA – Il capo negoziatore dell’Ue per la Brexit, Michel Barnier, in conferenza stampa a Bruxelles ha spiegato che il Regno Unito “lascerà l’Ue il 29 marzo 2019, ma fino al 31 dicembre 2020 ci siamo messi d’accordo per mantenere la situazione attuale, per quanto riguarda l’unione doganale, il mercato unico e le politiche europee, con i loro diritti e i loro doveri. Questo permetterà ai cittadini, alle amministrazioni pubbliche e alle imprese di prepararsi e di adattarsi al cambiamento una volta sola, prima della messa in opera della relazione futura. Ci sarà la possibilità di estendere questo periodo di transizione una volta, per un periodo limitato, attraverso un accordo congiunto”.

“Stasera, come negoziatore capo, considero che abbiamo fatto progressi decisivi” ha sottolineato Barnier, riferendo inoltre che è stata trovata “una soluzione per evitare un hard border, un confine fisico, sull’isola d’Irlanda”. Poi, a chi in conferenza stampa gli chiedeva se ci sia la possibilità che l’accordo tra Ue e Gran Bretagna possa venire ulteriormente negoziato, ha risposto: “Le squadre dei negoziatori si sono prese le loro responsabilità. Il governo britannico si è assunto le proprie. Ora tutti, da entrambe le parti, devono assumersi le proprie responsabilità”.

Il peggior accordo della storia” ha commentato su Twitter l’europarlamentare euroscettico britannico Nigel Farage. Critica la premier scozzese Nicola Sturgeon, secondo la quale “l’accordo proposto sarebbe negativo per la Scozia, portandoci fuori da un mercato unico otto volte più grande del mercato del Regno Unito e ponendo un’enorme minaccia all’occupazione, agli investimenti e agli standard di vita”. Se questo accordo venisse effettivamente respinto dal Parlamento, allora il governo del Regno Unito dovrebbe tornare al tavolo dei negoziati per garantirne uno migliore. “La nostra linea continua ad essere: adesione permanente al mercato unico e all’unione doganale”, ha concluso la premier scozzese.

Manovra, Austria e Olanda contro l’Italia

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Pugno duro di Austria e Olanda nei confronti dell’Italia. Vienna darebbe la propria approvazione se l’Unione Europea avviasse una procedura d’infrazione contro l’Italia, ha affermato il ministro delle Finanze di Vienna, Hartwig Loeger, che ha spiegato come “l’Italia rischia di diventare un successore del modello greco”.

Se l’Italia non rivedrà la propria manovra, ha detto il ministro, Vienna è pronta a chiedere e sostenere la procedura della Commissione Europea.
Il ministro delle Finanze olandesi, Wopke Hoekstra, spera che l’Italia “decida di ascoltare cosa chiede la Commissione. Ma potrebbe anche non accadere. Il bilancio va aggiustato“. Le sanzioni, se Roma non dovesse modificare la manovra, si avvicinerebbero. “Non siamo ancora a quel punto, ma è un’opzione“, ha detto Hoekstra, che chiede alla Commissione europea di adottare un approccio fermo.
Il Documento programmatico di bilancio trasmesso nella notte dal governo italiano “verrà valutato nel quadro del semestre europeo“, ha spiegato stamane un portavoce della Commissione Europea. Il prossimo passo sarà mercoledì 21 novembre, quando la Commissione darà le proprie opinioni sui documenti programmatici di bilancio ricevuti il 15 ottobre, ivi incluso quello che l’Italia ha rimandato stanotte. La Commissione aveva chiesto modifiche “sostanziali” per rivedere la propria opinione negativa sul Documento programmatico di bilancio.

Violenti scontri all’aeroporto di Tripoli

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Violenti scontri sono in corso nella zona dell’aeroporto internazionale di Tripoli, in Libia, tra i miliziani rivali della settima Brigata Tarhuna, che hanno preso il controllo dello scalo, e quelli di Aghnaiwah Kikly. Lo rende noto il Libya Times su Twitter. La strada che conduce all’aeroporto è stata dichiarata zona militare, riferiscono fonti su Twitter.

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15 Novembre 2018