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BRUXELLES IN GIUBILO, ACCORDO TRA UE E CINA SUGLI INVESTIMENTI

Si costruisce un grande e metaforico ponte, che collega la Cina e l’Europa. No, non è la Via delle Spezie percorsa da Marco Polo a suo tempo, ma potrebbe avvicinarvisi. I negoziatori dell’Unione Europea e quelli di Pechino hanno trascorso gli ultimi sette anni in trattative pressoché ininterrotte e complicate, costruendo mattone dopo mattone quel metaforico ponte transcontinentale. Alla fine l’accordo arriva, quello che consente investimenti stranieri nella produzione, in cui sono inclusi veicoli elettrici, telecomunicazioni e ospedali privati. E l’Unione Europea non può che lasciarsi andare al giubilo: è un risultato che si può definire storico, in quanto apre le porte alla presenza del Vecchio Continente nel mercato del Dragone. Prima di proseguire, una doverosa precisazione: non si tratta di un accordo commerciale. Non ci si introduce a un flusso di scambi di merci – quello sarebbe stato oggettivamente oltre le più rosee aspettative – ma alla possibilità per i cittadini europei di andare a fare affari nella superpotenza asiatica. Il che è un ottimo punto di partenza per le relazioni interoceaniche, considerando che verranno garantite le medesime condizioni delle imprese della Repubblica Popolare. Se gli obiettivi sono l’intensificazione e il consolidamento della tratta Europa-Cina, è stato già mosso un primo e significativo passo.

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Anche perché si parla di un accordo di principio, con cui sono state stabilite le linee guida generali da seguire. A sancirlo è stato il summit straordinario tra i padroni di casa e l’UE, tenutosi ieri in videoconferenza da Ursula von der Lyen, Charles Michel e Xi Jinping. Rispettivamente: presidentessa della Commissione Europea, presidente del Consiglio Europeo e il presidente cinese. In gioco due re e una regina, il risultato non poteva che essere “scatto matto”. Ovvero, lieto esito.

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Accogliamo con favore l’accordo politico raggiunto – commenta Michel su Twitter a margine dell’incontro virtuale – l’Unione Europea rimane impegnata in una cooperazione internazionale basata su delle regole”. I mesi venturi saranno utili a definire meglio gli ambiti di applicazione dell’accordo e le sue condizioni, a tradurre il resto nelle rispettive lingue, analizzarlo e dopo tutto questo iter si procederà con la firma nero su bianco dell’accordo vero e proprio. I numeri dicono, comunque, che ad oggi l’Europa accede a un nuovo mercato composto da circa un miliardo e mezzo di persone. Cifra considerevole. Questo accordo primordiale si limita agli investimenti, per enunciare ciò che resta fuori dalle metaforiche “strette di mano”: questioni come la sovrapproduzione o i sussidi stranieri nel mercato europeo richiederanno la loro soluzione solamente, e giustamente, a tempo debito.

Data:

30 Dicembre 2020