Traduci

BRUNEL: AU REVOIR!

Trascorsi pochi mesi dalla pessima figura al mondiale d’Inghilterra, la parabola del c.t. Brunel oramai è in forte discesa. C’è tempo ancora per un altro Sei Nazioni, infatti il suo contratto termina a maggio 2016. Gli è rimasto ancora uno scampolo di stagione per vedere se sono fiori o sterpaglie quelle che cresceranno sui campi del prossimo torneo di Rugby più importante al mondo.

cms_3150/foto_1_.jpg

Troppe le indecisioni tattiche viste durante tutto il 2015. Da gennaio a oggi quella osservata sul terreno di gioco, è una Nazionale scarica, priva d’identità e ammutinata nei confronti di un allenatore che, sin dal suo arrivo, ha fatto ben sperare sia i tifosi sia i giocatori di una franchigia considerata, prima dell’arrivo di Brunel, il fanalino di coda del Sei Nazioni. Il suo gioco, purtroppo, non ha più brillantezza. E sono in tanti a credere, almeno quelli convinti di rimettere le sorti della nazionale nelle mani di un italiano, che il movimento rugbistico azzurro deve tornare sulla tradizionale via di puntare sui vivai nostrani; ma questo è un argomento da affrontare un’altra volta.

cms_3150/Foto_2_.jpg

Oggi ci occupiamo solo di Jaques Brunel e della sua caduta libera fino ad aprile dell’anno prossimo; mese in cui terminerà il Torneo delle Sei Nazioni. Per il sessantunenne coach francese, ex giocatore di successo, rimangono pochi mesi per riconquistare la fiducia di capitan Parisse e di tutti i membri del team, e per cercare di riportare il sorriso sui volti dei tifosi che, fin da troppo tempo, ingoiano amaro durante ogni match. Bisogna ammettere che in tante occasioni ciha divertito il suo gioco “champagne”; ma negli ultimi tempi di effervescente è rimasta solo la rabbia di una sconfitta da giustificare in conferenza stampa.

cms_3150/Foto_3.jpg

E con Brunel alla porta con le valigie quasi pronte, ha avuto inizio il toto allenatori. Mentre scrivo, è giunta poche ore fa un’indiscrezione su chi occuperà il suo posto. La notizia, diffusa da un giornale francese, parla di un incontro a Parigi tra il Presidente Federale, Gavazzi e il capitano, Sergio Parisse. Sembrerebbe che in quest’occasione, Gavazzi ha chiesto l’ok al capitano azzurro per mettere sotto contratto, fino al 2019, l’irlandese Connor O’Shea.

cms_3150/Foto_4_.jpg

Subito la smentita di questo incontro sia da parte di Parisse, sia del Presidente. Fermo restando la certezza di dare le chiavi della nazionale al tecnico irlandese (N.d.R. ha già preso casa a Sirmione), il capitano azzurro dichiara: “Voglio precisare di non aver mai affermato di aver avuto contatti con il presunto nuovo CT dell’Italia o di essere a conoscenza delle sua identità, a tal motivo ho già provveduto a chiarirmi con il giornalista in questione e spero si sia trattato di un semplice malinteso, inoltre ci tengo a precisare di non essere mai stato interpellato da FIR circa la scelta del nuovo CT”.

cms_3150/Foto_5_.jpg

Chiarimenti sono giunti anche da Gavazzi, che commenta dicendo: “Che sappia chi sarà il nuovo allenatore e che ci abbia già parlato lo le dice lui. Quello che io so è che finora io non ho firmato contratti, e che in queste vicende contano i fatti, non gli eventuali accordi verbali. Il prossimo incaricato avrà un contratto di quattro anni, da dopo il Sei Nazioni 2016 a dopo il Sei Nazioni 2020, con possibilità di rescindere da ambo le parti”. A questo punto, confidiamo nell’orgoglio del galletto francese e nella sua voglia di dimostrare, fino alla scadenza di mandato, che ha da giocare ancora qualche asso nella manica.

cms_3150/Foto_6_.jpg

Speriamo bene, anche se siamo consapevoli che il cambiamento non può arrivare solo attraverso il turn over di allenatore in panchina. E non si può essere “Parisse dipendenti” (N.d.R. abbiamo visto tutti, le partite al mondiale con e senza di lui). Che ben venga un tecnico bravo e di successo come O’Shea, ma ben vengano giocatori del vivaio italiano, così forti da costituire la dorsale di una squadra ahimè composta, oggi, da troppi equiparati e oriundi.

Data:

18 Dicembre 2015